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Le gite scolastiche "sono una perdita di tempo": la polemica iStock

Le gite scolastiche "sono una perdita di tempo", la polemica

Il giornalista Camillo Langone ritiene che i viaggi d'istruzione siano una perdita di tempo che disturba dalla vera cultura fatta di libri

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Le opinioni sulle gite scolastiche sono diverse e dividono tra chi le considera utili e fondamentali e chi pensa siano uno spreco di tempo. Il giornalista Camillo Langone, su Il Foglio, ha scritto un articolo che apre una polemica proprio su quanto siano formativi i viaggi d’istruzione.

Il giornalista Camillo Langone contro le gite scolastiche

Camillo Langone, su Il Foglio, ha scritto che le gite scolastiche sono una "eredità fascista da cui è impossibile liberarsi".

Il giornalista ha descritto i pullman degli studenti come un "fastidio di primavera" che "non disturbano soltanto le mie soste all’autogrill. Disturbano i genitori, che devono pagare vitto, alloggio e trasporto. Disturbano, mi pare, i professori, affaticati a governare branchi di selvaggi".

Il problema principale delle gite scolastiche sarebbe quello di disturbare "soprattutto la vera cultura, fatta di libri e non di scampagnate".

"Al tempo del fascismo, che non inventò le gite ma le fece diventare fenomeno di massa – si legge ancora nell’articolo di Langone – viaggiavano in pochi e l’escursione collettiva era forse un’esperienza utile. Oggi che tutti sono turisti, anche i poveri e i poppanti, viaggiare con la scuola è un di più, un di troppo, oltre che una gran perdita di tempo".

L’idea di Novara sulla gita scolastica

Di diverso avviso sembra essere il pedagogista Daniele Novara che, in un post su Facebook, ha invece elogiato il modello del Nord Europa sulle gite scolastiche.

Lo specialista ha spigato che nell’Europa settentrionale "all’inizio della scuola gli alunni vanno a fare un campeggio per rafforzare il senso di appartenenza alla classe, noi invece mettiamo la gita scolastica come premio a fine anno. E non sempre viene effettuata".

Novara pensa quindi che i viaggi d’istruzione vadano fatti all’inizio dell’anno e debbano essere organizzati come "esperienze di outdoor dove si vive per due o tre giorni insieme e dove si costruisce il gruppo che sarà quello in grado di sostenere i processi di apprendimento individuali, non necessariamente l’insegnante in una sorta di one to one".

Il caso della scuola che vieta gita ai "non meritevoli"

Riguardo alle gite scolastiche, un caso che ha fatto discutere è stata la decisione di una scuola di Cagliari di vietare i viaggi di istruzione o altre attività extrascolastiche agli studenti che avevano voti bassi o erano stati indisciplinati.

A febbraio 2025 il consiglio di classe ha deciso di non portare in gita per motivi "disciplinari" due studenti. Le famiglie dei ragazzini non ammessi hanno tacciato la scelta come "esclusione", in contrasto con quello che dovrebbe essere "il dovere della scuola" ovvero "di includere".

Per l’istituto, invece, non si è trattato di una punizione, ma di rispettare il regolamento della scuola che "stabilisce che il viaggio di istruzione, in quanto esperienza didattica e formativa, impone anche che gli studenti abbiano raggiunto una certa maturità e autonomia che permettono di affrontare in sicurezza, per tutti gli alunni e i docenti, il viaggio stesso".

Uno dei problemi che porta gli insegnanti a evitare di partire in gita scolastica è proprio quello della sicurezza e della responsabilità di gestire più adolescenti durante le giornate fuori casa.

Seppur criticati su più fronti, i viaggi d’istruzione restano uno dei momenti più belli e attesi dagli studenti durante l’anno scolastico.