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Lavoro dopo scuola, Italia ultima in Europa: il confronto iStock

Lavoro dopo la scuola, Italia ultima in Europa: il confronto

Secondo l'Eurostat il tasso di occupazione nel nostro Paese è al 62,5%, circa 8,5 punti sotto la media Ue e a pesare è il divario di genere

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Gli annunci di lavoro in Italia sono in leggero aumento, l’occupazione sale, ma resta ancora un’ampia distanza dell’Italia rispetto alla media dei Paesi europei. L’Eurostat ha pubblicato i dati appena aggiornati sul 2025, lo Stivale resta ultimo in Europa soprattutto per la scarsa partecipazione al mercato del lavoro delle donne.

I dati sull’occupazione In Italia

Dai dati Eurostat, in Italia il tasso di occupazione nel 2025 è salito nella fascia tra i 15 e i 64 anni di 0,3 punti toccando il 62,5% ma ancora indietro rispetto al resto d’Europa.

La distanza del Bel Paese, nonostante un progresso leggermente superiore alla media Ue, resta ampia: 8,5 punti sotto il 71% europeo.

Se si guarda alla fascia 20-64 anni, quella utilizzata per i confronti internazionali, l’Italia si ferma al 67,6%, contro il 76,1% medio dell’Unione, il livello più alto mai registrato.

Per fare un confronto con altri grandi Paesi europei, la Germania supera l’81%, la Francia è al 75,5%, la Spagna al 72,4%.

Un dato rilevante è quello della Grecia che ha guadagnato oltre un punto percentuale, superando l’Italia che si è fermata a +0,3.

Dal 2019 il tasso di occupazione italiano è cresciuto di 3,5 punti, contro gli 8,5 della Grecia e i 3,7 della Spagna. I segnali di miglioramento non sono quindi sufficienti a colmare il gap con le altre nazioni europee.

Il divario di genere

L’Italia resta ultima soprattutto per la mancata partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

Tra i 15 e i 64 anni lavora il 53,8% delle donne, a fronte del 66,6% medio europeo. Il divario con gli uomini resta pari a 17,4 punti, quasi il doppio rispetto agli 8,8 punti della media Ue. Una distanza che si è ridotta solo marginalmente rispetto all’anno precedente. Il divario nel 2024 era di 17,8 punti.

Nella fascia 20-64 anni il tasso di occupazione femminile in Italia è al 58%, contro il 71,3% europeo, mentre quello maschile raggiunge il 77,1%.

Il risultato è un divario di genere di 19,1 punti, il più alto tra i Paesi dell’Unione, a fronte dei 9,6 registrati in media in Ue. Solo Romania e Grecia mostrano differenze comparabili, ma comunque inferiori rispetto allo Stivale.

Anche nella fascia centrale, tra i 25 e i 54 anni, la partecipazione femminile resta più bassa rispetto agli standard europei: sono al lavoro il 65% delle donne, contro l’84,6% degli uomini.

I profili più cercati in Italia

Dai dati dell’Hiring Lab di Indeed, che monitora in tempo reale l’andamento delle offerte di lavoro in tutto il mondo, a inizio marzo in Italia i profili più cercati riguardano il settore della ristorazione con il 13% del totale degli annunci di lavoro.

Bene anche l’area delle vendite che registra poco meno della ristorazione e si ferma al 12%, in terza posizione ma molto distante dalle prime due c’è il settore dello sviluppo software con il 7%.

Seguono installazione e manutenzione (6%), produzione e manifattura (6%), ruoli manageriali (5%), supporto amministrativo (4%), commercio al dettaglio (4%), assistenza clienti (4%) e contabilità (2%).

Al 6 marzo 2026, gli annunci di lavoro in Italia hanno superato del 2% i livelli di inizio dicembre. Rispetto al periodo pre-pandemico l’Italia segna una crescita del 60%. Con la Spagna, il nostro Paese si è confermato tra i mercati del lavoro più vivaci del Vecchio Continente.