Salta al contenuto
La risposta di Valditara all'appello dello studente disabile ANSA

La risposta di Valditara all'appello dello studente disabile

Dopo la lettera-appello di uno studente disabile, il ministero dell'Istruzione è intervenuto accogliendo la richiesta del ragazzo 17enne

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Uno studente disabile ha scritto una lettera-appello al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, nella quale ha citato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il giovane ha chiesto che non venisse interrotto il suo percorso di crescita e di studio, elaborato in due anni insieme alla sua insegnante di sostegno, a causa della vincita di quest’ultima del concorso per l’assunzione a tempo indeterminato e del conseguente trasferimento della docente in un’altra provincia. Il Mim è subito intervenuto sulla vicenda.

La lettera-appello dello studente disabile

Uno studente di 17 anni di Bari con disabilità, dopo diverse lettere inviate dalla madre al ministero dell’Istruzione, ha deciso di rivolgere lui stesso un appello al ministro Giuseppe Valditara e al presidente del Consiglio Sergio Mattarella.

Iscritto all’I.T.T. ‘E. di Savoia – F. Caracciolo, il giovane nell’anno scolastico 2026-2027 dovrà sostenere l’ultimo anno di scuola superiore e la Maturità.

In una lettera-appello, pubblicata da alcuni quotidiani locali, lo studente ha evidenziato le difficoltà nel dover cambiare insegnante proprio in vista dell’esame di Stato e ha chiesto di poter proseguire il percorso di studi con la propria professoressa di sostegno per un altro anno ancora.

Il problema è nato a seguito della vincita del concorso per l’assunzione in ruolo della docente di sostegno che è quindi stata trasferita in un’altra provincia. La prof ha dato disponibilità a continuare a seguirlo per un altro anno, ma restava lo scoglio burocratico.

"Non Le chiedo un favore. Le chiedo di tutelare un percorso educativo che sta funzionando e che rischia di essere interrotto proprio alla fine",ha scritto il 17enne a Valditara.

Al Capo dello Stato, invece, il giovane si è rivolto chiarendo che: "so che non spetta a Lei decidere l’assegnazione di un docente. Ma Lei rappresenta la Repubblica e i principi della nostra Costituzione. Le chiedo di ascoltare la mia voce e di aiutarmi a far capire alle istituzioni che dietro una questione amministrativa c’è un ragazzo con disabilità grave, ci sono due anni di lavoro e di crescita e c’è una maturità da affrontare".

La risposta del ministero dell’Istruzione

La lettera-appello non è rimasta inascoltata e il ministero dell’Istruzione e del Merito è intervenuto accogliendo positivamente il desiderio dello studente.

Il Mim ha fatto sapere di essersi "immediatamente attivato" per "individuare una soluzione nel rispetto della normativa vigente e a tutela dell’interesse dello studente".

"In applicazione del ‘principio dell’accomodamento ragionevole‘, previsto a tutela delle persone con disabilità, e acquisita la disponibilità della docente, è stata individuata una soluzione – si legge in una nota del ministero – che consentirà a quest’ultima di proseguire l’attività di sostegno con lo studente per il prossimo anno scolastico".

Proprio come desiderava il ragazzo che non chiedeva "un privilegio", ma soltanto che non fosse cancellato il lavoro degli ultimi anni .

La situazione dei docenti di sostegno precari

Il ministero dell’Istruzione e del Merito è al lavoro per permettere che il nuovo anno scolastico 2026/2027 inizi nel miglior modo possibile, ma resta il nodo degli insegnanti di sostegno precari.

Secondo le stime un alunno su due dovrà cambiare docente, non potendo contare sulla continuità. Entro settembre bisognerà nominare decine di migliaia di supplenti di sostegno, posti che valgono un solo anno e che vengono assegnati soprattutto a supplenti o a chi richiede un’assegnazione provvisoria fuori dalla provincia di servizio.

Alla conclusione della scuola, questi posti non vengono confermati automaticamente per l’anno successivo ed ecco perché migliaia di alunni con disabilità si ritrovano a dover cambiare docente all’inizio di ogni anno scolastico.