Maturità 2026 e voti bassi, continua la polemica: "Inaccettabile"
La Uil Scuola replica alla polemica sui voti bassi all'esame di Maturità 2026: per il segretario Luigi Rocca si tratta di un "attacco inaccettabile"
Continua la polemica sui voti bassi alla Maturità 2026 sollevata da Paolo Cipriani e Miriam Pierozzi, preside e insegnante dell’istituto Marconi di Prato, che hanno scritto una lettera aperta indirizzata ai presidenti e commissari dell’esame. La lettera ha suscitato forti critiche da parte della Uil Scuola Prato, che ha parlato di un "attacco inaccettabile".
La replica della Uil Scuola alla lettera sui voti bassi alla Maturità
"La Uil Scuola Prato esprime profondo sconcerto e respinge con fermezza la narrativa mediatica che dipinge i docenti impegnati nelle commissioni di Maturità come ‘carnefici’ o animati da ‘cattiveria’ e ‘vendette’. Troppo facile scaricare le tensioni del sistema scolastico sulla pelle dei lavoratori. I docenti italiani, e in particolare quelli del territorio pratese, svolgono il loro ruolo di commissari d’esame con rigore, imparzialità e nel pieno rispetto delle griglie di valutazione".
Così Luigi Rocca, segretario della Uil Scuola di Prato, ha commentato la polemica dei voti bassi alla Maturità 2026, nata con la pubblicazione della lettera del dirigente scolastico Paolo Cipriani e della docente Miriam Pierozzi.
I due, che hanno appena concluso l’incarico di presidenti alla Maturità, hanno denunciato il rischio di valutazioni finali troppo severe e non sempre coerenti con il percorso scolastico degli studenti. Una riflessione condivisa anche dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale della Toscana Luciano Tagliaferri, che ha parlato della necessità di "un cambiamento culturale che metta davvero al centro la valorizzazione degli studenti", come riportato da La Nazione.
"La Uil Scuola intende ribadire alcuni punti fermi – ha proseguito il segretario Rocca -: la commissione d’esame è un organo tecnico perfetto e sovrano. Le sue decisioni sono il frutto di una valutazione collegiale e oggettiva delle prove d’esame (scritti e orale), non di antipatie personali".
E ancora: "Nessuno nega il valore del percorso quinquennale dei ragazzi, ma l’esame di Stato ha un suo valore legale ben preciso. Se una prova non risulta all’altezza delle aspettative o della media precedente, la commissione ha il dovere etico e professionale di registrarlo".
Rocca ha aggiunto: "Dispiace che anche i vertici dell’Usr Toscana, anziché tutelare i propri lavoratori da attacchi mediatici gratuiti, si prestino a interpretazioni che colpevolizzano i commissari. La scuola pubblica si fonda sul rispetto reciproco dei ruoli".
La Uil Scuola ha infine chiesto al preside Cipriani e ai vertici regionali "di abbassare i toni e di restituire serenità a una categoria che, tra mille difficoltà contrattuali e strutturali, continua a garantire la tenuta del sistema educativo con senso di responsabilità".
La polemica sui voti bassi all’esame di Maturità 2026
"L’esame di Maturità dovrebbe evidenziare la crescita dello studente negli anni, valorizzare le competenze acquisite ma anche i cambiamenti positivi. Spesso invece ci si ritrova ad assistere al teatro dell’assurdo nel quale molti di noi nel ruolo di commissari diventano i ‘carnefici’ dei loro studenti". È questa la sintesi della lettera firmata dal preside Paolo Cipriani e dalla professoressa Miriam Pierozzi riportata da La Nazione.
I due hanno raccontato che durante l’esame "abbiamo tristemente assistito a una preoccupante mancanza di etica, all’assenza di buon senso e affezione nei confronti dei ragazzi e ancor più grave all’incompetenza di coloro che dovrebbero mediare e dirigere la commissione". Inoltre, il preside e l’insegnante hanno denunciato valutazioni incoerenti, errori nell’attribuzione dei crediti e prove orali valutate con punteggi "mortificanti", come "5/20 o 7/20".
Da qui il loro appello perché vengano scelti commissari "che posseggono capacità di mediazione, buon senso, apertura al confronto e al dialogo e tanta attenzione ai ragazzi", per evitare episodi spiacevoli fatti di "egocentrismi", "rivalse sui ragazzi", "contrasti tra le scuole" e professori "che gareggiano a chi è più severo o che si sgambettano tra loro anche a prescindere dallo studente", hanno concluso Cipriani e Pierozzi.