Maturità 2026, i 7 consigli della prof ai maturandi
Una insegnante, che sarà presidente di commissione, ha dato alcuni suggerimenti ai maturandi per affrontare al meglio le prove scritte e orali
Mancano pochissimi giorni all’avvio della Maturità 2026 e tra gli studenti sale l’ansia delle prove. Una docente, Lorella Carimali, che sarà presidente di una delle 13mila commissioni d’esame, al Corriere della Sera ha indicato sette consigli per i maturandi.
I consigli della prof per la Maturità
Lorella Carimali è una professoressa di matematica e fisica al liceo Vittorio Veneto di Milano e nel 2018 è stata selezionata tra i 50 finalisti del Global Teacher Prize. È ideatrice dell’approccio educativo sperimentale "SteamOrienta" e autrice di saggi e romanzi.
Intervistata dal Corriere della Sera, ha segnalato sette consigli per i maturandi, uno per ogni giorno che li separa dall’esame. Il primo consiglio riguarda vivere al meglio il momento dell’orale che alla Maturità 2026 si concentra "su quattro discipline individuate dal ministero" quindi "non più uno spunto da cui partire per spaziare ovunque, ma un dialogo centrato su quello che i ragazzi hanno studiato, su ciò che sanno fare con quello che hanno imparato".
"Consideratelo come un’occasione per raccontare il percorso fatto – è il suggerimento della prof – per mostrare non solo ciò che sapete, ma anche come siete cresciuti, come siete in grado di collegare le conoscenze, come affrontate una domanda, un dubbio, una situazione nuova".
Come superare la paura dell’orale
Anche il secondo suggerimento riguarda l’ultima prova della Maturità e in particolare riguarda come vincere la paura che molti studenti hanno nel ritrovarsi faccia a faccia con la commissione d’esame.
"Quest’anno l’orale vale ancora di più – ha ricordato la docente – l’esame è valido solo se si sostengono tutte le prove. Non esiste più la scappatoia di fare scena muta contando sui punti già accumulati".
Perciò il colloquio rappresenta un’occasione, "forse l’unica in tutto l’esame in cui la commissione può vedere davvero chi è lo studente, non solo ciò che ha memorizzato".
Il consiglio di Carimali è quindi: "arrivate preparati, ma non ingessati. Se non sapete rispondere subito, non precipitatevi. Fermatevi. Pensate. Un secondo di silenzio non è un vuoto: è il segno che state ragionando sul serio. Orientarsi significa collegare, scegliere, motivare, correggersi se necessario. È lì che può emergere davvero la vostra maturità".
Il terzo suggerimento è legato alla formazione scuola-lavoro e all’educazione civica che se preparate bene, possono "diventare uno dei momenti più personali e interessanti del colloquio".
"Il mio consiglio è di preparare questa parte – ha affermato la prof – scegliendo due o tre esperienze significative, non necessariamente perfette. Anche un’esperienza difficile, o non del tutto positiva, può essere raccontata bene se si sa dire che cosa ha insegnato e può diventare un punto di forza, se spiegata con onestà e intelligenza. La maturità sta proprio lì: non nel presentare un percorso senza inciampi, ma nel mostrare di aver imparato a dare senso anche agli inciampi".
Come affrontare le prove scritte
Un quarto suggerimento, non meno importante dei precedenti riguarda gli scritti e consiste nel "leggere tutte le tracce prima di scegliere. Tutte. Senza eccezioni" e "prima di scrivere, fate una scaletta, anche breve: quali idee voglio sviluppare, in quale ordine, con quali esempi. Non servono parole difficili. Serve chiarezza. Serve che chi legge riesca a seguire il vostro pensiero senza perdersi".
Altro consiglio è "rileggere. Gli errori, le frasi sospese, le ripetizioni si vedono. La cura della forma è anche rispetto per chi legge".
Sesto elemento a ci fare attenzione è il ripasso che "deve essere intelligente, non frenetico". "Per ogni disciplina individuate i nuclei fondamentali – è l’indicazione di Carimali – i concetti chiave, gli snodi, le connessioni possibili con altre materie o con la realtà. Una domanda utile da porsi è: Questo argomento che cosa mi ha fatto capire?".
In ultimo la prof ha segnalato che si deve riposare bene e non trascurare il sonno perché "arrivare all’esame sfiniti non aiuta nessuno".
"All’orale serve lucidità: bisogna ascoltare, capire la domanda, costruire una risposta, correggersi se necessario. Per fare tutto questo la mente deve essere riposata. Le maratone di studio notturne la notte prima non recuperano mesi: tolgono solo le energie", è l’ultimo avviso della docente.