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La scuola è peggiorata? Colpa dei "ricordi truccati" per Galiano ANSA

La scuola è peggiorata? Colpa dei "ricordi truccati" per Galiano

Prof Galiano, con una gag, ha spiegato perché non è vero che la scuola italiana sia peggiorata, sono i nostri errori a trarci in inganno

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Il ritornello “in passato era meglio” investe un po’ tutti i settori. Anche riguardo alla scuola si sente spesso dire che oggi la formazione degli studenti sia peggiorata. Negli ultimi anni si parla delle nuove tecnologie, in particolare dell’intelligenza artificiale, che ridurrebbero le capacità di pensiero dei giovani dando immediatamente le risposte che si cercano o sostituendosi al lavoro di scrittura delle ragazze e dei ragazzi. Con un video-gag, prof Galiano ha dato una risposta diversa sul tema. Per lo scrittore e docente, i ricordi truccati traggono in inganno facendoci credere che le cose vadano peggio di prima.

Le parole di Galiano sulla scuola e i ricordi truccati

Prof Galiano ha pubblicato un video sui social in cui interpreta due personaggi in una sorta di gag.

Il primo ritiene che la scuola attuale sia peggiorata, il secondo è davvero il prof che risponde a questa accusa.

A chi dice “ai miei tempi sì che a scuola scrivevamo bene”, prof Galiano replica citando i dati analizzati da una recente ricerca, in cui sono stati analizzati migliaia di temi della Maturità a partire dal 1967.

Ne emerge che le competenze legate alla scrittura non sono affatto crollate, e il vocabolario di studentesse e studenti non si è impoverito.

L’insegnante e scrittore ha spiegato che nel corso dei decenni, anche gli errori più comuni sono rimasti più o meno quelli di sempre.

C’è una grande e vera differenza tra la scuola di fine anni ’60 e quella odierna: la prima era una scuola “elitaria”, in cui, a differenza di oggi, erano decisamente meno le ragazze e i ragazzi che arrivavano alla Maturità.

Gli errori a scuola secondo Prof Enrico Galiano

Nel video si vede un Galiano, in versione caricatura, che chiede: “Oh ma hai visto in che condizioni è la scuola di oggi? I ragazzi non sanno più scrivere. È tutto social. Instagram, TikTok. Ormai siamo al capolinea”.

Il prof, tornato nella sua versione normale, risponde: “È curioso perché è appena uscita una ricerca su Repubblica che analizza, pensa, 3300 temi di maturità dal 1967 al 2012 e, guarda un po’, in realtà la scrittura non è crollata. Le competenze di base restano stabili, il vocabolario non si impoverisce e gli errori tipici sono quelli classici fonologici”.

Enrico Galiano ha quindi puntualizzato che gli errori di oggi “sono gli stessi che facevamo ieri”.

Il Galiano caricatura lo interrompe: “Ma va va che me lo ricordo, ai miei tempi sì che si scriveva bene” ma non vedi che frasi corte, 4-5 parole messe in croce che sembra tutto un whatsapp”.

Tornato in veste prof, il docente ammette che, effettivamente, le frasi più brevi e spiega che “prima la media era di 30 parole e adesso 22 ma questo in realtà riflette anche un cambiamento di stile. Per esempio se leggiamo i giornali, i siti, i post, è proprio lo stile che si è fatto più breve, più concitato, più sincopato”.

“Ma non è ignoranza, meno ipotassi, più paratassi”, ha aggiunto.

E all’accusa che “una volta sì che si studiava”, Galiano ribatte che, però, “prima si studiava in pochi. Sì perché nel 1967 solo pensa, il 26,8% delle persone arrivava alla Maturità. Nel 2012 era il 77%“.

“Insomma allora la scuola era elitaria, quella di oggi è di massa, e quindi è normale che la percezione del livello sia leggermente inferiore, ma in realtà non è vero. La scuola non è peggiorata, è che continuiamo a giudicarla con i ricordi truccati di ieri”, ha concluso il prof.