Latino alla seconda prova di Maturità 2026, i consigli dei prof
Come affrontare la seconda prova scritta di latino alla Maturità 2026 al liceo classico? Ecco alcuni consigli molto utili offerti dai docenti
Manca sempre meno all’appuntamento con la seconda prova scritta della Maturità 2026 per gli studenti del liceo classico, che venerdì 19 giugno, dalle 8:30, affronteranno la versione di latino.
Come affrontare la prova? A dare alcuni preziosi consigli sono i docenti, che spiegano come gestire il tempo a disposizione per concludere la prova e cosa ripassare per tradurre al meglio il testo che verrà loro consegnato.
I consigli di Angela Giardino, prof di latino
Dopo la prima prova scritta, gli studenti che stanno affrontando l’esame di Maturità 2026 dovranno confrontarsi con la seconda, che varia in base all’indirizzo di studi: per chi frequenta il liceo classico quest’anno c’è la tanto temuta versione di latino.
Al di là della preparazione personale e dei ripassi dell’ultimo minuto, uno dei più grandi scogli che i maturandi dovranno affrontare è l’ansia: "Portatevi anche i peluche, metteteli sul banco, se servono, e pure i cornini rossi, tutto quello che aiuta a sconfiggere il vero nemico: l’ansia, che fa incrociare gli occhi e chiude il cervello", dichiara Angela Giardino, professoressa di latino e italiano al liceo classico Minghetti di Bologna, come riporta La Repubblica.
I consigli della docente proseguono: leggere molto attentamente il pretesto e il post-testo, che sono le righe scritte in italiano che precedono e seguono la parte da tradurre. Sono utili per spiegare il contesto della versione e quindi aiuti fondamentali che troppo spesso non vengono presi molto in considerazione dagli studenti, che "tendono a buttarsi subito sul dizionario". Inoltre, si dice spesso che la risposta si trova nella domanda, ed effettivamente i 3 quesiti che accompagnano la prova possono offrire indicazioni molto utili sulla parte da tradurre. Per questo lavoro di orientamento all’interno della prova gli studenti dovrebbero dedicare circa 20 minuti, visto il lungo periodo di tempo (6 ore) a disposizione per completarla.
Altri consigli di Angela Giardino arrivano in merito all’autore: "Se è noto si possono ottenere indicazioni stilistiche. Negli ultimi scritti di latino della Maturità c’è stata una prevalenza di testi di Tacito, Seneca, Quintiliano e pure Cicerone, il più classico degli autori. Tra questi di solito i ragazzi si trovano meglio, diciamo così, con Seneca, e dunque auguriamoci sia l’autore del "De brevitate vitae"", ha spiegato la docente. Più ostico, invece, è Tacito, poiché "racconta la storia e se non si conosce l’episodio specifico si rischia l’abbaglio, anche perché usa costruzioni sintattiche piuttosto ardite", ha aggiunto.
Prima ancora di iniziare la traduzione, inoltre, ecco un altro consiglio: "Tornare alla quarta ginnasio". Cosa significa? Vuol dire che è necessario analizzare le parti fondamentali della frase. Si parte dai verbi, che ci "dicono quale tipo di soggetto vada cercato, se singolare o plurale" e poi si passa alle congiunzioni. Ecco infatti un grave errore che viene commesso da molti studenti: guardano le prime lettere che indicano la famiglia, ma non dedicano la giusta attenzione alla desinenza.
Al termine della prima analisi del testo, alla quale si può dedicare anche un’ora di tempo, si passa all’azione con l’uso del dizionario: "È il più grande alleato degli studenti, ma bisogna guardarlo bene, riporta moltissime frasi fatte e quasi tutte le costruzioni strane", spiega la prof di latino, che aggiunge: "In due ore e mezza si può fare una prima ‘buttata’ della traduzione, un’ora si può riservare per i punti eventualmente oscuri, in 4 ore si finisce. Resta un’ora per le domande che valgono 4 punti su 20 e quindi possono fare la differenza, poi la bella copia", conclude spiegando come gestire al meglio le tempistiche.
I consigli di Nicola Gardini, professore a Oxford
Altri consigli su come affrontare la prova di latino alla Maturità 2026 arrivano anche da Nicola Gardini, scrittore, poeta e professore di letteratura italiana e comparata presso l’Università di Oxford (ha insegnato anche alla New School di New York, e prima al liceo Classico "Pietro Verri" di Lodi e al liceo "Manzoni" di Milano).
In riferimento a una traduzione di un testo di Tacito, in un video pubblicato dal Corriere della Sera ha offerto ai maturandi alcuni suggerimenti su cosa ripassare: Tacito era uno storico dallo stile molto personale, che si distingueva dagli altri, e per questo vanno rivisti: il nesso relativo, i relativi, la comparativa ipotetica, l’ablativo assoluto, le interrogative indirette, il dativo di possesso, i determinativi (ipse, is, idem), l’ablativo di qualità (che è uno stilema tipicamente tacitiano) e la comparazione con correlativa.
"Ricordate che il verbo essere in latino è spesso sottinteso. Tacito lo fa più di altri autori, ma questo è comune anche ad altri", conclude infine Gardini.