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Il presidente Sergio Mattarella Ansa

Mattarella emana il Decreto legge Scuola: le "misure urgenti"

Il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella ha firmato il decreto legge sulla scuola: ecco quali sono le misure urgenti contenute

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Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

  • Mattarella ha emanato il Decreto Scuola, ora all'esame del Parlamento.
  • Il decreto introduce il tetto del 30% per alcune categorie di studenti stranieri.
  • Previste anche nuove regole su volto coperto, latino e corsi di italiano.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha emanato il decreto-legge che introduce nuove misure urgenti in materia di scuola. Si tratta di un testo che era stato già anticipato, prima dell’approvazione da parte del Consiglio dei ministri avvenuta giovedì 24 settembre 2026, dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il decreto-legge passa ora all’esame del Parlamento per la conversione in legge.

Mattarella ha emanato il decreto legge sulle misure urgenti a scuola

Mercoledì 30 settembre 2026 Sergio Mattarella ha emanato il decreto legge che contiene le "Misure urgenti per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico 2026/2027, per l’accompagnamento delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) di competenza del Ministero dell’istruzione e del merito, per la promozione dell’integrazione degli studenti stranieri nell’ambito scolastico, nonché in materia di formazione superiore e ricerca".

Dopo la firma del Capo dello Stato, il decreto-legge n. 170 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed è entrato in vigore il 1° ottobre. Il provvedimento sarà ora trasmesso alla Camera dei Deputati e al Senato per la conversione in legge. Il Parlamento dovrà pronunciarsi entro 60 giorni dalla pubblicazione, altrimenti perde efficacia. Durante l’iter parlamentare il testo potrà essere modificato attraverso gli emendamenti, che potranno essere presentati anche dai gruppi parlamentari.

Quali sono i punti principali del Decreto Scuola

Sono diverse le misure contenute all’interno del Decreto Scuola. L’articolo 13 applica un tetto massimo del 30% di studenti stranieri nelle classi prime.

  • Alla scuola primaria il limite riguarda gli alunni senza cittadinanza italiana che non sono nati in Italia o che non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia.
  • Alla scuola secondaria di primo e di secondo grado, invece, il tetto è applicato agli studenti stranieri che non hanno frequentato con successo almeno tre anni scolastici nel nostro Paese.

In caso di superamento del limite, si potrà procedere alla redistribuzione degli studenti tra istituti vicini e qualora non sia possibile rispettare il limite le scuole potranno accedere a un fondo speciale per il potenziamento linguistico.

Il Decreto Scuola, inoltre, con l’articolo 12 introduce sanzioni per i genitori di studenti e studentesse stranieri con evidenti difficoltà linguistiche che non accettano di seguire i corsi di lingua italiana messi a disposizione, per aiutare i figli nello studio. I percorsi sono finalizzati al raggiungimento del livello A2 di conoscenza della lingua italiana. Sono esclusi dal provvedimento i genitori affetti da disabilità o da gravi malattie o che hanno impedimenti lavorativi documentati.

Sempre nell’articolo 12 sono previste inoltre disposizioni sull’identificabilità delle persone all’interno degli istituti scolastici. Non sarà consentito partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto o con modalità che impediscano il riconoscimento della persona, salvo le eccezioni previste dalla norma. Chi viola la regola dovrà pagare una sanzione pecuniaria.

Nel documento sono presenti anche le novità che riguardano le denominazioni degli istituti tecnici e degli istituti professionali (articolo 9), l’introduzione di un’ora settimanale di latino facoltativo nella scuola secondaria di primo grado (articolo 3, comma 2) e nuovi finanziamenti per l’orientamento e il tutoraggio, anche con l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica e favorire l’inclusione (articolo 2).