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Esami di Maturità iStock

Maturità 2025, in sette regioni d'Italia nessuno è stato bocciato

Sono sette le regioni dove alla Maturità 2025 non sono stati registrati bocciati: ecco quali sono e la classifica delle regioni con i voti più alti

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

La Maturità 2025 si è conclusa e il ministero dell’Istruzione e del Merito ha tirato un po’ le somme di come sono andati gli esami di fine scuole superiori per studenti e studentesse italiani dell’ultimo anno. I dati ufficiali relativi agli Esami di Stato del secondo ciclo d’istruzione, per l’anno scolastico 2024/2025, hanno svelato un vero e proprio record: in sette regioni d’Italia nessun maturando è stato bocciato. Quali sono queste regioni e quali sono quelle con più diplomati con lode e con voti più alti?

Maturità 2025, le regioni dove nessuno è stato bocciato

Sono sette le regioni d’Italia dove nessun studente è stato bocciato, registrando una percentuale di diplomati alla Maturità 2025 pari al 100%. Le regioni a zero bocciature si trovano soprattutto nel Mezzogiorno, con qualche eccezione, però: Trentino-Alto Adige, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata. Per loro si tratta di un traguardo davvero unico.

A livello nazionale, invece, la percentuale dei non diplomati si è attestata allo 0,1%, in linea con i dati dell’anno scolastico 2023/2024.

Le regioni con più diplomati con lode alla Maturità

Nell’anno scolastico 2024/2025 alla Maturità 2025 si è diplomato il 99,9% degli studenti, mentre uno su dieci ha preso il massimo dei voti (il 7,1% ha ottenuto 100 e il 2,8% anche la lode), secondo i dati resi noti dal ministero dell’Istruzione e del Merito. Il numero totale di diplomati che hanno ottenuto la lode è di 13.857 studenti e studentesse: l’aumento rispetto all’anno scolastico 2023/2024 è stato del 2,6%.

Per quello che riguarda i maturandi che sono usciti con il massimo dei voti all’Esame di Stato del secondo ciclo scolastico italiano (100 e lode, quindi), a guidare le regioni italiane a zero bocciature è la Puglia con il 5,5% dei diplomati con lode (rispetto all’anno scorso si è passati dal 5,1% al 5,5%). Mentre la regione con più 100 e lode in assoluto è la Calabria con il 6,1%. L’Umbria, che è tra le regioni con la totale assenza di non ammessi, ha registrato, invece, il 4,4%.

La “classifica” delle regioni con più lodi è la seguente:

  1. Calabria 6,1%
  2. Puglia 5,5%
  3. Sicilia 4,7%
  4. Umbria 4,4%
  5. Campania 4%
  6. Basilicata 3,3%
  7. Marche, Abruzzo, Molise 3,2%
  8. Sardegna 2,8%
  9. Lazio 2,8%
  10. Liguria, Emilia Romagna, Toscana 1,8%
  11. Friuli Venezia Giulia 1,7%
  12. Piemonte 1,4%
  13. Trentino Alto Adige, Veneto 1,3%
  14. Lombardia 1,1%
  15. Valle d’Aosta 0,3%

Rimanendo nel Mezzogiorno, in Campania sono stati 2.898 i diplomati con lode (una cifra quasi quadrupla rispetto a quella della Lombardia “ferma” a 782: è il numero più alto e si è passati dal 3,6% dell’anno scorso al 4,0%), mentre in Sicilia sono stati 1.947.

Il 4,3% dei diplomati liceali ha conseguito la lode, contro l’1,5% degli istituti tecnici e lo 0.6% dei professionali. Il primato spetta al Liceo classico (8,4% delle lodi alla Maturità 2025), seguito dal Liceo Internazionale con l’8,4% e dal Liceo Scientifico con il 6,2%. Tra gli istituti tecnici, il settore tecnologico ha superato l’economico con l’1,6% di lodi.

Le scuole con voti più alti alla Maturità

La maggior parte degli studenti che ha preso 100 alla Maturità, senza la lode, è sempre al Sud (12% in Calabria, 10,3% in Sicilia), mentre al Nord troviamo numeri molto più bassi (Valle d’Aosta 3%, Lombardia 4%, Piemonte 5%).

Infine, il 29,3% degli studenti ha conseguito un punteggio compreso tra 71-80 alla Maturità 2025, mentre il 18% ha preso tra 81 e 90. Mentre la percentuale di diplomati con 60, voto minimo, è sceso dal 5,1% dell’anno precedente al 4,9%.

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