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Il ministro Giuseppe Valditara Ansa

Limite stranieri in classe, novità Valditara: arriva la circolare

Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato una circolare per ribadire il limite di stranieri previsto nelle classi

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Stanno facendo discutere le parole di Giuseppe Valditara, che ha annunciato una circolare per ribadire e rendere più efficace la direttiva che prevede un limite del 30% di studenti e studentesse di origine straniera in classe. In questa occasione, il ministro dell’Istruzione e del Merito ha ribadito la sua volontà di introdurre il divieto di burqa e niqab in classe, altro argomento che ha destato scalpore.

Valditara e la circolare sul limite del 30% di stranieri in classe

In un’intervista rilasciata al quotidiano La Verità, Giuseppe Valditara ha affrontato il tema del numero di studenti e studentesse di origine straniera presenti nelle classi delle scuole italiane. "Tutte le ricerche dimostrano che quando in una classe è molto elevato il numero di stranieri che non conoscono bene la cultura e la lingua del Paese ospitante è più difficile l’integrazione e ci sono peggiori risultati scolastici. E anche gli studenti italiani riscontrano una diminuzione delle performance".

Il ministro dell’Istruzione e del Merito ha specificato che si sta "lavorando ad una circolare che ribadisca, rafforzi, renda più efficace la direttiva già prevista che fissa un limite del 30% di stranieri in classe, in particolare con riguardo alle competenze linguistiche". Il riferimento è alla circolare ministeriale n. 2 dell’8 gennaio 2010 dell’allora ministro Mariastella Gelmini, secondo la quale gli alunni con cittadinanza non italiana non dovevano superare il 30% degli iscritti in ciascuna classe. Il testo, però, prevedevano delle deroghe, che gli Uffici scolastici possono autorizzare.

Il nuovo documento annunciato da Valditara dovrebbe indicare come "gli uffici scolastici territoriali debbano svolgere l’azione di coordinamento al fine di distribuire gli studenti stranieri nelle varie classi e nelle scuole di vicinato per cercare di evitare una eccessiva concentrazione. Ed è evidente che occorrono anche politiche residenziali da parte degli enti locali che contrastino il formarsi di quartieri ghetto, è ovvio infatti che non possiamo mandare uno studente a studiare a diversi chilometri di distanza".

Valditara vuole introdurre il divieto di burqa a scuola

Durante l’intervista, Giuseppe Valditara è intervenuto anche per parlare del divieto di utilizzo "di tutti gli indumenti che mascherino il volto come burqa, niqab e simili. Nelle scuole dove c’è una importante densità di studentesse che provengono da Paesi con un forte radicamento religioso islamico, alcune portano il niqab e in qualche caso, come è stato testimoniato dalla stampa, persino il burqa".

Il ministro ha sottolineato che "questo è incompatibile con i valori della nostra Costituzione, con la libertà di ogni donna, con l’eguaglianza fra uomo e donna, con il principio di non discriminazione. Ed è evidente come un indumento che non ti consente di individuare il volto di una persona serva ad annullare la sua identità: diventa una non persona".

Valditara ha anche aggiunto che "impedisce la socializzazione: ricordo che c’è una sentenza della Corte di giustizia europea che parla, in riferimento a burqa, niqab e simili, proprio della socializzazione come diritto inalienabile che deve essere garantito. Dunque, parliamo addirittura di un principio europeo".

Valditara e le sanzioni alle famiglie che non mandano i figli a scuola

Parlando del decreto Caivano, che già prevede la reclusione fino a due anni per i genitori che non mandano a scuola i figli, Giuseppe Valditara ha aggiunto che si potrebbe prevedere anche la revoca del permesso di soggiorno ai genitori stranieri che tengono a casa ragazzi e ragazze.

"È un altro elemento su cui sto ragionando, è il completamento di quello che abbiamo già previsto nel decreto Caivano", ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito, aggiungendo che "questa sanzione ha fatto crollare in determinate aree del Paese gli abbandoni scolastici".

Al giornalista che suggerisce che qualcuno potrebbe insinuare che il provvedimento vada contro l’istruzione parentale, Valditara ha risposto che "è evidente che parliamo di persone che non hanno scelto percorsi alternativi. Noi l’educazione parentale l’abbiamo anzi rafforzata, dopo aver disposto una nuova normativa chiara in proposito, ma questo non c’entra nulla con chi non manda i figli a scuola". Il ministro ha specificato che lui parla "di chi magari li manda a lavorare in nero o lascia che finiscano nelle mani della criminalità o che semplicemente se ne stiano a casa. Sappiamo anche che, in certi contesti, le figlie sono tenute a casa".