La Rai chiarisce: "Rai Scuola non chiude, evolve". Dove si vedrà
Rai Scuola non chiuderà, ma cambierà profondamente aspetto: la Rai ha voluto chiarire questo aspetto dopo le polemiche degli ultimi giorni
Dopo la polemica nata attorno a Rai Scuola, che sul canale 57 del digitale terrestre lascerà spazio al nuovo progetto "Italiana", la Rai è intervenuta per fare chiarezza. Secondo quanto affermato, il canale non sarà cancellato, ma verrà profondamente ripensato: i contenuti educativi continueranno a essere disponibili in altro modo. Intanto continua online la petizione contro la scelta fatta.
La Rai ha specificato che Rai Scuola non chiude
La Rai ha inviato una nota per precisare "che non è prevista alcuna cancellazione dell’offerta editoriale di Rai Scuola". Le reti del servizio pubblico hanno sottolineato che "la sua funzione educativa e divulgativa viene preservata e valorizzata attraverso un’evoluzione delle modalità di distribuzione e fruizione e una presenza più forte su RaiPlay", dove sarà ancora visibile la programmazione del canale.
La scelta fa parte di un "più complesso progetto di rivisitazione dei canali specializzati atteso da anni e finalmente in via di attuazione", voluto per "adeguare il Servizio Pubblico alle modalità di fruizione delle nuove generazioni". Ricordando i dati di ascolto, "che evidenziano i limiti della televisione lineare come strumento per raggiungere in modo ampio e sistematico il pubblico scolastico", la Rai ha deciso "di portare i contenuti dedicati agli studenti laddove sono gli studenti".
Per l’emittente si tratta di un’idea logica, non comprendendo le polemiche sollevate nelle ultime ore. Secondo la rilevazione Qualitel, inoltre, Rai Scuola ha ottenuto "un gradimento di 8,0", mentre "su RaiPlay viene confermata in crescita a 8,1, cioè la property digitale Rai più apprezzata".
Come cambierà Rai Scuola
"Rai Play Scuola e Learning" è il nome del progetto che l’intero Consiglio di Amministrazione Rai ha approvato all’unanimità. "Supera il modello lineare e sviluppa una piattaforma digitale integrata che riunirà produzioni di Rai Cultura, patrimonio delle Teche Rai e contenuti educativi già disponibili, in un ecosistema on demand tra aula e casa", ha specificato l’emittente del servizio pubblico.
La trasformazione è stata dettata dalle esigenze dei giovani: "I contenuti educativi devono essere disponibili quando servono agli studenti, non soltanto quando vengono trasmessi". Grazie al digitale si possono "cercare, rivedere e utilizzare i contenuti da scuola e da casa, attraverso televisori connessi, computer, tablet e smartphone".
La Rai ha specificato che "il Servizio Pubblico non rinuncia alla scuola", bensì "investe in un modello più coerente con il modo in cui oggi le nuove generazioni accedono alla conoscenza. Pensare che per raggiungere i nativi digitali sia indispensabile mantenerli davanti a un canale lineare sarebbe un po’ come sostenere che, per usare una biblioteca, sia necessario tornare a consultare soltanto i cataloghi cartacei".
L’emittente ha poi aggiunto: "Rai Scuola non chiude: evolve. E, soprattutto, va dove sono gli studenti".
La petizione online contro la chiusura di Rai Scuola
Intanto su Change.org va avanti la petizione online "salvare Rai Scuola: la cultura e il sapere di un Paese civile non si svendono alle logiche di mercato o ai desideri politici di parte", come si legge nella descrizione della proposta. Gli ideatori hanno chiesto "alla RAI e alle autorità competenti di mantenere aperto Rai Scuola, investendo nei contenuti educativi che hanno arricchito la nostra società e formato generazioni di italiani".
Tante le voci che si sono levate contro il cambio di rotta per Rai Scuola, come quella della divulgatrice Silvia Bencivelli, che ha ricordato che "con la pandemia, Rai scuola ha trovato una nuova ragione di essere e un nuovo posizionamento, passando dal 146 al 57 del digitale terrestre", permettendo a ragazzi e ragazze di accedere gratuitamente a programmi culturali ed educativi di qualità in un periodo caratterizzato da scuole chiuse a causa del Covid e isolamento sociale.