Matricole in fuga, oltre il 15% lascia o cambia subito università
Più di un diplomato su sei non arriva alla laurea ma abbandona il percorso accademico dopo pochi mesi dall'immatricolazione
La scelta dell’università non è sempre semplice e sono diversi gli studenti italiani che lasciano o cambiano corso di laurea dopo pochi mesi dall’immatricolazione. A pesare sono fattori diversi ma, in particolare, si nota una carenza dal punto di vista dell’orientamento che porta i giovani a non avere le idee ben chiare su quale tipo di percorso scegliere.
Quante matricole lasciano o cambiano università al primo anno
Il Rapporto AlmaDiploma 2026 sugli esiti a distanza dei diplomati rivela che oltre il 15% delle neo matricole lascia l’università o cambia indirizzo o facoltà entro il primo semestre.
Più di un diplomato su sei non prosegue con la scelta fatta subito dopo il diploma e questo cambiamento non è dettato da motivazioni economiche ma da problemi con il corso di laurea scelto.
Oltre uno studente su tre, tra quelli che hanno cambiato facoltà o hanno lasciato l’ateneo in cui erano iscritti, ha dichiarato di averlo fatto perché deluso dalle materie studiate. Quasi 1 su 10, invece, si arrende a causa dei test d’ingresso troppo complicati.
Analizzando i numeri, tra i diplomati del 2024 andati poi all’università, il 15,3% ha già certificato, dopo appena un anno dall’iscrizione, di aver rivisto i propri piani.
Di questi, il 5,6% delle matricole ha abbandonato del tutto gli studi universitari entro dodici mesi dal debutto in facoltà, mentre il 9,7% ha voluto cambiare ateneo o corso di laurea.
Chi sono le matricole in fuga dall’università
Riguardo al tasso di abbandono, è emerso che ci sono delle differenze legate all’indirizzo scolastico e alle performance passate. A lasciare il percorso accademico sono soprattutto i diplomati provenienti dai percorsi professionali che raggiungono quota 11,1%, seguiti dagli istituti tecnici al 9%.
Tra i liceali, invece, la percentuale è molto più bassa e rappresenta il 3,6%.
Un peso sembrano avere anche i voti ottenuti alla Maturità. Il 7,4% di chi ha ottenuto voti bassi all’esame di Stato interrompe gli studi universitari, quasi il doppio rispetto al 4,3% registrato tra chi si è diplomato con voti alti.
I ragazzi abbandonano in misura nettamente superiore con il 7,6% rispetto alle ragazze ferme al 4,1%.
Se si proviene da un nucleo in cui almeno un genitore è laureato, il tasso di abbandono scende al 4,3%, mentre sale al 5,9% per i figli di genitori con al massimo il titolo di scuola superiore.
Perché le matricole lasciano o cambiano università
Solo il 4,4% di chi molla l’università lo fa per motivi economici. La quota maggiore, il 17,5% deve la scelta a motivi personali e il 12,1% alla necessità di lavorare.
Il 35,6% abbandona perché le discipline insegnate "non sono risultate interessanti" o molto diverse dalle attese, mentre un altro 12,1% ha dichiarato che il corso si è rivelato "troppo difficile".
Tra chi cambia corso, la delusione per le materie studiate sfiora il 50%. Inoltre, per quasi una matricola su dieci (il 9,8% tra quelli che lasciano l’università) l’abbandono è causato dall’impossibilità di accedere al corso desiderato, che costringe spesso a ripiegare su facoltà alternative. Il 23,5% di chi cambia percorso o ateneo lo fa proprio per ritentare l’accesso al percorso a numero chiuso in cui non era riuscito a entrare l’anno precedente.
Il report rileva che le attività di orientamento sono importanti nella scelta del percorso accademico. Solo il 4,1% delle matricole che hanno giudicato "molto utile" l’orientamento scolastico poi arresta il suo percorso accademico, a fronte del 7,7% di coloro che le hanno ritenute "per niente utili".