Lavoro dopo la scuola, Italia ultima in Europa: il confronto
Secondo l'Eurostat il tasso di occupazione nel nostro Paese è al 62,5%, circa 8,5 punti sotto la media Ue e a pesare è il divario di genere
Gli annunci di lavoro in Italia sono in leggero aumento, l’occupazione sale, ma resta ancora un’ampia distanza dell’Italia rispetto alla media dei Paesi europei. L’Eurostat ha pubblicato i dati appena aggiornati sul 2025, lo Stivale resta ultimo in Europa soprattutto per la scarsa partecipazione al mercato del lavoro delle donne.
I dati sull’occupazione In Italia
Dai dati Eurostat, in Italia il tasso di occupazione nel 2025 è salito nella fascia tra i 15 e i 64 anni di 0,3 punti toccando il 62,5% ma ancora indietro rispetto al resto d’Europa.
La distanza del Bel Paese, nonostante un progresso leggermente superiore alla media Ue, resta ampia: 8,5 punti sotto il 71% europeo.
Se si guarda alla fascia 20-64 anni, quella utilizzata per i confronti internazionali, l’Italia si ferma al 67,6%, contro il 76,1% medio dell’Unione, il livello più alto mai registrato.
Per fare un confronto con altri grandi Paesi europei, la Germania supera l’81%, la Francia è al 75,5%, la Spagna al 72,4%.
Un dato rilevante è quello della Grecia che ha guadagnato oltre un punto percentuale, superando l’Italia che si è fermata a +0,3.
Dal 2019 il tasso di occupazione italiano è cresciuto di 3,5 punti, contro gli 8,5 della Grecia e i 3,7 della Spagna. I segnali di miglioramento non sono quindi sufficienti a colmare il gap con le altre nazioni europee.
Il divario di genere
L’Italia resta ultima soprattutto per la mancata partecipazione delle donne al mercato del lavoro.
Tra i 15 e i 64 anni lavora il 53,8% delle donne, a fronte del 66,6% medio europeo. Il divario con gli uomini resta pari a 17,4 punti, quasi il doppio rispetto agli 8,8 punti della media Ue. Una distanza che si è ridotta solo marginalmente rispetto all’anno precedente. Il divario nel 2024 era di 17,8 punti.
Nella fascia 20-64 anni il tasso di occupazione femminile in Italia è al 58%, contro il 71,3% europeo, mentre quello maschile raggiunge il 77,1%.
Il risultato è un divario di genere di 19,1 punti, il più alto tra i Paesi dell’Unione, a fronte dei 9,6 registrati in media in Ue. Solo Romania e Grecia mostrano differenze comparabili, ma comunque inferiori rispetto allo Stivale.
Anche nella fascia centrale, tra i 25 e i 54 anni, la partecipazione femminile resta più bassa rispetto agli standard europei: sono al lavoro il 65% delle donne, contro l’84,6% degli uomini.
I profili più cercati in Italia
Dai dati dell’Hiring Lab di Indeed, che monitora in tempo reale l’andamento delle offerte di lavoro in tutto il mondo, a inizio marzo in Italia i profili più cercati riguardano il settore della ristorazione con il 13% del totale degli annunci di lavoro.
Bene anche l’area delle vendite che registra poco meno della ristorazione e si ferma al 12%, in terza posizione ma molto distante dalle prime due c’è il settore dello sviluppo software con il 7%.
Seguono installazione e manutenzione (6%), produzione e manifattura (6%), ruoli manageriali (5%), supporto amministrativo (4%), commercio al dettaglio (4%), assistenza clienti (4%) e contabilità (2%).
Al 6 marzo 2026, gli annunci di lavoro in Italia hanno superato del 2% i livelli di inizio dicembre. Rispetto al periodo pre-pandemico l’Italia segna una crescita del 60%. Con la Spagna, il nostro Paese si è confermato tra i mercati del lavoro più vivaci del Vecchio Continente.