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Stangata sui libri di scuola a settembre: ecco perché iStock

Libri di scuola, stangata a settembre: perché aumentano i prezzi

Per il nuovo anno scolastico le famiglie italiane dovranno spendere di più a causa dell'aumento dei prezzi dei libri: ecco quanto costano e perché

Francesca Pasini

Francesca Pasini

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Content Writer laureata in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vivo tra l'Italia e la Spagna. Amo le diverse sfumature dell'informazione e quelle storie di vita che parlano di luoghi, viaggi unici, cultura e lifestyle, che trasformo in parole scritte per lavoro e per passione.

L’inizio della scuola a settembre sarà più amaro del solito per le famiglie italiane: i prezzi dei libri continuano ad aumentare e questo si ripercuote sul portafogli dei genitori con figli in età scolare. A spiegare i motivi di tale incremento è la nuova indagine dell’Antitrust che getta luce sul mercato dell’editoria scolastica in Italia.

Quanto spendono le famiglie italiane per i libri scolastici

L’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha svelato nella sua ultima indagine che tra le famiglie italiane, la spesa media per i libri di scuola per studente è salita del 4% per le medie e del 5% per le superiori dal 2019 al 2024. Gli incrementi più accentuati sono stati rilevati al Sud e al Nord.

In particolare, nell’ultimo anno scolastico, la spesa media teorica per studente è stata di 580 euro per l’intero ciclo delle medie e di 1.250 euro per le superiori.

Perché i prezzi dei libri continuano ad aumentare?

L’aumento dei prezzi (che ha visto nascere polemiche anche tra i docenti), comporta maggiori costi per le famiglie per far studiare i propri figli, ma anche un aumento del giro d’affari per il settore editoriale scolastico, che secondo l’Antitrust nel 2024 avrebbe toccato gli 800 milioni di euro di vendite. Numeri che sottolineano una crescita del 13% rispetto al 2014, nonostante la popolazione scolastica si sia contratta del 7% tra il 2019 e il 2024, con circa 600 mila studenti in meno.

Il mercato italiano dell’editoria scolastica, inoltre, è particolare: solo 4 case editrici detengono il controllo dell’80% del mercato (Mondadori il 32%, Zanichelli il 25%, Sanoma il 13,5% e La Scuola l’8%). Il settore, inoltre, è statico: l’indagine ha rilevato un solo nuovo ingresso, quello di Feltrinelli Scuola, negli ultimi cinque anni.

Infine, è da tenere in considerazione che nelle scuole elementari è lo Stato contratta e acquista i libri per gli studenti, mentre nelle scuole medie e superiori sono le famiglie a dover acquistare i libri che hanno scelto precedentemente gli insegnanti.

Quali sono i limiti di usato, e-book e sconti

Ad incidere negativamente sull’incremento dei prezzi dei libri scolastici che grava sulle famiglie italiane sono anche i limiti legati all’usato, il cui mercato varrebbe soltanto 150 milioni di euro secondo le stime.

I motivi? Innanzitutto, si registra un elevato tasso di ricambio nei libri adottati (oltre il 35% delle adozioni cambia nelle classi capo-ciclo di medie e superiori) e un continuo rilascio di nuove edizioni da parte degli editori (quasi il 10% all’anno). L’AGCM ha tenuto a sottolineare, a tal proposito, che per un’edizione “nuova” si presuppone, secondo il codice Aie, una variazione del 20% dei contenuti, ma ciò può essere interpretabile in maniera ampia e soggettiva (includendo anche modifiche grafiche o non sostanziali nei contenuti).

La circolazione dell’usato, che permetterebbe alla famiglie ampi margini di risparmio, è minacciata anche dalla diffusione degli e-book adottati dalle scuole. Questo perché l’edizione digitale viene concessa in licenza d’uso temporanea e non in proprietà, quindi è possibile avere una sola copia per utente, rendendone impossibile la rivendita.

Anche la limitazione per legge al 15% degli sconti massimi applicabili al prezzo di copertina ostacola le opportunità di risparmio delle famiglie sui libri scolastici: una limitazione nata per proteggere i canali distributivi al dettaglio dalla concorrenza della grande distribuzione, ma che ha finito per limitare la concorrenza, contribuendo all’aumento dei prezzi per i consumatori finali.

Per arginare l’aumento dei prezzi, il MIM ha già annunciato l’incremento del fondo destinato all’acquisto dei libri di testo da parte delle famiglie meno abbienti, per l’anno 2025 di 4 milioni di euro e per il 2026 e 2027 di 6 milioni.

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