Alla Maturità 2026 i festeggiamenti sono un caso: "Incivili"
Sono numerose le polemiche che hanno accompagnato i festeggiamenti della Maturità: un preside ha definito i maturandi "incivili non maturi"
Studenti e studentesse dell’ultimo anno delle scuole superiori, terminata la Maturità 2026, hanno iniziato a festeggiare questo importante traguardo scolastico e personale. Ognuno ha festeggiato come ha ritenuto più opportuno e non sono mancati maturandi che hanno un po’ esagerato. Sono numerose le polemiche che arrivano da tante città italiane e che riguardano proprio le feste dei neo diplomati. Un preside è arrivato a definirli "incivili", altro che "maturi".
La denuncia di un preside sugli "atti incivili" dei maturandi
Massimo Ballon è il dirigente scolastico dell’Einaudi Scarpa di Montebelluna, in provincia di Treviso. A Il Gazzettino il preside ha raccontato quello che è successo nella scuola superiore da lui diretto dopo gli esami di Maturità. Ballon si è sfogato con la giornalista: "Al mattino è un’invasione di genitori, parenti e amici. Peggio di una laurea, con fiori, ghirlande, tubi esplosivi con coriandoli, gente che fuma nonostante i continui richiami dei collaboratori, e addirittura un cagnone che, fatto entrare nel campus nonostante i divieti ben visibili, ha fatto i ‘bisognini’ davanti alla porta d’ingresso della sede Einaudi".
Lui non definirebbe "maturi" quegli studenti e quelle studentesse: "Piuttosto li chiamerei incivili". Inoltre, il dirigente scolastico ha lamentato il fatto che ormai "all’esame c’è una mondanità che non rispetta il ruolo istituzionale del momento". Il culmine è stato toccato quando si è ritrovato una pila di bottiglie di vino vuote all’ingresso della strada che porta al campus scolastico.
Secondo il preside, abbandonare rifiuti in strada non è segno di educazione e non è sintomo di maturità, così come non lo sono le reazioni di fronte a valutazioni che non rispecchiano le aspettative: ci sono "maturandi e genitori che scrivono mail e vengono in presidenza a lamentare ingiustizie e valutazioni non corrette". Per Ballon è stato perso di vista il significato dell’esame di Maturità, spettacolarizzandolo e rendendolo un evento mondano.
Feste di Maturità e strade sporche a Bologna
A Bologna la situazione non è migliore. I residenti che abitano vicino al liceo Malpighi hanno raccontato come i maturandi abbiano festeggiato la Maturità. Dopo gli orali, come rivelato da un cittadino a Il Resto del Carlino, "hanno fatto, se possibile, anche peggio dello scorso anno. Hanno lanciato di tutto, compreso un polipo. Immagino lo abbiano acquistato al supermercato qui vicino, dove li ho visti comprare anche i sacchi di terra".
Il risultato è un quartiere imbrattato: con il caldo di questi giorni si sono creati cattivi odori per le vie che costeggiano l’istituto. "Oltre a essere pericolosi: l’anno scorso un paio di anziani sono scivolati sulle uova". I residenti hanno chiamato anche la polizia: "La pattuglia è intervenuta, vedremo se ci sarà qualche conseguenza. Ancora qui nessuno è venuto a pulire".
Il Comune di Alzano presenta il conto dei danni ai maturandi
L’Eco di Bergamo ha raccontato, invece, quello che è successo ad Alzano, dove i festeggiamenti dei maturandi del Liceo "Amaldi" si sono trasformati in una "guerriglia urbana": il suolo pubblico è stato sporcato e rifiuti sono stati lasciati dappertutto. Prima degli esami, l’amministrazione comunale aveva chiesto al Comitato degli Studenti dello scientifico di limitare i danni, "chiedendo espressamente di interrompere la pratica di sporcare e imbrattare strade e piazze all’uscita degli esami di maturità con vino, cibo e altri materiali. Abbiamo dato disponibilità per condividere e sostenere altre forme di festeggiamenti, purtroppo senza riscontro".
Il Comune, guidato dal sindaco Camillo Bertocchi, ha sottolineato che agli studenti "era stato chiarito che, in caso di violazioni, si sarebbe proceduto con l’identificazione dei responsabili, l’applicazione delle sanzioni previste che vanno da un minimo di 50 a un massimo di 300 euro e il recupero delle spese sostenute per la pulizia". Dopo i primi orali si sono, però, verificati degli atti di inciviltà, con la strada davanti alla scuola imbrattata con farina e spumante. Due persone sono state identificate e sono stati contestati gli addebiti, mentre altre sono in fase di identificazione.
Il primo cittadino ci ha tenuto a ricordare che "festeggiare un traguardo importante è legittimo e comprensibile. Farlo a spese della collettività, lasciando sporco e degrado negli spazi pubblici, non lo è. L’Amministrazione continuerà a effettuare controlli e ad applicare i provvedimenti previsti nei confronti dei responsabili. Il rispetto degli spazi pubblici è un dovere di tutti. Chi sporca paga".
Festa di Maturità tra fumogeni, petardi, uova e bottiglie a Livorno
Non è andata meglio a Livorno, dove i maturandi hanno acceso fumogeni, esploso petardi, lanciato coriandoli, uova e bottiglie. Tutti i rifiuti sono stati poi abbandonati lungo le strade adiacenti all‘Istituto superiore "Vespucci-Colombo". Un modo di festeggiare che non è piaciuto ai residenti, ma nemmeno alla scuola.
Francesca Barone Marzocchi, dirigente scolastica dell’istituto, come riportato da LivornoToday, "con profondo rammarico" si è rivolta ai neo diplomati e alle famiglie, per richiamare l’attenzione sui "gravissimi episodi verificatisi". Alla circolare sono state allegate anche le immagini che mostrano "una situazione che non può essere considerata una manifestazione di gioia, bensì un insieme di comportamenti gravemente incivili".
Questi comportamenti non sono stati solo lesivi per il quartiere, ma hanno anche disturbato gli altri studenti impegnati ancora nelle prove dell’esame di Maturità. "L’istituto prende nella maniera più netta le distanze da tali comportamenti, che nulla hanno a che vedere con il significato del conseguimento di un diploma né con i valori educativi che la scuola promuove quotidianamente".
La dirigente, a nome di tutta la comunità scolastica, ha voluto "porgere le più sentite scuse ai presidenti delle commissioni d’esame, ai commissari esterni e interni e a tutto il personale impegnato nello svolgimento degli esami, ai residenti del quartiere per l’immagine che alcuni studenti hanno dato dell’istituto e per il disagio arrecato durante lo svolgimento delle prove".