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Tre ragazzi sostengono test online IStock

Le verifiche online sono davvero più facili?

Fare una verifica al computer non garantisce voti migliori: il digitale cambia il contesto, ma non necessariamente ciò che bisogna sapere davvero

5 min di lettura

Camilla Valerio

Camilla Valerio

GIORNALISTA ESPERTA DI QUESTIONI SOCIALI

Nata a Bolzano e cresciuta in giro per l’Italia sono una giornalista freelance e dottoranda in Scienze Politiche e della Comunicazione. Negli anni ho trasformato la passione per la scrittura e la divulgazione in un lavoro, occupandomi di cultura, questioni sociali e sport per diverse testate online.

  • Il semplice passaggio dalla carta al computer non rende automaticamente una verifica più facile né garantisce risultati migliori.
  • Accesso ad appunti, internet e assenza di supervisione possono facilitare alcune prove, soprattutto se le domande richiedono semplice memoria.
  • Le verifiche online possono anche introdurre nuove difficoltà, come problemi tecnici, stress da controllo remoto e ambienti domestici poco adatti.

Fare una verifica da casa, davanti al computer, può sembrare più semplice che sedersi in classe con un foglio bianco davanti. Ci sono appunti a portata di mano, internet è vicino e manca la presenza fisica di chi controlla. Ma le verifiche online sono davvero più facili? Le ricerche non mostrano un vantaggio automatico del digitale: risultati e difficoltà dipendono soprattutto dalle regole della prova, dal tipo di domande e dalla possibilità di consultare materiali. In alcuni casi l’online può persino aggiungere nuove fonti di stress e richiedere competenze diverse rispetto a una verifica tradizionale.

Fare una verifica al computer non significa prendere automaticamente voti più alti

La prima distinzione importante riguarda il formato. Una cosa è svolgere sul computer la stessa verifica che normalmente verrebbe consegnata su carta; un’altra è sostenere da casa un test senza controllo, magari potendo consultare libri, siti e appunti.

Quando cambia soltanto il supporto, le differenze nei risultati non sono affatto scontate. Uno studio su quasi 17.500 persone iscritte all’università in Germania ha confrontato, attraverso un’assegnazione casuale, un test su carta, uno al computer con supervisione e uno online senza supervisione. In quel caso, i punteggi risultavano addirittura più alti nella versione cartacea, soprattutto tra chi partiva da livelli di competenza bassi o intermedi.

Altre ricerche hanno invece trovato risultati sostanzialmente equivalenti. In uno studio condotto su corsi universitari di fisica, per esempio, le prestazioni in test online svolti fuori dall’aula erano paragonabili a quelle ottenute con prove tradizionali su carta.

Questo aiuta a separare due elementi che spesso vengono confusi. Lo schermo non rende necessariamente più semplice una domanda. Se bisogna conoscere una formula, comprendere un testo o risolvere un problema, la competenza richiesta può essere esattamente la stessa. Anzi, alcuni aspetti del digitale possono complicare il compito. Leggere lunghi testi sul monitor, passare continuamente tra domande, scrivere formule o non poter annotare liberamente sui margini può risultare meno naturale per alcune persone.

Appunti, Google e controlli: è qui che la verifica può diventare più facile

La percezione che una verifica online sia più semplice nasce soprattutto quando cambia ciò che è possibile fare durante la prova.

Se il test viene svolto da casa senza supervisione, consultare un libro, cercare una definizione online o comunicare con altre persone può diventare molto più facile. Un esperimento sul campo ha confrontato prove online identiche nelle quali una parte di chi partecipava veniva controllata attraverso webcam e un’altra no. Il gruppo senza supervisione otteneva risultati più alti e i ricercatori hanno trovato elementi compatibili con un maggiore ricorso a comportamenti non consentiti.

Ma questo non significa che ogni verifica online senza controllo sia automaticamente falsata. Una ricerca condotta su quasi 2.000 persone in 18 corsi universitari durante il passaggio improvviso agli esami a distanza nella pandemia ha trovato una forte corrispondenza tra risultati nelle prove online non sorvegliate e risultati ottenuti precedentemente negli esami in presenza. Secondo gli autori, in quel contesto eventuali comportamenti scorretti non erano abbastanza diffusi o efficaci da rendere i test privi di significato.

La differenza sta quindi anche nella progettazione della verifica. Chiedere "in che anno è iniziata la Rivoluzione francese?" durante una prova con accesso a internet rende la risposta facilmente reperibile. Chiedere invece di confrontarne due interpretazioni, utilizzare alcuni documenti o spiegare un rapporto di causa ed effetto rende molto meno utile limitarsi a cercare una frase su Google.

Lo stesso vale per le verifiche open book, nelle quali consultare materiali è espressamente consentito. Uno studio pubblicato nel 2025 ha trovato risultati migliori negli esami online a libro aperto rispetto a quelli chiusi, con un vantaggio particolarmente evidente per chi aveva prestazioni normalmente più basse. Ma un voto più alto non dimostra necessariamente che la prova fosse troppo facile: open book e closed book possono misurare competenze differenti. La prima può ridurre il peso della memorizzazione e chiedere maggiormente di trovare, selezionare e applicare informazioni.

Online può anche significare più stress, non meno

Svolgere una verifica nella propria stanza può sembrare più rilassante rispetto all’aula. Per alcune persone è effettivamente così: un ambiente familiare può ridurre parte dell’ansia. Per altre, però, la tecnologia introduce problemi completamente nuovi.

Connessione instabile, piattaforme che si bloccano, impossibilità di tornare alla domanda precedente o paura che il computer smetta di funzionare possono aggiungere una forma di pressione che sulla carta non esiste. Il problema diventa ancora più evidente quando vengono utilizzati sistemi di remote proctoring, cioè programmi che controllano a distanza webcam, microfono o attività sul computer.

Una revisione del 2024 ha analizzato 21 studi sull’esperienza delle persone sottoposte a questi sistemi. Nel complesso emergevano soprattutto preoccupazioni per privacy, problemi tecnici, equità e stress. Alcune persone riferivano di sentirsi più tranquille potendo sostenere l’esame da casa, mentre altre vivevano proprio la sorveglianza digitale come una fonte aggiuntiva di ansia.

C’è poi una questione di equità. Non tutte le case offrono una stanza tranquilla, una connessione stabile e un computer adeguato. Uno studio su corsi universitari scientifici ha rilevato che molte persone sostenevano gli esami online in condizioni non ideali, tra rumore, interruzioni e problemi di connessione.

Per questo verifica online non è sinonimo di verifica facile. Una prova può diventare più semplice se permette di consultare risorse che in classe sarebbero vietate, ma può anche essere costruita proprio per richiedere meno memoria e più ragionamento. E il semplice passaggio dalla carta allo schermo non garantisce affatto voti migliori.