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Generazione Z al lavoro iStock

Lavoro, la Gen Z non ci sta: stop alla reperibilità continua

Per la Generazione Z il diritto alla disconnessione è fondamentale, per questo dice basta alla reperibilità continua fuori dall'orario lavorativo

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Per la nuova generazione il diritto alla disconnessione è fondamentale, per garantire il giusto equilibrio tra vita lavorativa e sfera privata a personale. Nel mondo del lavoro la Gen Z non ci sta e dice basta alla reperibilità continua, che spesso lavoratori più "maturi" subiscono dai datori di lavoro e di loro capi, venendo chiamati di continuo o contattati via mail anche al di fuori dell’orario lavorativo concordato. Per i giovani di oggi è fondamentale mettere un confine e fare in modo che questo venga rispettato.

La Gen Z reclama il diritto di "staccare" dal lavoro

Il 9° Rapporto Eudaimon-Censis ha svelato che le nuove generazioni reclamano il diritto di staccare dal lavoro. Il 57,7% dei giovani lavoratori italiani, infatti, pensa che il diritto alla disconnessione sia importante: fuori dall’orario di lavoro non si deve per forza essere reperibili.

Secondo quanto emerso da questo report, il 43,9% dei lavoratori italiani non risponde a mail, chiamate o messaggi di lavoro quando l’orario pattuito è terminato. Per il 45,8% tali comunicazioni rappresentano una fonte di ansia e di disagio. Per la Gen Za è fondamentale che vengano rispettati i confini tra orario di lavoro e vita privata e che non vengano mai fatte chiamate o inviati messaggi o mail quando la giornata lavorativa è terminata.

Il diritto alla disconnessione non è rispettato in Europa

Un altro studio sul diritto alla disconnessione condotto da Eurofound in Belgio, Francia, Italia e Spagna ha scoperto che nell’80% dei casi i lavoratori ricevono comunicazioni di lavoro al di fuori dell’orario concordato con il contratto stipulato. 3 lavoratori su 4 vengono contattati più volte al giorno o alla settimana per ragioni legate al lavoro.

La Commissione Europea più volte ha ricordato che è fondamentale regolamentare il diritto alla disconnessione per i collaboratori, così da tutelare il loro benessere personale e garantire comunque la produttività.

Quali saranno le dinamiche lavorative del futuro

Quella che per la Generazione Z è una richiesta fondamentale quando si parla di lavoro, potrebbe diventare una delle basi del welfare aziendale. Oltre ai benefit spesso proposti dalle aziende, si dovrebbe anche garantire il diritto a staccare dal lavoro quando il proprio "turno" è terminato. Bisognerebbe ripensare il lavoro a partire proprio da questo: assicurare alle persone il tempo del riposo, senza comunicazioni continue che possono causare anche ansia e stress sul posto di lavoro.

Come riportato da ItaliaOggi, alcuni esperti hanno affrontato questo tema in occasione della presentazione del rapporto. È emerso che proprio le nuove generazioni stanno ridefinendo il modello di lavoro, per superare quelli del passato che si basavano proprio sulla reperibilità continua. In questo modo si garantisce il diritto a staccare, a riposarsi, a coltivare hobby e interessi, ad avere una qualità della vita migliore.

Per il mondo del lavoro futuro questo cambiamento potrebbe avere un forte impatto non solo sul benessere dei lavoratori, ma anche sulla sostenibilità del lavoro e sull’efficienza e la produttività. Si potrebbe pensare a una nuova cultura aziendale, dove le dinamiche lavorative vengono ridefinite, dando ai dipendenti quell’equilibrio tra lavoro e vita privata che spesso non viene garantito.