Le vere cause della violenza giovanile (secondo Prof Maggi)
Prof Maggi ha citato Pier Paolo Pasolini per spiegare quali sono le vere cause della violenza giovanile e per cercare la "cura" a questo fenomeno
Quali sono le vere cause della violenza giovanile? Il professor Andrea Maggi, conosciuto da tutti non solo per i suoi post sui social, ma anche per la sua partecipazione al cast di docenti del docu-reality “Il Collegio”, ha voluto indagare i motivi che portano a ad avere comportamenti di questo tipo. Commentando anche alcuni casi di cronaca, l’insegnante di lettere ha fatto una citazione di Pier Paolo Pasolini per affrontare un argomento così delicato e di così stretta attualità.
Maggi cita Pasolini sulle cause della violenza giovanile
Su Il Gazzettino prof Andrea Maggi, insegnante di lettere alle medie, ha citato alcune frasi di Pier Paolo Pasolini (autore protagonista della Maturità 2025): il poeta le ha pronunciate all’indomani del massacro del Circeo. Aveva scritto “alcune riflessioni straordinariamente lucide e profonde sulla società a lui contemporanea”, ha spiegato il docente, aggiungendo che “parlò della violenza dei giovani di allora e ammonì a non circoscrivere il fenomeno come tipicamente romano, né peculiare dei fascisti pariolini”.
Pier Paolo Pasolini diceva che “l’infelicità è uno stato di inferiorità del cuore umano“. La sua riflessione faceva riferimento a una società, quella di allora, “trasformata dal consumismo e sedotta dall’edonismo”, ha spiegato prof Maggi. Un’Italia che “aveva soffocato la cultura popolare e contadina, per imporre un nuovo modello cinico e privo di qualsiasi etica“. A quei tempi “i giovani crescevano privi di umanità in una realtà economicamente benestante, ma antropologicamente degradata”. E per questo motivo la violenza giovanile dilagava e il massacro del Circeo ne era un esempio.
Pasolini era convinto che il consumismo aveva reso “la criminalità un fenomeno endemico, da cui i giovani non erano immuni”. I loro gesti violenti erano “l’effetto della cancellazione dei valori tradizionali di un mondo che non c’era più, a cui non si era sovrapposto un nuovo codice umano”. La criminalità non era “un fenomeno alieno, ma una caratteristica peculiare del nuovo modello sociale“.
Di questa situazione il poeta scomparso nel 1975 incolpava “il potere economico, nonché politico, che a suo avviso avevano creato una società cinica, dove la distinzione tra vittima e carnefice diventava confusa”.
Secondo prof Maggi i metal detector non sono la risposta
Il professore, facendo riferimento anche ad alcuni episodi di violenza avvenuti tra giovani a Pordenone, ha spiegato che bisognerebbe riflettere “sui modelli con cui noi adulti abbiamo allevato i nostri figli nonché su come si possa intervenire per disinnescare l’ordigno della frustrazione che esplode senza preavviso in forme di rissa o, come nel caso di La Spezia, di omicidio”.
Secondo Andrea Maggi è inutile celebrare Pasolini e non prendere spunto dalle sue lezioni per far fronte ai problemi della società. “I metal detector e i controlli a campione sugli autobus saranno anche utili a scovare i coltelli, ma non fermeranno la violenza. Insomma, non bastano per metterci la coscienza a posto”, ha svelato il docente, che già in precedenza era stato critico sull’annuncio di Valditara all’indomani dei fatti di La Spezia.
Secondo l’insegnante i metal detector “non saranno mai la cura, per esempio, per le risse. E non inibiranno nemmeno il bullismo né il cyberbullismo. E non sarà certo la scuola, se lasciata sola, a risolvere la piaga della violenza”. Cosa possiamo fare per seguire l’ultima lezione di Pasolini? “Intervenire sul cinismo di un sistema che, nel nome del profitto, ha reso molti giovani ignoranti, frustrati e, di conseguenza, potenziali vittime o carnefici della violenza”. Maggi è certo che senza “un codice etico fondato sul rispetto dei diritti fondamentali, la vita umana acquisisce un valore di molto inferiore a quello di una e-cig rubata”.
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