Lo sfogo di prof Schettini su Crans-Montana: "Che vergogna"
Lo sfogo del celebre prof di fisica Vincenzo Schettini sul tragico incendio a Crans-Montana, dove sono morti sei giovani italiani: "Che vergogna"
La tragedia di Crans-Montana (Svizzera), dove un incendio scoppiato nella notte di Capodanno ha provocato la morte di quaranta giovani di cui sei italiani, ha scosso l’opinione pubblica. Sulla vicenda è intervenuto anche il celebre prof Vincenzo Schettini, che ha condiviso su YouTube un video-sfogo contro chi ha giudicato il comportamento dei ragazzi coinvolti nella drammatica vicenda, alimentando polemiche e odio sui social. “Che vergogna“, ha commentato il docente.
- Schettini e i commenti social sui giovani morti a Crans-Montana: "Vergogna"
- Cos'ha detto prof Schettini sull'odio social
- Condoglianze di Schettini per i ragazzi morti a Crans-Montana
Schettini e i commenti social sui giovani morti a Crans-Montana: “Vergogna”
“Invece di scappare o provare a spegnere l’incendio, soprattutto all’inizio, loro cosa facevano? Mbriachi e strafatti… cantavano e riprendevano… mah… che co****ni”.
“Beh comunque scusate la crudità ma gli sta bene. Invece di scappare che fanno? Filmano e continuano a cantare e ballare”.
“Una massa di co****ni che filmavano con i cellulari di me**a, tutto ciò si poteva evitare”.
Sono solo alcuni dei commenti pubblicati sui social in merito al tragico incendio a Crans-Montana, che Vincenzo Schettini ha letto nel suo ultimo video pubblicato su YouTube intitolato “Che vergogna”.
“Hanno pure avuto i like. Assurdo”, ha detto il prof sconcertato. E ha ripreso: “Allora, io vorrei dire a questa moltitudine di persone che avete due possibilità nella vita. Tacere, che è la possibilità più importante che vi viene data. Quindi, quando vi viene da scrivere una cosa così brutta, così cattiva, così perfida, in una situazione così delicata in cui è morta della gente, allora la cosa migliore è tacere. State zitti, non li prendete neanche i cellulari in mano. Se vi viene questa tentazione di scrivere qualcosa, lasciate perdere”.
Il prof ha continuato: “Oppure, secondo consiglio, è pensarci 10 volte prima di scrivere una cosa del genere, perché vorrei per una volta che voi possiate immaginare di essere i genitori di uno dei ragazzi che è morto in quella tragedia”.
Schettini ha poi evidenziato che nessuno può sapere cosa sia accaduto in quei momenti concitati, né come ciascuno avrebbe reagito in una situazione di panico improvviso. “Due secondi prima stavano ballando, festeggiando. Come potete giudicare quello che è successo dopo?”, ha detto nel video.
Cos’ha detto prof Schettini sull’odio social
Vincenzo Schettini ha dedicato una riflessione sull’odio social, un tema che affronta spesso nei suoi contenuti. Questa volta, però, il tono è più duro del solito. Il professore denuncia il “vizio di commentare sempre e comunque”, la tendenza a esprimere giudizi immediati, spesso crudeli, senza empatia né consapevolezza.
Il docente parla di “odio che si moltiplica”, di un meccanismo tossico che trasforma tragedie reali in arene di sfogo. Ricorda che i social network offrono la possibilità di essere solidali, di mostrare vicinanza, di sostenere chi soffre. Eppure, troppo spesso, diventano strumenti per ferire.
“Perché non riusciamo, per una volta, a essere buoni?”, ha domandato aggiungendo che, in momenti come questi, l’unico atteggiamento umano è mettere il dolore davanti al giudizio.
“Siamo esseri umani, non siamo degli animali – ha proseguito -. Anzi, devo dire che gli animali molto spesso sono molto più di noi. I miei cani lo sentono quando io non sto bene, quando soffro, quando piango. Sapete come reagiscono? Mi vengono vicino, mi leccano un po’ il viso, e stanno zitti, non parlano. Dite: ‘Ma perché son cani, non parlano’. Lo so, ed è meglio. Quel silenzio ti cura, mi cura, di più. Quindi meglio il silenzio, meglio il bel commento e non lo spargere l’odio. Sempre e comunque, soprattutto in queste situazioni”.
Condoglianze di Schettini per i ragazzi morti a Crans-Montana
Nella parte finale del video, Schettini si è rivolto direttamente alle famiglie delle vittime e ai ragazzi sopravvissuti. Le sue parole diventano più lente, più commosse. Parla del trauma che i giovani porteranno dentro per tutta la vita, delle immagini che resteranno impresse nei loro occhi, del dolore che segnerà per sempre chi ha perso un figlio.
E ha concluso con un messaggio di cordoglio: “Chiudo facendo le mie condoglianze, dando una parola di conforto ai poveri genitori che hanno perso dei figli in questa tragedia”.
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