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Università americane troppo care iStock

Le università negli Usa stanno diventando care anche per i ricchi

Le rette degli atenei americani continuano a crescere con alcuni istituti che hanno raggiunto costi proibitivi anche per i benestanti

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Le università americane sono molto ambite e alcune rientrano tra i più prestigiosi atenei al mondo. Il costo dell’iscrizione annuale è molto alto e, quasi sempre, possono permettersi di frequentare questi atenei solo gli studenti provenienti da famiglie più che benestanti. Ma i costi, negli ultimi anni, stanno continuando a salire mettendo in difficoltà anche i cosiddetti ricchi. Alcune strutture hanno raggiunto quasi le sei cifre all’anno.

I costi delle università Usa

L’osservazione sui prezzi eccessivi delle università americane è stata fatta in un articolo di Internazionale. L’autore dell’articolo, Jeffrey Selingo, scrive che nel 2005 andò a visitare il Bates college, una piccola università privata a indirizzo umanistico, dove il prezzo di base aveva superato la soglia dei quarantamila dollari.

Era stato incaricato di scrivere un articolo su come il Bates aveva calcolato la retta e gli altri costi di iscrizione, perché i suoi dirigenti temevano che, a un certo punto, le famiglie avrebbero detto: "Basta". Il punto di non ritorno, però, non c’è stato e attualmente la retta dell’ateneo è di 94.560 dollari, uno degli 85 che hanno superato i novantamila dollari per l’anno accademico 2025-2026, secondo i dati del College board, l’organizzazione statunitense che si occupa di valutazione e accesso all’istruzione superiore.

Con gli aumenti già annunciati per il 2026-27, alcune delle università più costose del paese stanno sfiorando le sei cifre per retta, vitto, alloggio e contributi obbligatori.

Se poi si aggiungono le spese accessorie – libri, trasporti e tutto ciò che il governo federale impone di includere nel calcolo delle agevolazioni economiche – il "prezzo di listino" di almeno sedici di loro, tra cui l’Amherst college, la New York university (Nyu) e la University of Southern California (Usc), ha già superato i centomila dollari.

La crescita dei prezzi delle università Usa

Il giornalista di Internazionale aggiunge poi che nel 2019, The Hechinger Report, una testata indipendente specializzata in istruzione, aveva previsto che la University of Chicago sarebbe stata la prima a superare i centomila dollari e che l’aumento sarebbe scattato entro il 2025, in realtà si è fermata a 98.301 dollari ma per l’anno accademico che sta per cominciare, raggiungerà un costo complessivo che arriverà a 103.821 dollari.

Il prezzo di listino della Brown per il 2026-27 è invece appena 16 dollari sotto la soglia delle sei cifre: 99.984 dollari. E la Brown assegna precisamente 2.878 dollari alle spese di mantenimento, contro i 2.500 di Harvard, i tremila di Princeton e i 4.500 della University of Illinois a Chicago.

Dato che gli studenti possono richiedere prestiti fino a coprire il cost of attendance, cioè la cifra che secondo una stima dell’università copre un anno di studi, gli istituti si trovano stretti tra l’esigenza di garantire l’accesso ai sussidi e quella di mantenere sotto controllo quel prezzo dichiarato.

Il prezzo di un anno di università continua a crescere e i costi universitari stanno salendo più rapidamente che nel precedente decennio, e in nove degli ultimi undici anni i rialzi sono stati superiori a quelli registrati dal Consumer price index.

Gli sconti e le borse di studio

I dirigenti delle università americane spesso si difendono ricordando che, nella maggior parte dei campus, pochissimi studenti pagano la retta intera poiché ci sono le borse di studio per merito, assegnate indipendentemente dal reddito delle famiglie.

Oggi quattro università statunitensi su dieci applicano uno sconto ad almeno l’80% degli studenti che non risulta in difficoltà finanziaria, secondo uno studio recente dell’economista Phillip Levine del Wellesley college. Per questo motivo il prezzo ufficiale, decisamente alto, conta poco per le famiglie che sanno di non doverlo pagare tutto per intero.

Le università più prestigiose continuano a essere le più ambite e a non avere problemi con le iscrizioni ma, negli ultimi anni, stanno calando le candidature tramite early decision, una strategia in precedenza spesso sfruttata dagli studenti più ricchi, disposti a pagare la retta per intero, per assicurarsi il posto negli atenei più esclusivi. Ciò mostrerebbe come le famiglie non siano più disposte ad accettare di pagare somme arrivate ormai a sei cifre.