La scuola e l'ipotesi Dad, prof Maggi: "Sarebbe un disastro"
"Sarebbe un disastro": cos'ha detto il celebre prof Andrea Maggi intervenendo sull'ipotesi del ritorno della Dad a scuola per la crisi energetica
Andrea Maggi, volto noto de Il Collegio e insegnante molto seguito anche sui social, è intervenuto sull’ipotesi di un ritorno della didattica a distanza (Dad) a scuola per far fronte alla crisi energetica che sta colpendo l’Italia (e non solo) a seguito della guerra in Medio Oriente e dei blocchi nello Stretto di Hormutz. Il prof non ha usato giri di parole per definire questa possibilità: "Sarebbe un disastro". E ha spiegato perché, a suo avviso, questa opzione "non sia nemmeno immaginabile".
Cos’ha detto prof Maggi sull’ipotesi Dad a scuola
"In molti mi avete chiesto cosa penso dell’ipotesi che l’anno scolastico possa finire in Dad. Beh, io penso che non sia pensabile che le scuole chiudano", ha affermato Andrea Maggi in un video pubblicato sui suoi profili social.
Il docente ha spiegato che "un mese, un mese e mezzo, due mesi di Dad per le famiglie provocherebbe un disastro, perché i minori non possono stare a casa da soli. E dunque almeno uno dei due genitori, quando ce ne sono due, sarebbe obbligato a rinunciare al lavoro per rimanere a casa con i figli".
Una situazione che, secondo Maggi, avrebbe ripercussioni soprattutto sulle madri: "Vi immaginate? Madri che si licenziano, perché poi si licenziano sempre le madri, significa meno soldi a casa". E "in questo momento, in cui al supermercato non spendi meno di 150 euro per non comprare niente, sarebbe un disastro", ha aggiunto il prof.
Andrea Maggi ha poi evidenziato un’altra possibile conseguenza: i genitori "potrebbero prendere ferie anticipate, ma questo significherebbe un’estate senza vacanze. E questo sarebbe un disastro per il settore del turismo".
Per tutti questi motivi, "non penso che l’ipotesi della Dad sia nemmeno immaginabile. Sarebbe semplicemente un disastro", ha concluso il prof Andrea Maggi.
Il chiarimento del ministro Valditara sulla Dad a scuola
A parlare dell’ipotesi della didattica a distanza nelle scuole italiane è stato Marcello Pacifico, presidente di Anief (Associazione nazionale insegnanti e formatori), che il 7 aprile scorso ha lanciato l’allarme: "La crisi energetica, con ripercussioni sul costo dei carburanti, potrebbe portare l’Italia entro giugno a un tasso di inflazione altissimo. Per frenare il costo della vita, il Governo e il Parlamento potrebbero valutare l’adozione della didattica a distanza, a seguito del collocamento dei lavoratori pubblici in smart working", ha dichiarato come riportato da Ansa.
Pur ribadendo che "la scuola dovrà essere l’ultima a chiudere", il presidente di Anief ha avvertito che "se la guerra in Medio Oriente continua, (la scuola) potrebbe essere colpita dall’attuale crisi".
La possibilità di attivare la Dad "dal mese di maggio", ha continuato Marcello Pacifico, "potrebbe sembrare una soluzione eccessiva, ma sarebbe consequenziale all’entrata in vigore di misure atte a risparmiare le risorse energetiche, dalla razionalizzazione di luce, gas e petrolio allo smart working per tutti i dipendenti pubblici".
A queste parole ha fatto seguito l’immediato chiarimento del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che all’Adnkronos ha precisato che "la Dad non è contemplata in nessun modo". Una precisazione che, almeno per ora, sembra chiudere la discussione.