Maggi: "Molti insegnanti star sui social ingannano il pubblico"
Per il prof del Collegio Maggi "molti insegnanti star sui social ingannano il pubblico": come andrebbe valorizzata la figura del docente (secondo lui)
Andrea Maggi, noto al grande pubblico per la sua partecipazione ai programmi televisivi Il Collegio e Splendida cornice, ha lanciato un monito contro un fenomeno sempre più diffuso: gli insegnanti che diventano star sui social. Secondo lo scrittore e docente, molti di questi prof “ingannano” il pubblico, costruendo un’immagine di sé che non corrisponde alla realtà della scuola quotidiana. Maggi sottolinea come la visibilità non debba mai sostituire l’impegno professionale, perché la forza della scuola risiede nel lavoro costante di migliaia di insegnanti che ogni giorno si dedicano agli studenti.
Perché molti insegnanti sui social “ingannano” il pubblico (per Maggi)
Intervistato da Fanpage.it, Andrea Maggi non ha nascosto la sua preoccupazione per il “divismo” che ha contagiato una parte della categoria dei docenti. “Vedo tantissimi colleghi insegnanti, soprattutto sui social, che sono diventati delle star e si credono veramente divinità. Poi molti di loro, nonostante quanto dicono, hanno quasi abbandonato la scuola, ma fingono di andarci. Secondo me questo significa ingannare il pubblico“.
Il docente ha messo in guardia dal rischio di trasformare l’insegnamento in una passerella, dove conta più la popolarità che la sostanza. Per Maggi, la “vera scuola” non è quella raccontata attraverso alcuni post e video virali, ma quella vissuta ogni giorno tra i banchi, con fatica e dedizione. “Nella scuola vera ci sono insegnanti che fanno tanto tutti i giorni e in silenzio ed è qui che risiede la forza della scuola. Metterla in discussione con certi atteggiamenti mi sembra del tutto immeritato, un’offesa alla categoria“.
Il prof del Collegio ha evidenziato inoltre che la visibilità non può sostituire il lavoro quotidiano: è proprio nella routine, nelle difficoltà e nelle relazioni costruite in classe che si misura la competenza professionale, non nei contenuti pensati per ottenere like o follower.
“Io entro in classe, faccio lezione, interloquisco, faccio le verifiche e quindi cerco di evitare che la figura del professor Maggi del Collegio disturbi la convivenza nella scuola”, ha raccontato.
Come valorizzare la figura dell’insegnante secondo Andrea Maggi
Maggi ha osservato come la figura dell’insegnante negli anni abbia subito una “svalutazione” a livello sociale anche a causa di graduatorie sempre più ampie che hanno “aperto le porte a molti candidati che il titolo non ce l’hanno”. Questo, a suo avviso, ha contribuito a “inquinare” la categoria e “ad abbassarne il prestigio”, trasformando il mestiere di insegnare in un “ripiego“.
Ma come restituire autorevolezza alla figura dell’insegnante? “Finché la scuola, come adesso, è considerata un parcheggio, per il parcheggio bastano i posteggiatori“, ha risposto Maggi.
Per invertire la tendenza, secondo il professore occorre un cambio di paradigma: la scuola deve tornare a essere “un’istituzione votata all’istruzione e alla divulgazione della cultura”. Solo così gli insegnanti che sanno fare il proprio mestiere potranno essere valorizzati e ricollocati al centro della società.
Maggi ha richiamato la necessità di un ripensamento profondo delle politiche educative, affinché la professione docente venga percepita come una delle colonne portanti della comunità e non come un lavoro di seconda scelta.
“C’è un solo modo per fare questo passaggio, ci vogliono grandissimi investimenti“. Secondo Andrea Maggi, solo con un piano serio e duraturo di finanziamenti, la scuola potrà tornare ad essere il cuore pulsante della cultura e della crescita civile del Paese.
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