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La scuola è gratuita? Scontro tra Valditara e una studentessa

La scuola è gratuita? Il tema al centro di uno scontro verbale tra una studentessa e il ministro Giuseppe Valditara al salone Job&Orienta di Verona

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Scontro verbale tra una studentessa e il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara al Job&Orienta, il salone nazionale dell’orientamento che si è tenuto dal 26 al 29 novembre alla Fiera di Verona. La scuola è gratuita? È stato questo il tema del botta e risposta tra la ragazza e il ministro.

Scontro tra Valditara e una studentessa sulla scuola gratuita

Ministro, lo sa che per andare a scuola uno studente deve pagare 1.170 euro circa?”, è la domanda che una studentessa ha rivolto al ministro Giuseppe Valditara in visita al salone Job&Orienta alla Fiera di Verona, come si vede in un video diffuso sui social dalla Rete degli Studenti Medi Veneto.

La scuola è gratuita“, ha risposto Valditara. “La scuola è gratuita? Lo sa quanto paga una famiglia?”, ha ribattuto la ragazza.

Nel frattempo, si sente una voce, probabilmente di una giornalista, che dice al ministro: “Mi scusi, ma non può rispondere agli studenti?”.

“Abbiamo contestato il ministro Valditara perché non è accettabile che le famiglie debbano sostenere spese medie di 1.170 euro a studente mentre il governo taglia fondi alla scuola e li dà alla guerra”, ha spiegato Zoe Zevio, coordinatrice della Rete di Verona.

“Il ministro ci ha risposto che la scuola è gratuita e aperta a tutti – ha proseguito -. Ma, come spesso fa il Governo Meloni, nega i dati e l’evidenza mentre si para gli occhi davanti a una manifestazione di dissenso”.

Zevio ha concluso: “Vogliamo una scuola gratuita e realmente accessibile, non basata su questo sistema meritocratico che si basa sulla concorrenza, che non tiene conto delle condizioni di partenza e che deteriora il benessere psicologico degli studenti“.

Quanto costa andare a scuola in Italia

Ma quanto costa andare a scuola in Italia? Beh, dipende dal grado di istruzione che si frequenta. I libri sono gratuiti alla primaria, ma a pagamento nella scuola secondaria, quindi alle medie e alle superiori.

Secondo il report pubblicato a agosto scorso dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, i libri di testo sono un “tasto particolarmente dolente”. Per l’anno scolastico 2025-2026, ogni studente spende in media 537,10 euro per i testi obbligatori più 2 dizionari.

Da Federconsumatori hanno evidenziato che le spese sono particolarmente alte per gli alunni delle classi prime. Uno studente di prima media spende circa 555,16 euro per i libri di testo più 2 dizionari (con un aumento del 20,2% rispetto allo scorso anno). A questi vanno aggiunti 658,20 euro per il corredo scolastico e i ricambi durante l’intero anno, per un totale di 1.213,36 euro. Le cifre crescono per le superiori. Uno studente di prima superiore spende circa 808,90 euro per i libri di testo più 4 dizionari (+13% rispetto allo scorso anno) e 658,20 euro per il corredo scolastico e i ricambi, per un totale di 1.467,10 euro.

“Importi già proibitivi per molte famiglie, a cui si sommano, poi, i costi da sostenere per l’acquisto di un Pc, dei programmi e dei dispositivi necessari per l’utilizzo didattico di tale strumento, divenuto ormai indispensabile”, hanno specificato da Federconsumatori.

Dallo studio effettuato dall’Osservatorio emerge che tra computer, webcam, microfono, antivirus e software base, una famiglia spende in media 420 euro.

Durante l’anno, comuni e regioni promuovono vari bandi per sostenere le famiglie nell’acquisto dei libri scolastici. Tra questi, per esempio, ci sono i bandi Dote Scuola della Regione Lombardia e Libri Gratis della Regione Toscana. Nel frattempo, è stato depositato un emendamento alla legge di Bilancio che prevede l’introduzione della detrazione fiscale delle spese per l’acquisto dei testi scolastici.