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Studenti all'esame Invalsi iStock

Le città con gli studenti più bravi d'Italia, i dati Invalsi

I dati delle prove Invalsi 2024/2025 hanno svelato qual è la provincia che supera la media nazionale delle competenze in italiano e matematica

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Sono stati rivelati i dati Invalsi relativi all’anno scolastico 2024/2025. Dall’analisi è nata la classifica delle città con gli studenti più bravi d’Italia. L’esito degli esami standardizzati ha svelato qual è la provincia dove alunni e alunne hanno ottenuto i risultati migliori, nelle diverse prove scritte previste. Ma non solo. Dai dati, infatti, sono emersi anche altri risultati, come ad esempio il peso che la pandemia ha ancora sui livelli di apprendimento a livello nazionale e quanto il fenomeno della dispersione scolastica è ancora presente nella scuola italiana.

Classifica Invalsi degli studenti più bravi d’Italia

Il Sole 24 Ore ha elaborato i dati delle prove Invalsi dell’anno scolastico 2024/2025, su base provinciale. La provincia con il più alto numero di ragazzi che sono risultati preparati è quella di Lecco: al termine delle scuole superiori gli studenti e le studentesse del lecchese hanno dimostrato di avere competenze migliori sia per quello che riguarda l’italiano sia per quello che concerne la matematica.

Secondo quanto emerso, infatti, il 71,1% dei ragazzi e delle ragazze di quinta superiore della provincia di Lecco ha raggiunto livelli adeguati in italiano. La percentuale sale al 71,8% per quello che riguarda le competenze matematiche. La media nazionale è ferma al 51,7% in italiano e al 49,2% in matematica secondo il rapporto ufficiale Invalsi 2025. Ecco le prime posizioni della classifica:

  1. Lecco (71,1% in italiano, 71,8% in matematica);
  2. Milano (59,7% in italiano);
  3. Messina (46% in italiano, 43,8% in matematica);
  4. Agrigento (45,1% in italiano, 39,8% in matematica);
  5. Catania (46,7% in italiano, 39,3% in matematica);
  6. Palermo (40,1% in italiano, 34,6% in matematica).

In generale, la Lombardia è la regione dove i traguardi raggiunti da studenti e studentesse dell’ultimo anno delle scuole superiori sono più alti.

L’effetto Covid pesa ancora sui livelli di apprendimento

Secondo gli esperti, gli effetti della pandemia hanno un peso ancora molto importante sui livelli di apprendimento. Questi ultimi, infatti, sono rimasti stabili, con poca differenza rispetto ai risultati conseguiti nel periodo Covid, quando è stato registrato un crollo molto forte delle competenze apprese da studenti e studentesse a scuola.

Dal 2021 a oggi, infatti, i livelli adeguati in italiano e matematica alle scuole superiori non hanno subito cambiamenti particolari, rimanendo a un livello di sicuro non brillante. Secondo gli esperti, il problema non riguarda solo l’effetto pandemico, ma anche problematiche legate alla società, al diverso ruolo che oggi riveste la scuola per i giovani, alle tecnologie sempre più presenti nelle loro vite.

Ci sono, però, alcune province che hanno ottenuto risultati positivi, recuperando un po’ il terreno perso in pandemia: molte sono del Sud. A migliorare in italiano sono stati studenti e studentesse delle province di Agrigento, Benevento, Caserta e Reggio Calabria, mentre in matematica quelli che vivono nelle province di Benevento, Caserta, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Cosenza e Crotone.

I dati del rapporto Invalsi 2025 su eccellenze e dispersione

Secondo quanto emerso dal rapporto Invalsi 2025, la quota di studenti e studentesse con risultati eccellenti alla fine delle scuole superiori è in calo. Solo il 12,3% ha raggiunto livelli alti per quello che riguarda le tre prove nel loro insieme (italiano, matematica, inglese). Si tratta del valore più basso mai registrato dall’inizio delle rilevazioni. Rispetto all’anno precedente, la percentuale è scesa di 2,8 punti.

L’analisi ha riguardato anche altri dati, come quelli della dispersione scolastica implicita al termine del secondo ciclo di studio. La percentuale di ragazzi e ragazze che termina le superiori senza raggiungere le competenze di base è salita all’8,7%. L’incremento rispetto al 2024 è stato di 2,1 punti percentuali. Diversa la situazione per quello che riguarda, invece, la dispersione scolastica implicita al termine del primo ciclo di studio (quindi alla fine delle scuole medie). Il dato, in questo caso, è sceso al 12,3%: è il valore più basso mai registrato.

Per quello che riguarda, infine, l’abbandono scolastico esplicito, il nostro Paese ha superato l’obiettivo del 10,2% previsto dal PNRR per il 2026. Il tasso è dell’8,3% circa: entro il 2030 deve scendere, come da previsioni europee, al 9%.