Maturità 2026, le paure svelate dei maturandi tra esame e futuro
Gli studenti dell'ultimo anno del liceo Volta di Milano hanno raccontato i loro timori per la Maturità ma anche i sogni e le aspettative per il futuro
I ragazzi della 5A e 5I del liceo scientifico Volta di Milano sono stati elogiati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per un lavoro fatto nelle ore di educazione civica in occasione degli 80 anni della Repubblica italiana. Intervistati dal Corriere della Sera, i maturandi hanno parlato delle loro paure per gli esami di Maturità 2026 ma anche di chi sono e quali sono le loro aspettative per il futuro.
Le paure dei maturandi nel 2026
Gli studenti dell’ultimo anno del liceo Volta di Milano rappresentano un po’ tutti i ragazzi e le ragazze che, tra qualche giorno, si metteranno alla prova con gli esami di Maturità 2026 portando a conclusione il loro percorso di studi della scuola superiore secondaria.
La principale paura, che emerge dalle loro affermazioni al Corriere della Sera, è quella dell’ansia di non essere all’altezza e della troppa competizione.
"Prendiamo l’esame di maturità – ha spiegato una studentessa – si pretende di valutare un percorso di cinque anni con un numero, e a farlo è chi non ci conosce, non sa chi siamo, che percorso abbiamo fatto, che persone siamo diventati".
Per un altro studente il sistema scolastico "incoraggia a performare sempre al top, a discapito della crescita personale". "Una prof" ha aggiunto qualcuno "qualche giorno fa ci ha detto: ‘Se fossi in voi, su questo farei le barricate'".
Chi sono i ragazzi della "generazione sospesa"
Chiamati "generazione sospesa", i giovani maturandi o universitari ammettono di essere la generazione "più incerta, a volte descritti come superficiali, altre volte come una generazione stupida".
"Ciò che non si dice, fuori – ci tengono però a sottolineare – è che oggi abbiamo pochissime certezze: non sappiamo che mondo ci sarà quando toccherà a noi, come si lavorerà, come saranno le relazioni tra le persone, cresciamo in un grande periodo di passaggio".
Pochi sanno già cosa faranno da grandi, gli altri ragionano più "per obiettivi". Questa generazione viene definita anche più ansiosa, ma sulle cause di questa ansia i maturandi del Volta danno risposte diverse.
Per uno studente la colpa è "dei social" che "ci tengono in contatto con migliaia di persone, è vero, ma al tempo stesso ci accorgiamo di essere esposti a vite perfette. Le ambizioni, di fronte a quelle immagini ideali in cui specchiarsi, diventano altissime, questo non sempre ci fa stare bene".
Una studentessa ha rivelato che la sua più grande paura è di aver fatto la scelta sbagliata sul futuro, "di non riconoscermi nel percorso che ho scelto, di capire di aver perso tempo e di dover ripartire".
La cosiddetta "generazione sospesa" concorda comunque sul fatto che oggi si sta meglio rispetto agli anni in cui sono vissuti i loro nonni e c’è chi rivela che la sua paura attuale è il giudizio altrui mentre ha l’impressione che "prima fossero molto più sicuri di sé".
Come s’informano e le relazioni online
Alcuni degli studenti del liceo Volta, nella giornata passata con i giornalisti del Corriere della Sera che hanno consegnato a ognuno di loro una copia del giornale del 2 giugno 1946, seppur preparatissimi, hanno rivelato di tenere in mano un quotidiano cartaceo per la prima volta.
"Ci si può anche informare, su Internet!", ha spiegato un diciottenne.
"Oggi, con l’intelligenza artificiale faccio ciò che facevo con il nonno, quando mentre sfogliava il giornale e leggeva di guerre, bombe e distruzioni gli chiedevo: ‘Perché succedono queste cose?’. La risposta era sempre la stessa: È colpa nostra. Le ho capite ora, quelle parole".
"Oggi che non c’è più, guardando alcuni servizi in televisione me lo ripeto da solo: Forse è colpa nostra", ha aggiunto.
Poi ci sono i social, strumento di libertà in cui possono esprimere le loro idee e mezzo di comunicazione con cui si interagisce con la realtà. Uno studente ha segnalato che si ortano avanti "relazioni che sono nate online ma da queste rischiamo di non cogliere la vera essenza delle persone".
A lui ribattono altri che spiegano di aver conosciuto il miglior amico durante una sessione di Minecraft o di aver conosciuto il fidanzato online ed essere felice. La chiave è non lasciare la relazione nel virtuale ma renderla reale e senza fermarsi alle apparenze.
Uno studente infine ha sottolineato che "oggi c’è più consapevolezza del proprio valore, ci sono più ambizioni e standard più alti, siamo più consapevoli di ciò che meritiamo" e questo li porta a seguire i propri sogni valutando le "vere opportunità".