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Lo sciopero delle gite a Bolzano è un caso, la polemica iStock

Lo sciopero delle gite a Bolzano è un caso: la polemica

Gli insegnanti altoatesini ritengono che le uscite didattiche richiedano troppe responsabilità e che riducano l'attenzione degli studenti

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Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

La scuola è ricominciata e riparte il dibattito su viaggi d’istruzione e uscite didattiche. A Bolzano è in corso una protesta dei docenti, chiamata "sciopero delle gite". Al centro del dibattito c’è il dubbio su quanto siano realmente istruttive le attività al di fuori della classe e sulle responsabilità eccessive che gli insegnanti hanno nel mantenere il controllo e nella gestione degli studenti al di fuori della struttura scolastica.

Il caso dello sciopero delle gite a Bolzano

Per tutto l’anno scolastico 2025/26, i docenti altoatesini hanno promosso la protesta "sciopero delle gite", che è ora stata rilanciata dal gruppo di iniziativa della scuola in lingua tedesca, Bildung am Abgrund con un invito agli insegnanti a proseguire le azioni di protesta nel 2026/27.

L’obiettivo di molti insegnanti sarebbe quello di riportare l’attività didattica al centro della vita scolastica, dedicando più tempo a seguire gli allievi sui banchi piuttosto che a decine di uscite didattiche, molte delle quali, secondo loro, non necessarie.

I docenti lamentano anche un eccesso di responsabilità perché durante gite o uscite bisogna mantenere il controllo dei ragazzi 24 ore su 24 andando a dormire per ultimi e svegliandosi per primi.

Secondo i docenti, lo stress che si accumula portando gli studenti in gita non sarebbe ricompensato adeguatamente in quanto viene riconosciuta un’indennità di 5,60 euro lordi all’ora, dei quali soltanto circa la metà arriva in busta paga.

La protesta degli insegnanti

A Bolzano, dopo il cosiddetto "sciopero delle gite" dell’anno scolastico 2025/26, insegnanti e Provincia si sono seduti al tavolo e hanno raggiunto un accordo. L’assessore all’istruzione e alla cultura italiana, Marco Galateo, ha spiegato a Il Dolomiti che è stato "accordato un aumento di quasi 800 euro (retroattivo a partire da gennaio) e aumentato il numero dei docenti".

Eppure non tutti gli insegnanti sono rimasti soddisfatti con il gruppo di iniziativa di lingua tedesca "Bildung am Abgrund" che ritiene le risorse finanziarie insufficienti a soddisfare le proprie richieste.

La protesta dei docenti sulle gite potrebbe quindi continuare anche nell’anno scolastico 2026/2027 anche se la partecipazione potrebbe essere inferiore rispetto a un anno fa.

L’assessore all’istruzione su gite e insegnanti

L’assessore all’Istruzione Marco Galateo ha evidenziato però che "le gite e le attività le decidono gli insegnanti nei consigli di classe, non vengono imposte dall’intendenza, dall’assessorato o dalla provincia".

Il politico ha spiegato di comprendere che non si possa pretendere che i docenti "accompagnino in gita una classe dove ci sono elementi problematici, perché si assumono una responsabilità straordinaria, peraltro sottopagati per l’aspetto assicurativo".

"Quello che non deve succedere è che a fronte della volontà di qualche docente di accompagnare dei ragazzi – ha aggiunto – i colleghi glielo impediscano votando contro. Non è corretto. Quindi, se da parte di alcuni insegnanti c’è la volontà di fare questa attività perché sanno che è fondamentale per i ragazzi, dovrebbero essere lasciati andare avanti".

L’assessore ha quindi rilanciato una proposta del passato ovvero che "l’elemento che ha un voto in condotta negativo non partecipa all’attività di istruzione, perché non si può pretendere che gli insegnanti si assumano la responsabilità dove spesso neanche i genitori stessi se la assumono".