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Maturità 2026, novità 3 punti bonus: cosa sono e come ottenerli

Tra le tante novità previste dalla riforma della Maturità, operative dall'esame 2026, c'è quella dei 3 punti bonus: cosa sono e come ottenerli

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Maturità 2026, si cambia. Con l’approvazione della riforma dell’esame di Stato promossa dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, la prova finale della scuola superiore ha subito una profonda modifica, che incide soprattutto sulla prova orale. Tra le altre novità, ci sono 3 punti bonus. In questo articolo spiegheremo cosa sono e come ottenerli.

Come funzionano i 3 punti bonus previsti dalla riforma della Maturità

La riforma introdotta con la legge 164/2025 non ha modificato solo il nome dell’esame di Stato, che torna ufficialmente a chiamarsi esame di Maturità, e la prova orale, ma ha anche rivisto il sistema di attribuzione del punteggio finale.

Una delle novità, infatti, riguarda l’attribuzione dei punti bonus da parte della commissione esaminatrice agli studenti meritevoli. Con la nuova normativa, dunque a partire dalla Maturità 2026, i commissari possono dare fino a 3 punti extra ai candidati che hanno raggiunto almeno 90/100 tra credito scolastico e prove d’esame.

Prima della riforma, il bonus era previsto solo per chi arrivava a 97/100, una soglia molto alta e accessibile a pochi. Ora, con la nuova soglia fissata a 90, il bonus diventa, per così dire, uno strumento più inclusivo.

In pratica, se uno studente ottiene 90 punti tra crediti e prove, la commissione può decidere di assegnargli fino a 3 punti extra, portandolo a un massimo di 93.

È bene specificare che i 3 punti non vengono assegnati automaticamente: la decisione spetta alla commissione, che valuta il profilo complessivo del maturando, tenendo conto anche di elementi come la partecipazione alle attività di scuola-lavoro (ex Pcto) e l’educazione civica.

Come cambia l’esame di Maturità dal 2026: le novità

Oltre ai 3 punti bonus, la Maturità porta con sé una riforma più ampia dell’esame di Stato, adesso maggiormente orientato alla valutazione della crescita personale dello studente. Un principio che si è voluto sottolineare anche attraverso il cambio di nome dell’esame stesso, che torna a chiamarsi Maturità.

Il nuovo esame di Maturità “valuta il grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità acquisito al termine del percorso di studio, anche tenuto conto dell’impegno dimostrato nell’ambito scolastico e in altre attività coerenti con il medesimo percorso di studio, in una prospettiva di sviluppo integrale della persona“, si legge nel testo della legge.

L’impianto dell’esame resta lo stesso: due prove scritte (il tema di italiano e la seconda prova su una materia d’indirizzo) e un colloquio. Ma quest’ultimo cambia radicalmente.

Il nuovo orale non coprirà più l’intero spettro delle materie studiate, ma si concentrerà su quattro discipline caratterizzanti, selezionate ogni anno dal ministero dell’Istruzione e del Merito attraverso un apposito decreto pubblicato entro il mese di gennaio. A queste si aggiungeranno la valutazione delle competenze acquisite in educazione civica e l’esperienza maturata nelle attività di formazione scuola-lavoro.

Un altro cambiamento rilevante riguarda l’obbligatorietà dell’orale: non sarà più ammesso rifiutarsi di sostenerlo, come avevano fatto per protesta alcuni studenti alla Maturità 2025. Chi non risponderà volontariamente alle domande dei commissari verrà automaticamente bocciato.

Novità anche nella composizione della commissione d’esame: i membri passeranno da sette a cinque. Resta il presidente esterno, ma i commissari da sei diventano quattro, due interni e due esterni (due per ciascuna categoria). Inoltre, tutti i membri dovranno seguire un percorso di formazione specifico.