Salta al contenuto
Larissa Iapichino e Fiona May Ansa

Larissa Iapichino batte il record di Fiona May: "È una lezione"

La storia di Larissa Iapichino che ha infranto il record della mamma Fiona May ha permesso al pedagogista di spiegare una lezione utile ai genitori

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Larissa Iapichino ha battuto il record di sua mamma, Fiona May. Il 5 luglio 2026 a Eugene, in Oregon, la giovane atleta azzurra ha compiuto un’impresa incredibile nella storia del salto in lungo. Larissa ha stabilito il nuovo primato italiano, battendo quello che finora nessuno era riuscito a superare e che la madre aveva raggiunto nel 1998. Per il pedagogista Stefano Rossi, si tratta di molto di più di un passaggio di testimone. Cosa può insegnare questa bellissima storia di sport? Qual è la lezione che i genitori possono avere dal record infranto da Larissa Iapichino, che ha mantenuto il primato italiano "in famiglia"?

Per il pedagogista la vittoria di Larissa è una lezione per i genitori

Intervistato dal Corriere della Sera, il pedagogista Stefano Rossi ha commentato il successo di Larissa Iapichino, che ha infranto il record di mamma Fiona May, spiegando che "quando un figlio supera un record del genitore, non è solo una questione atletica, ma anche psicologica".

L’esperto ha sottolineato: "Il compito di ogni adolescente è quello di costruire la propria identità anche attraverso una separazione dal genitore. Simbolicamente, deve uccidere il proprio genitore. Significa toglierlo dal piedistallo in modo che non faccia ombra. Solo così un giovane scopre davvero chi è e soprattutto chi vuole diventare". Secondo Rossi, che "i figli superino i genitori è nella natura delle cose".

In tutte le famiglie avviene questo processo, ma non sempre le reazioni sono le stesse. "Dipende dal livello di maturità emotiva. Il genitore maturo è felice per il volo del figlio, per il salto più lungo che riesce a compiere. Al contrario, un genitore narciso prova un’invidia profonda: non accetta che la sua statua dorata venga deposta, prova difficoltà ad accettare che il proprio ruolo venga, in parte, superato".

Come dovrebbero comportarsi i genitori con le vittorie dei figli

Stefano Rossi nell’intervista ha aggiunto anche un suggerimento per aiutare madri e padri a comportarsi in modo idoneo di fronte ai traguardi raggiunti dai propri figli. Già in passato aveva affrontato tematiche simili, svelando che l’ansia della Gen Z è causata proprio dalla famiglia.

"Ogni genitore deve essere un anti-narciso", ha sottolineato lo psicopedagogista, aggiungendo che che deve "gioire per la propria ‘sconfitta’ rispetto al figlio". L’esperto ha poi affermato che "il genitore che non si fa uccidere simbolicamente è quello che impedisce al figlio di trovare la sua traiettoria".

Per non proiettare le proprie ambizioni sui figli, "il buon genitore" deve aiutarli "a trovare la loro verità interna. Invece spesso mi trovo di fronte al cosiddetto genitore-scultore, che trasforma il figlio in un progetto: in questo modo il figlio-progetto è imprigionato nell’immagine idealizzata proiettata dal genitore".

Quanto pesa secondo Rossi un genitore "famoso" sui figli

Questa bellissima storia di sport, che ha per protagoniste Larissa Iapichino, la figlia, e Fiona May, la madre, ha permesso all’esperto di parlare del peso che ragazzi e ragazze portano nell’avere un padre o una madre affermati. "Crescere con un genitore che ha conseguito ottimi risultati nel suo campo professionale, qualunque esso sia, è indubbiamente una sfida difficile: il distacco simbolico può diventare più difficile, perché il genitore viene vissuto come una figura ideale". Il rischio è che il figlio venga "schiacciato".

Per Stefano Rossi "è importante mostrarsi come la madre o il padre e non come il grande artista, il campione, la campionessa, lo scienziato o il professionista di fama. Il genitore di successo ha diritto di gioire per i propri risultati ma non deve erigere un gigantesco monumento di sé stesso con il quale un figlio è costretto a confrontarsi costantemente".

Se si segue la stessa carriera è più difficile, ma "non necessariamente" perché "il punto non è la strada scelta, ma la libertà di percorrerla in modo personale. Il rischio nasce quando il figlio diventa una copia, incapace di sviluppare uno stile proprio. Ogni persona, invece, ha bisogno di costruire un’identità originale. Come dice il proverbio, se camminiamo sulle orme di qualcun altro non lasciamo nessuna traccia".