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Il virologo Rpoberto Burioni Ipa

Laurea in Medicina d'urgenza, l'appello di Burioni in tv

Il professor Burioni in tv ha lanciato un appello per quello che riguarda la laurea in Medicina d'urgenza, che ha poco appeal sui giovani medici

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Il professor Roberto Burioni in televisione, ospite di Fabio Fazio a “Che Tempo Che Fa”, ha lanciato un vero e proprio appello per quello che riguarda la laurea in Medicina d’urgenza. Si tratta di una specializzazione scelta da pochissimi medici e il motivo, secondo il dottore, è perché non è abbastanza “appetibile”. In un post pubblicato su Facebook il virologo e divulgatore scientifico ha anche spiegato meglio il suo punto di vista.

L’appello di Burioni sulla laurea in Medicina d’urgenza

Ospite da Fabio Fazio in tv, Roberto Burioni ha spiegato che in Italia “abbiamo la specializzazione in Medicina d’urgenza, che dura cinque anni, che viene coperta soltanto per il 50% dei posti. E regolarmente i concorsi vanno deserti“. La soluzione messa in atto per ovviare a questo problema di carenza del personale in un settore così strategico è quella di “prendere gli specializzandi, non specializzati, ma quelli del quarto anno”.

Secondo lui, però, questa strada non va bene. Burioni è convinto che “bisognerebbe rendere più appagante questa professione, perché poi non è che possiamo obbligare la gente ad andare a lavorare lì. Se i colleghi non scelgono questa specialità, qualche motivo c’è“.

In un post su Facebook Burioni ha ripreso la notizia, condividendo il video del suo intervento: “Gli specialisti in medicina d’urgenza sono pochi perché non scelgono la specialità dopo la laurea”. In un commento, rispondendo agli utenti che hanno lasciato il loro messaggio, Roberto Burioni ha specificato meglio il suo punto di vista: “Il titolare di questa pagina non è il ministro della salute, e non ha nulla a che fare (non come medico e neanche come paziente, ringraziando il cielo: ho una assicurazione privata) con il SSN. Non è questo dunque il luogo più adatto per discutere di politica sanitaria e condizioni di lavoro dei medici, per questo chiudo i commenti dicendo una banalità“.

Poi ha aggiunto: “Se nessuno vuole fare un lavoro e quel lavoro è necessario, bisogna renderlo più attraente migliorando le condizioni lavorative e pagando di più. Vale per qualsiasi mestiere o professione. Se non lo fa lo Stato, lo fa il mercato”.

Perché Medicina d’urgenza non è tra le specializzazioni più scelte

Nel 2024 l’Avur, l’Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario e della ricerca, ha reso noti alcuni dati secondo cui alcuni corsi di specializzazione erano in crisi. Il riferimento era in particolare a quelli in Chirurgia e Medicina d’urgenza, ma anche in Anestesia e Farmacologia. Il rischio è quello di non trovare più alcune tipologie di medico in ospedale.

La carenza di medici, infatti, riguarda determinate specializzazioni, che i giovani camici bianchi non scelgono più. Medicina d’urgenza è al quarto posto della classifica di quelle a tasso di copertura più critico nell’anno accademico 2022/2023: nelle prime posizioni, quindi con dati peggiori, troviamo Chirurgia vascolare, Chirurgia toracica, Chirurgia generale.

Proprio per cercare di spiegare meglio il lavoro dello specialista in Medicina d’urgenza la dottoressa Solange Fugger, conosciuta da tutti come Minerva Salute, ha iniziato a fare divulgazione sui social. “Ho iniziato a ottobre 2024, perché vedevo che troppe borse specialistiche restavano là. Ho pensato: ma davvero nessuno vuole più fare il nostro lavoro? E ho iniziato a raccontarlo”, ha spiegato la primaria più giovane d’Italia in un’intervista al Corriere della Sera.

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