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Materie esame di Maturità 2026 iStock

Materie Maturità 2026, ci siamo: in arrivo il decreto

Attesa per le materie della Maturità 2026: è in arrivo il decreto che annuncerà le discipline della seconda prova scritta e anche quelle dell'orale

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

L’attesa per tutti i maturandi sta per finire. Il decreto tanto atteso per capire quali saranno le materie della Maturità 2026 è quasi pronto per essere diffuso. Sarà il primo anno di esami con la riforma voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che contiene tantissime novità che riguardano non solo le prove che studenti e studentesse dell’ultimo anno dovranno affrontare. Cosa sappiamo già in merito all’uscita delle materie e agli altri cambiamenti introdotti dal ministero?

Quando usciranno le materie della Maturità 2026

Le materie dell’esame di Maturità 2026 dovranno essere annunciate ufficialmente dal ministero dell’Istruzione e del Merito entro la fine del mese di gennaio 2026. Saranno stabilite, tramite un decreto, non solo le materie della seconda prova scritta, diversa a seconda dell’indirizzo di studi, ma anche quelle dell’orale. Da quest’anno, infatti, il colloquio verterà non su tutte le discipline studiate nell’ultimo anno, ma su quattro che saranno comunque caratterizzanti del percorso di studi.

L’esame di Maturità, come tornerà a chiamarsi in seguito alla riforma del ministro Giuseppe Valditara, interesserà circa 500mila studenti che quest’anno frequentano il quinto anno della scuola secondaria di secondo grado. Tutti sono in trepida attesa per conoscere quali saranno le materie dell’orale e dello scritto.

Le novità del nuovo esame di Maturità

Come cambia la Maturità? Non sarà solamente una verifica finale delle conoscenze, delle abilità e delle competenze che studenti e studentesse hanno acquisito nel loro percorso di studi superiori. L’esame avrà anche un’importante funzione orientativa, per scegliere se continuare gli studi o entrare nel mondo del lavoro. Dovrà aiutare i maturandi a decidere del proprio futuro.

A mutare forma è anche l’esame orale. Se le due prove scritte (il tema e la prova caratterizzante per ogni istituto) rimangono praticamente uguali al passato, il colloquio sarà diverso. Saranno quattro le discipline su cui verterà l’ultima prova della Maturità: saranno scelte dal ministero dell’Istruzione e del Merito e annunciate insieme a quelle della seconda prova scritta. Le altre materie, invece, saranno valutate tramite il credito scolastico del triennio.

Inoltre, non si potrà più fare “scena muta” all’esame orale: l’esame sarà valido solo se si partecipa a tutte le prove, i due scritti nazionali e il colloquio. Chi sceglierà di non affrontare l’orale sarà bocciato, per evitare quanto successo alla Maturità 2025 con diversi maturandi che hanno protestato boicottando l’ultimo step della Maturità.

Cambiano anche le commissioni, che saranno più piccole. Ci saranno cinque membri, invece dei classici sette, dei quali due interni e due esterni. Anche il Presidente di commissione sarà esterno. La somma destinata ai corsi di formazione per i commissari è cresciuta a 3 milioni nel 2026 e sarà di 11 milioni nel 2027. Inoltre, per quello che riguarda la valutazione finale i candidati con un voto superiore a 90 potrà essere assegnato un bonus di 3 punti.

Infine, i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (Pcto) cambiano nome, diventando “formazione scuola-lavoro“. Svolgeranno un ruolo importante nella funzione orientativa del nuovo esame di Maturità.

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