Maturità 2026 sempre più vicina, i 3 consigli contro la paura
La psicologa Antonella Elena Rossi ha analizzato l'atteggiamento dei ragazzi alle prese con l'Esame di Stato segnalando cosa evitare
Il 18 giugno inizia la Maturità 2026 che vede migliaia di studenti alle prese con il capitolo finale del loro percorso di studi alla scuola secondaria di secondo grado. Si tratta di un periodo importante e significativo, celebrato persino in film e canzoni, ma che alle volte viene vissuto dai giovani con eccessiva ansia e paura. La psicologa Antonella Elena Rossi ha analizzato l’atteggiamento dei maturandi, sottolineando i 3 errori da evitare nei giorni che precedono l’esame.
La paura dei Maturandi
La psicologa Antonella Elena Rossi ha chiarito a LaSalute di LaPresse che, riguardo alla Maturità 2026, "oggi molti studenti oscillano tra due estremi apparentemente opposti: o c’è un’ansia da prestazione paralizzante, che quasi non fa respirare, oppure si propende per il totale disinteresse".
L’esperta ha però sottolineato che, in realtà, "questi due aspetti, che sembrano diametralmente opposti, hanno la stessa radice: la paura".
"C’è chi vive la paura cercando di controllare tutto, studiando fino allo sfinimento, memorizzando perfino le virgole, dormendo poco e sentendo addosso tutto il giudizio degli altri e chi, invece, si spegne completamente emotivamente, come se non gli importasse. Si dissocia, procrastina, finge che proprio non gli interessi nulla, ma sottolineo la parola finge", ha detto Rossi.
Tre consigli per superare la paura
Dietro alla paura della Maturità, accresciuta nel 2026 anche dalla novità sulla commissione composta da due interni, due esterni e un presidente esterno, c’è una domanda comune tra gli ansiosi: "E se non riuscissi a superare questo questo esame?".
La psicologa ha quindi elencato tre errori da evitare per arrivare al meglio alle giornate decisive delle prove scritte e orali.
Il primo errore da non fare, è il consiglio di Rossi, "è trasformare la Maturità in un giudizio sul proprio valore".
"Ricordatevi che non siete il voto, perché un voto misura una performance, non il valore umano di una persona: quando un ragazzo pensa ‘se vado male, valgo meno’, l’ansia esplode", è il suggerimento.
Il secondo errore "è studiare senza pause, pensando che la stanchezza sia produttività".
"Il cervello sotto stress cronico memorizza meno – ha spiegato la specialista – tanto è vero che quando abbiamo dei periodi d’ansia rischiamo di buttare l’immondizia nel forno: si perde lucidità e aumenta il senso di impotenza".
Infine l’ultimo errore è "isolarsi completamente: molti ragazzi si chiudono, smettono di parlare delle proprie paure. Si convincono di essere gli unici a sentirsi così fragili, mentre l’ansia cresce nel silenzio".
In quest’ultimo caso, Rossi ha affermato che "chiedere aiuto è fondamentale".
No allo studio "matto e disperatissimo"
Come si evince già dal secondo errore citato dalla psicologa, è bene non cadere nella tentazione di iniziare uno studio "matto e disperatissimo", come quello del poeta Giacomo Leopardi, tra le possibili tracce della Maturità 2026.
Bisogna invece "iniziare con programmi di ripasso realistici", ha raccomandato Rossi e soprattutto dormire "perché la memoria ha bisogno di sonno. Il mio consiglio è alternare lo studio con momenti di decompressione senza sensi di colpa".
L’esperta ha suggerito infine di evitare di confrontarsi e chiedere aiuto ai primi della classe perché i cosiddetti "sotuttoio" ci fanno "sentire impreparati".
In conclusione Rossi ha spiegato ai più giovani "che la Maturità non misura chi diventerai nella vita, ma soltanto come stai affrontando questo momento. A volte i ragazzi più terrorizzati non sono i meno preparati, ma quelli che credono di doversi meritare amore e approvazione futura attraverso la perfezione".