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Esame orale di Maturità Ansa

Maturità 2026, come sarà l'orale: cosa devono sapere i maturandi

Come sarà l'orale della Maturità 2026: ecco cosa devono sapere i maturandi sul colloquio finale dell'esame dell'ultimo anno delle scuole superiori

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

La Maturità 2026 è diversa rispetta al passato. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha fortemente voluto una riforma che è stata approvata e che ha cambiato alcuni meccanismi dell’esame a cui sono chiamati gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori. In particolare, ad aver subito la modifica maggiore è stato il colloquio che segue le prove scritte. Per la Maturità 2026 come sarà l’orale? .

Le materie dell’orale della Maturità 2026

L’orale della Maturità 2026 ha cambiato volto rispetto a quello che aveva in passato. La riforma prevede che il colloquio si basi solo su quattro materie, che sono già state sorteggiate per l’esame di quest’anno (non senza qualche polemica, come matematica al Liceo classico).

I commissari potranno, dunque, interrogare i maturandi solo ed esclusivamente su quelle quattro materie: anche se sono abilitati a insegnarne altre, non possono fare domande che esulino dalle discipline previste. Rimane la possibilità per gli studenti di fare collegamenti tra le materie oggetto di colloquio: non sarà più obbligatorio farlo, ma sarà facoltativo, per rendere la discussione più approfondita e per dimostrare alla commissione questa capacità. Anche questo è un passaggio cruciale, visto che in passato spesso i collegamenti tra materie erano forzati: da oggi in poi dovranno solo più servire ad ampliare l’argomentazione.

Come si svolgerà il colloquio della Maturità 2026

Il colloquio di Maturità inizierà con il curriculum dello studente, per raccontare il percorso scolastico fatto, le competenze maturate, la strada percorsa fino all’esame finale. Si partirà da qui per iniziare una conversazione con la commissione, prima di spostarsi a domande specifiche sulle quattro materie oggetto d’esame.

Non sarà un orale volto a capire se gli studenti e le studentesse hanno studiato delle nozioni, magari a memoria, ma si cercherà di puntare molto sul ragionamento e sulla capacità di collegare discipline e argomenti tra di loro, ragionando sui concetti. Per quello che riguarda, ad esempio, le materie tecniche o prettamente "di calcolo", sarà la teoria e il procedimento che conduce alla risoluzione di un problema al centro delle domande e non il problema o l’operazione in sé.

L’esame orale darà anche ampia rilevanza all’educazione civica e alla formazione scuola-lavoro (ex PCTO), mentre il "capolavoro" non sarà più previsto. I voti delle prove scritte saranno comunicati prima del colloquio.

Ammissione all’esame, valutazione finale e bocciatura

Per quello che riguarda, poi, l’ammissione all’esame di Maturità, i requisiti rimangono invariati rispetto al passato, soprattutto in caso di materie sotto la soglia della sufficienza: gli studenti o le studentesse che alla fine del quinto anno riporteranno un’insufficienza possono essere ammessi solo se il Consiglio di Classe è favorevole. Al contrario, se le insufficienze sono più di una, allora in questo caso la bocciatura è automatica e non si viene ammessi all’esame finale.

Un’altra grande novità riguarda la scena muta volontaria all’orale, che non si potrà più fare: chi non risponde alle domande dovrà ripetere l’anno. Il ministero non vuole che si ripetano i gesti di protesta fatti l’anno scorso da studenti che, sicuri della sufficienza matematica, hanno deciso di non affrontare il colloquio.

La valutazione finale, infine, terrà conto non solo delle prove scritte e dell’orale, ma anche di tutto il percorso scolastico fatto da ogni maturando.