Linda Conchetto e lo sciopero all'orale di Maturità: "Lo rifarei"
Linda Conchetto è stata la prima a protestare contro il sistema scolastico facendo scena muta all'orale di Maturità: ecco cosa ha detto dopo 2 anni
È stata una delle prime studentesse a protestare contro il sistema scolastico italiano, facendo scena muta al colloquio della Maturità. Linda Conchetto oggi è iscritta all’Università e studia all’estero, ma ricordando lo sciopero dell’orale, portato avanti da lei e anche da altri maturandi nello stesso anno, non ha dubbi: rifarebbe esattamente la stessa cosa che ha fatto due anni fa. Quest’anno, però, con la riforma della Maturità di Valditara non sarà più possibile fare un gesto di protesta come questo.
Linda Conchetto rifarebbe lo sciopero dell’orale alla Maturità
A distanza di un anno da quel gesto di protesta, Linda Conchetto è stata intervistata dal Corriere della Sera e ha confermato che rifarebbe tutto esattamente come due anni fa. "Se tornassi indietro, rifarei tutto al 100 per cento. È stata la cosa giusta da fare in particolare nel mio caso, visto quel voto al secondo scritto".
Vista la riforma del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, oggi non potrebbe più fare scena muta all’orale, visto che non sarà più possibile, pena la bocciatura. L’ex studentessa del Liceo classico Marco Foscarini di Venezia ne è consapevole: "Certamente non lo farei alle condizioni che ci sono oggi. Perdere un anno per una protesta sarebbe davvero troppo. E forse ora eviterei la risonanza mediatica".
Linda Conchetto e il senso della scena muta all’orale di Maturità
Linda ha aggiunto, in disaccordo con la linea del ministero, cos’ha voluto dire non affrontare il colloquio orale di Maturità: "In questi due anni gli studenti hanno protestato per puntare il faro su quello che non andava (e non va tuttora) della scuola. Che cosa abbiamo ottenuto? L’inasprimento della repressione. E questo è molto triste, la nostra generazione continua a non essere ascoltata".
Astenersi dall’orale è per lei "un modo per farsi sentire, lo considero molto responsabile. Gli unici che ci hanno rimesso siamo stati noi, io puntavo al 100 e ho raggiunto appena 72 senza l’orale. Così è andata per tutti . Solo che a quanto pare non è servito a nulla". Anche perché secondo Linda non è cambiato molto: "Chi stava già ad ascoltare gli studenti lo fa ancora di più. Chi non lo faceva si è chiuso più di prima. Diciamo che le due posizioni dopo la protesta si sono radicalizzate".
Cosa funziona e cosa no nella scuola italiana
Linda, che oggi studia Ingegneria chimica all’estero, alla Miami University, e che a luglio 2026 sarà protagonista dei campionati italiani under 23 di atletica, nei tremila ad ostacoli, ha ricordi belli del liceo: "Il rapporto coi compagni, le amicizie".
Ha confessato, però, che andando negli States ha apprezzato anche altro: "Quello che impariamo in Italia a scuola non è confrontabile neanche lontanamente con quello che fanno altrove. Quasi tutti i miei compagni di università non hanno la minima idea di cosa significhi cultura generale. E anche noi studenti italiani forse su questo punto non siamo abbastanza consapevoli del valore della scuola".
A non andar bene, invece, sono i programmi che secondo Linda "non si relazionano minimamente con quello che accade nella realtà. Ci è capitato spesso durante gli anni del liceo che ci fossero fatti di cronaca rilevanti e in classe non se ne è nemmeno parlato. Adesso ci mancava solo la richiesta di autorizzazione alle famiglie per parlare di educazione sessuale. Naturalmente non arriverà nelle famiglie più tradizionaliste, proprio quelle in cui i ragazzi ne avrebbero più bisogno".
Se tornasse indietro e dovesse di nuovo avere 19 anni, come si comporterebbe? Con la maturità di oggi andrebbe all’orale per esporre il progetto e non leggere la lettera, come ha fatto. "Ma nel tema di italiano invece che rispondere alle richieste scrive un testo personale che mette in luce che cosa non funziona nella scuola italiana. Questa è la Linda dei 19 anni, però. Quella della maturità, oggi le mie priorità sono altre".
Oggi lei è cresciuta ed è all’università: "A scuola però è rimasta mia sorella. E lì le cose non sono cambiate per niente".