La toccante lettera aperta della prof accoltellata agli studenti
Chiara Mocchi, la prof di francese aggredita a scuola con un coltello da un alunno 13enne, ha scritto un messaggio rivolto a studenti e studentesse
Dal letto di ospedale dove si trova ricoverata dopo l’aggressione subita a scuola, la professoressa di francese dell’Istituto comprensivo "Leonardo Da Vinci" di Trescore Balneario ha dettato una toccante lettera al suo avvocato, rivolta a tutti gli studenti. La docente, che è stata operata d’urgenza dai medici dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, dove è giunta in elisoccorso per le ferite riportate, ha lanciato un accorato appello a ragazzi e ragazze.
Professoressa di francese delle medie accoltellata a Trescore Balneario
Il 25 marzo 2026 in una scuola in provincia di Bergamo è stato compiuto un atto di violenza contro una docente. Poco prima dell’inizio delle lezioni nei corridoi dell’Istituto comprensivo "Leonardo Da Vinci" di via Damiano Chiesa, a Trescore Balneario uno studente di 13 anni che frequenta la terza media ha aggredito con un coltello Chiara Mocchi, la prof di francese di 57 anni: l’ha colpita alla gola e all’addome.
Subito la docente è stata soccorsa e trasferita in ospedale, dove i medici l’hanno sottoposta a un intervento d’urgenza. Le condizioni sono gravi, ma non è in pericolo di vita. Il ragazzino avrebbe pianificato quell’aggressione, raccontandola in diretta su Telegram con il suo telefonino. L’intervento di un insegnante e due collaboratori scolastici ha scongiurato il peggio: fermato dai Carabinieri, il giovanissimo aggressore sarà portato in una comunità per minori.
Tante voci si sono levate dopo questo episodio di violenza negli istituti scolastici, tema di cui si è discusso molto dopo la morte di uno studente a La Spezia e l’annuncio del ministro Valditara di introdurre i metal detector in ogni scuola. Alla luce di questo nuovo fatto, il pedagogista Daniele Novara ha spiegato che "le misure repressive, punitive e restrittive messe in campo negli ultimi anni non solo non stanno funzionando, ma in alcuni casi stanno addirittura peggiorando la situazione".
La prof di francese ha scritto una toccante lettera agli studenti
La Repubblica ha riportato la lettera della professoressa di francese aggredita da un suolo alunno di terza media a scuola. Dal letto di ospedale Chiara Mocchi ha dettato parole importanti al suo avvocato, rivolgendosi ad "alunni, colleghi, genitori, soccorritori, personale sanitario, autorità, forze dell’ordine, familiari, giornalisti" e a tutte quelle persone che le hanno mostrato affetto e solidarietà in queste ore.
"Non avrei mai pensato che un giorno avrei dovuto raccontare un dolore così grande, né che avrei attraversato una prova così profonda", ha spiegato la docente, sottolineando che se è ancora viva lo deve proprio alle persone a cui è indirizzata la lettera. "In un attimo, un gesto improvviso e incomprensibile ha spezzato la quotidianità della scuola, trasformando una mattina come tante in un incubo. Quelle coltellate sul mio collo e sul mio torace avrebbero potuto fermare il mio cammino per sempre".
Ricordando quanto accaduto e sottolineando che quella terribile scena è stata anche ripresa da un cellulare, l’insegnante delle scuole medie è grata perché intorno a lei "si è mosso un mondo di coraggio e di umanità". Ha voluto ringraziare per primi i "colleghi che sono intervenuti senza alcuna esitazione, rischiando personalmente" pur di metterla in salvo. Ma il suo grazie va anche "agli studenti che hanno gridato aiuto, che hanno pianto, che si sono spaventati e hanno visto qualcosa che nessuno dovrebbe vedere a tredici anni". A loro ha rivolto un pensiero speciale: "Sappiate che non porto rabbia né paura nel cuore, ma solo desiderio di rivedervi crescere sereni e protetti".
La professoressa ha espresso riconoscenza vero il personale dell’elisoccorso, i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari, le forze dell’ordine e le autorità: tutti coloro che sono intervenuti per aiutarla. Si è poi rivolta anche ai genitori che le scrivono e le danno supporto e "che hanno raccontato ai propri figli il valore dell’empatia e della vita".
A tutti Chiara Mocchi ha rivolto un pensiero speciale e profondo: "So che quanto accaduto ha sconvolto molti di voi. Ha generato paure, domande, forse persino scoramento. Per questo vi dico: non lasciamoci vincere dal buio". Il messaggio è rivolto in particolare ai suoi "amati alunni: non fermatevi, non arrendetevi, studiate e preparatevi per il vostro futuro senza nessuna paura, ma solo e unicamente con coraggio. Questa ferita non deve diventare un muro, ma un ponte: verso una scuola più attenta, verso una comunità più unita, verso un modo nuovo di stare accanto ai ragazzi, soprattutto quelli che fanno più fatica, come magari quello che mi ha colpito che forse nel profondo non saprà neanche perché. Come non lo sapranno i suoi genitori".
La sua speranza è quella di tornare presto "in classe, tra i banchi, dove ho sempre sentito di appartenere. Tornerò a insegnare, a credere nei giovani, ad accompagnarli nei loro passi difficili. Perché nonostante tutto, insegnare resta il mio sogno, la mia vocazione, la mia gioia più grande".