Maturità 2026, cosa succede se si cambia scuola: la novità
La riforma della Maturità, che entra a regime con l'esame 2026, prevede un'importante novità per chi vuole cambiare scuola: ecco cosa succede
La riforma della Maturità entrerà a regime nel 2026. Tra le novità introdotte dalla nuova legge, alcune non riguardano direttamente l’esame, come la disposizione che tratta l’iscrizione ad un altro indirizzo di studio durante gli anni delle superiori. Ma cosa succede se si cambia scuola?
Cosa prevede la riforma della Maturità sul cambio scuola
La riforma della Maturità, promossa dal ministro Giuseppe Valditara e approvata definitivamente dalla Camera a ottobre scorso, prevede anche alcune agevolazioni per gli studenti che vogliono cambiare indirizzo di studio durante i primi due anni di superiori.
La legge stabilisce che, “nell’ambito del primo biennio dei percorsi della scuola secondaria di secondo grado, gli studenti possono richiedere, entro e non oltre il 31 gennaio di ciascun anno scolastico, l’iscrizione alla corrispondente classe di altro indirizzo, articolazione o opzione”.
A quel punto, “l’istituzione scolastica individuata per la successiva frequenza adotta interventi didattici integrativi volti ad assicurare l’acquisizione delle conoscenze, delle abilità e delle competenze necessarie per l’inserimento nel percorso prescelto, al fine di favorire il successo formativo e il riorientamento”.
In pratica, adesso chi vuole cambiare scuola nei primi due anni di superiori può farlo senza affrontare l’esame integrativo precedentemente previsto.
Diverso il discorso per chi vuole cambiare indirizzo nel triennio. Come si legge nel provvedimento, “a decorrere dal terzo anno dei percorsi della scuola secondaria di secondo grado, gli studenti, all’esito dello scrutinio finale, possono richiedere l’iscrizione a una classe corrispondente di altro percorso, indirizzo, articolazione o opzione del medesimo grado di scuola, presso l’istituzione scolastica individuata per la prosecuzione degli studi, previo superamento di un esame integrativo“.
Tutte le novità della Maturità 2026 introdotte dalla riforma
La Maturità 2026 sarà il primo esame a svolgersi secondo le regole introdotte dalla nuova riforma, che modifica in modo significativo l’impianto dell’esame finale delle superiori. La prima novità è terminologica: non si parla più di esame di Stato, ma di esame di Maturità, che “verifica i livelli di apprendimento conseguiti da ciascun candidato in relazione alle conoscenze, alle abilità e alle competenze specifiche di ogni indirizzo di studio”.
La riforma attribuisce alla Maturità anche una funzione orientativa, pensata per aiutare i candidati a compiere scelte più consapevoli sul proprio futuro, sia in ambito universitario sia nel mondo del lavoro.
L’esame mantiene la struttura a tre prove, ma mentre la prima e la seconda (gli scritti) restano invariate, il colloquio viene completamente ripensato e assume un ruolo centrale. In primo luogo, l’orale verterà su quattro discipline di indirizzo, individuate ogni anno tramite decreto ministeriale entro gennaio.
Durante il colloquio saranno valutate anche le competenze di educazione civica e l’esperienza maturata nei percorsi di scuola-lavoro (ex PCTO).
Un’altra novità importante riguarda la partecipazione al colloquio: diventa obbligatoria. Non sarà più possibile presentarsi e rifiutare di rispondere, come accaduto in alcune proteste alla Maturità 2025. La scena muta volontaria comporterà infatti la bocciatura.
Cambia anche la composizione della commissione d’esame, che passa da sette a cinque membri: un presidente e quattro commissari, equamente divisi tra interni ed esterni. Tutti i commissari dovranno seguire una formazione specifica per svolgere il loro ruolo.
Scompare anche il materiale iniziale preparato dalla commissione, quello da cui fino al 2025 prendeva avvio il colloquio e che creava molta ansia agli studenti.
Passando al voto della Maturità, la commissione potrà integrare il punteggio con un bonus di massimo 3 punti, ma solo se il candidato ha ottenuto almeno 90 punti (invece dei precedenti 97 punti) tra credito scolastico e prove d’esame.
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