Maggi e lo "scandalo mancato" a Medicina: il duro sfogo del prof
"Scandalo mancato": duro sfogo del prof del Collegio Andrea Maggi su quanto accaduto durante e dopo il primo appello del semestre aperto di Medicina
Andrea Maggi, insegnante e volto noto della tv, ha affidato ai social un duro sfogo su quello che ha definito lo “scandalo mancato” legato al primo appello del semestre aperto di Medicina. La vicenda, che ha visto la diffusione sul web delle foto delle prove durante lo svolgimento degli esami, ha sollevato numerose polemiche. Ma, a detta del prof, non ha avuto l’impatto mediatico che meritava.
Perché prof Maggi ha parlato di “scandalo mancato” a Medicina
“Il mancato scandalo della prova di accesso alla facoltà di Medicina, con le foto delle prove circolate durante lo svolgimento dei test, le chat intasate e i cellulari che squillavano in aula, con candidati che copiavano senza ritegno dai telefonini, è la prova che l’Italia è ancora un Paese felice solo per i furbi e per i raccomandati“. Inizia così il post Facebook del prof del Collegio Andrea Maggi commentando quanto accaduto durante il primo appello del semestre aperto di Medicina il 20 novembre scorso.
Secondo l’insegnante, non è stato dato il giusto rilievo alla notizia, non trovando spazio nelle prime pagine dei giornali. “Sapete perché? Perché notizie come questa non fanno neanche scalpore“, ha scritto Maggi.
“In un Paese normale – ha proseguito -, notizie come questa farebbero crollare un intero sistema, mentre qui non succede niente. Due righe sul giornale e poi passiamo allo sport”. Per questo ha parlato di “scandalo mancato”.
Il docente ha poi aggiunto: “Questo atteggiamento è una sconfitta per tutti soprattutto perché, eccetto l’annullamento delle prove di chi ha copiato (ma non beccheranno tutti, figuriamoci!) non succederà proprio niente“.
La ministra dell’Università Anna Maria Bernini, infatti, ha chiarito che l’appello non verrà annullato, ma che saranno invalidate le prove degli studenti responsabili della diffusione delle foto sul web.
Lo sfogo di Andrea Maggi: “Cosa dico ai miei studenti?”
“Come posso spiegare ai miei studenti questa cosa?”, ha continuato Maggi sui social. “Se non saltano delle teste, teste importanti, con che ipocrisia posso insegnare a scuola il rispetto delle regole? Cosa potrei rispondere a un alunno che mi dicesse: ‘Ma dai, prof, lo sappiamo che qui in Italia bisogna avere l’amico giusto nel posto giusto e il resto non conta’?”, si è chiesto.
Maggi ha detto di sentirsi “impotente” di fronte a “un sistema fondato sul clientelismo che offende i ‘capaci e i meritevoli’, che per Costituzione dovrebbero essere tutelati a proseguire i loro studi per il bene di tutti”.
Al contrario, a suo avviso “i capaci e i meritevoli vengono scalzati dagli ‘amici di’ o dai ‘figli di’. E se studi, e se fai fatica, sei pure ritenuto un deficiente“, ha commentato.
Maggi ha concluso il suo intervento con una domanda dal sapore amaro: “Ditemi voi: cosa risponderò adesso ai miei alunni, quando mi chiederanno: ‘Prof, ma a che serve studiare tanto?'”.
Per Andrea Maggi, il caso del primo appello di Medicina diventa il simbolo di una crisi più ampia, quella di un Paese che a suo avviso non riesce a difendere i principi di equità e giustizia, lasciando spazio ai “furbi” e ai “raccomandati” e scoraggiando chi crede nel valore dello studio e dell’impegno.
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