Lo sfogo di Barbara Berlusconi sulla scuola (e la sua proposta)
Barbara Berlusconi si è lasciata andare a un lungo sfogo sullo stato di salute della scuola italiana, lanciando anche una proposta per migliorarla
Barbara Berlusconi in un’intervista si è sfogata sul tema dell’educazione, lanciando anche una proposta per migliorare il sistema scolastico del nostro Paese. Classe 1984, l’imprenditrice italiana figlia di Silvio Berlusconi e della seconda moglie Veronica Lario e mamma di cinque figli maschi, ha spiegato quali sono i problemi della scuola italiana. Questa è stata anche l’occasione per lanciare una proposta concreta per quello che riguarda le neurodivergenze, una tematica che a lei sta molto a cuore.
I problemi della scuola secondo Barbara Berlusconi
Intervistata da Il Giornale, Barbara Berlusconi ha parlato della Fondazione che porta il suo nome e che è nata da qualche mese. Si occupa di cultura e di educazione, per difendere la "libertà delle famiglie e dei loro figli a ricevere un’educazione libera, personalizzata e coerente con i propri valori".
La Fondazione ha condotto una ricerca tra i genitori per indagare il tema "adolescenti e social media". Barbara Berlusconi, laureata in Filosofia morale dopo il percorso scolastico alla scuola steineriana, ha svelato che i dati di questa indagine danno un quadro allarmante: i genitori si sentono disorientati e chiedono aiuto. Dal report sono anche emersi i limiti del sistema scolastico del nostro Paese. La scuola, in tal senso, ha bisogno di una formazione migliore dei docenti sul tema ampiamente discusso in Italia, dove si vuole vietare l’uso dei social ai giovanissimi.
"Una scuola inclusiva e formativa è fondamentale anche per trasmettere il valore educativo che Internet può avere, se utilizzato correttamente", ha spiegato la terzogenita di Silvio Berlusconi, aggiungendo qual è uno dei più grandi problemi del sistema scolastico italiano: "Purtroppo oggi non formiamo i docenti e quelli che formiamo non vengono retribuiti per questo. Ci affidiamo alla buona volontà dei singoli"
Nell’intervista Barbara Berlusconi ha anche sottolineato che anche una legge potrebbe aiutare, "non per sostituirsi ai genitori, ma per sostenerli". In particolare potrebbe essere utile "una regolamentazione chiara sull’età per l’accesso ai social", così da avere "un riferimento comune" e ridurre "la forte pressione sociale", che spinge già i bambini e le bambine di 10 anni a volere uno smartphone. Trasformerebbe un problema individuale in una responsabilità condivisa", ha poi spiegato l’imprenditrice.
La proposta della Fondazione Barbara Berlusconi sulle neurodivergenze
Il problema della formazione dei docenti secondo Barbara Berlusconi non riguarda solo l’uso di internet e dei social media. Questo aspetto è carente anche per quello che riguarda "le difficoltà di apprendimento" di studenti e studentesse, come ad esempio "i deficit e i disordini di attenzione, o l’autismo, ma anche le plusdotazioni". Per tutto questo secondo l’imprenditrice "non esiste nulla".
Barbara Berlusconi ha poi aggiunto: "Le neurodivergenze sono temi che mi stanno a cuore, per esperienza personale, dei miei figli". Questo profondo interesse verso questa tematica l’ha spinta a inaugurare, insieme alla sua Fondazione, "un programma su questi argomenti. Abbiamo istituito un gruppo di professionisti che a carico nostro può essere chiamato dalle scuole che vogliono offrire ai docenti questo tipo di formazione". Secondo la figlia del Cavaliere si tratta di "una goccia nel mare", ma è anche "un primo passo" necessario.