Materie Maturità 2026, quando escono: i precedenti
Quando escono le materie dell'esame di Maturità 2026? Per farci un'idea, in questo articolo riportiamo i precedenti anno per anno dal 2014 al 2025
Con l’arrivo dell’anno nuovo inizia il conto alla rovescia per la Maturità. C’è grande attesa per la pubblicazione delle materie dell’esame 2026, che saranno pubblicate a breve dal ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM). Ma quando escono? Per capirlo, può essere utile guardare ai precedenti degli anni passati.
Quando escono le materie della Maturità 2026
A differenza degli anni scorsi, è stata fissata una scadenza a livello legislativo: a partire dal 2026, le materie della Maturità devono essere comunicate entro il 31 gennaio. A stabilirlo è la riforma dell’esame promossa dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara che sarà inaugurata proprio con la Maturità 2026.
Entro fine gennaio, il MIM dovrà pubblicare un decreto che stabilisce:
- la materia della seconda prova scritta diversa per ogni indirizzo;
- le eventuali materie della terza prova (dove prevista);
- le quattro discipline oggetto del colloquio;
- le indicazioni organizzative per lo svolgimento dell’orale.
Una delle novità principali della riforma riguarda proprio l’ultima prova d’esame. Il colloquio non riguarderà più tutte le materie dell’ultimo anno ma solo quattro individuate annualmente dal ministero. Inoltre, da quest’anno l’orale sarà obbligatorio e non partirà più da un documento scelto dalla commissione.
Le date d’uscita delle materie della Maturità negli anni precedenti
Negli anni scorsi, il ministero ha quasi sempre pubblicato le materie della seconda prova nella seconda metà di gennaio, spesso negli ultimissimi giorni del mese. Anche senza un obbligo formale, la tradizione era già consolidata. Con la riforma, questa consuetudine è diventata una regola, anche se non è stato stabilito un giorno specifico.
Vediamo adesso le date d’uscita delle materie della seconda prova tra il 2014 e il 2025:
- Maturità 2014: 31 gennaio;
- Maturità 2015: 27 gennaio;
- Maturità 2016: 28 gennaio;
- Maturità 2017: 30 gennaio;
- Maturità 2018: 31 gennaio;
- Maturità 2019: 18 gennaio;
- Maturità 2020: giovedì 30 gennaio (ma, a causa del Covid, la seconda prova è stata cancellata);
- Maturità 2021: martedì 20 aprile (ma, a causa del Covid, la seconda prova è stata cancellata);
- Maturità 2022: lunedì 14 marzo (la comunicazione è avvenuta in ritardo sempre a causa del Covid);
- Maturità 2023: 26 gennaio;
- Maturità 2024: 29 gennaio;
- Maturità 2025: 29 gennaio.
Queste date mostrano una notevole regolarità: il MIM ha sempre scelto la finestra tra il 25 e il 31 gennaio, con una preferenza per gli ultimissimi giorni del mese. Non solo, nel 2024 e nel 2025 la pubblicazione è avvenuta lo stesso giorno: il 29 gennaio. Le uniche eccezioni significative sono state gli anni della pandemia, quando l’esame è stato modificato e le tempistiche sono cambiate di conseguenza.
Oggi, però, la situazione è (leggermente) più stabile. La riforma ha introdotto un calendario certo, che permette ai maturandi di sapere con precisione entro quando aspettarsi l’annuncio. La scadenza del 31 gennaio non è più una possibilità, ma un vincolo normativo.
Resta però un elemento di incertezza: la riforma non indica un giorno esatto, e da quest’anno le materie coinvolte nell’annuncio non sono solo quelle della seconda prova, ma anche le quattro discipline attorno alle quali ruoterà l’orale. Anche per questo l’insegnante e scrittore Christian Raimo ha pubblicato sui social un duro sfogo contro l’“incertezza” generata dalla riforma.
“Al 9 gennaio non sappiamo ancora come sarà l’esame di maturità, che materie ‘usciranno’, ossia quali verranno decise dal ministero, come si dovrà interrogare, chi interrogherà”, ha scritto il professore. Il prossimo decreto ministeriale, infatti, oltre alle materie renderà note anche le modalità di svolgimento del colloquio.
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