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Maturità 2026, incontro al MIM sulla bozza di decreto: le novità

Il 15 gennaio c'è stato un incontro al MIM con i sindacati riguardante la bozza di decreto in vista dell'esame di Maturità 2026: ecco le novità

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Si è svolto al ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) l’incontro di informativa sulla bozza di decreto che ridefinisce le aree disciplinari per la correzione delle prove scritte della Maturità a partire dal 2026. In questo articolo vediamo quali sono le novità contenute nel provvedimento e le osservazioni della Flc Cgil.

Al ministero dell’Istruzione l’incontro sulla Maturità 2026

Il 15 gennaio si è tenuto al MIM il confronto con i sindacati riguardante le modalità di svolgimento della Maturità alla luce delle modifiche introdotte dal decreto-legge 127/2025, la cosiddetta riforma della Maturità, che tra le altre cose ha ridotto da sei a quattro (oltre al presidente) i membri di ciascuna commissione.

In particolare, è stata fornita una prima comunicazione sulla bozza del decreto ministeriale (DM) incaricato di definire la suddivisione delle materie in specifiche aree disciplinari, da stabilire prima dell’avvio delle correzioni delle prove scritte.

Le novità nella bozza di decreto sulla Maturità

La bozza riprende sostanzialmente i raggruppamenti disciplinari del DM 319/2015, che sarà sostituito dal nuovo decreto. Il contesto normativo, però, è cambiato: il testo recepisce le riforme più recenti, in particolare il decreto-legge 127/2025, che ridisegna l’esame a partire dall’anno scolastico 2025/2026 (qui un approfondimento su come sarà l’esame di Maturità 2026).

Tra le novità più rilevanti presenti nello schema di decreto ci sono:

  • l’inserimento del liceo del Made in Italy, per il quale vengono definite le aree disciplinari dedicate (linguistico-storico-filosofica e scientifico-economico-giuridica);
  • l’introduzione delle aree disciplinari per la sezione a indirizzo sportivo del liceo scientifico;
  • l’aggiornamento delle aree disciplinari per i nuovi indirizzi dell’istruzione professionale;
  • la disciplina del percorso tecnico sperimentale CAM/CAIE (Conduzione di apparati e impianti marittimi e Conduzione di apparati e impianti elettronici di bordo), unico indirizzo sperimentale presente nel decreto, la cui strutturazione è stata condivisa con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e che a breve sarà portato a ordinamento.

La struttura di base non cambia: per ogni indirizzo di studio, le materie dell’ultimo anno vengono organizzate in due aree disciplinari, così da permettere la valutazione delle prove scritte da parte di sottocommissioni formate da almeno due docenti per ciascuna area.

Polemica della Flc Cgil sulla bozza di decreto per la Maturità

La Flc Cgil ha espresso perplessità sulla bozza di decreto, evidenziando come le nuove disposizioni rischino di compromettere la qualità e l’equità della Maturità. Il sindacato ha sottolineato che la possibilità di organizzare la correzione delle prove scritte per aree disciplinari – con almeno due docenti per area – viene di fatto indebolita sia dalla riduzione dei commissari da sei a quattro sia dalla scelta di definire per decreto le quattro discipline assegnate ai commissari e oggetto del colloquio.

Con la riforma della Maturità, infatti, la prova orale non verterà più su tutte le materie dell’ultimo anno, ma solo su quattro che verranno rese note dal MIM entro il 31 gennaio.

“Tali disposizioni, oltre a espropriare i consigli di classe di una prerogativa che tenga conto della effettiva situazione della classe, potrebbero non garantire che la correzione avvenga sempre per aree disciplinari oppure potrebbero determinare la formazione di due aree disciplinari composte, rispettivamente, da soli commissari esterni e da soli commissari interni, con possibile compromissione dell’equilibrata applicazione dei criteri di valutazione delle prove”, hanno commentato dalla Flc Cgil.

“Abbiamo pertanto sottolineato come la riduzione dei componenti delle commissioni d’esame, finalizzata esclusivamente ad un risparmio di spesa, rischia di inficiare l’equilibrato svolgimento dell’esame e l’uniformità delle opportunità sul territorio nazionale“, fanno notare dal sindacato.

Innegabili, infine, anche i riflessi sulle modalità di svolgimento dei colloqui che abbiamo auspicato non si risolvano in una mera procedura unidirezionale – basata sullo schema: singola domanda cui corrisponde singola risposta – ma che possano consentire ai candidati di avere un ruolo propositivo nell’argomentazione anche in chiave interdisciplinare”, hanno concluso dalla Flc Cgil.

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