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Maturità 2026, padre e figlio insieme all’esame: la storia iStock

Maturità 2026, padre e figlio fanno insieme l'esame: la storia

Ermanno e Giovanni, padre e figlio, hanno frequentato insieme il percorso scolastico alla scuola superiore: cosa c'è dietro la scelta del genitore

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Un papà e un figlio sosterranno insieme l’esame di Maturità 2026, dopo aver frequentato fianco a fianco il percorso scolastico alla scuola superiore. La scelta del genitore ha però un significato importante di sostegno e protezione dei propri figli.

Padre e figlio dai banchi di scuola alla Maturità

Papà Ermanno e il figlio Giovanni, il 18 giugno, iniziano insieme gli esami della Maturità 2026.

I due, salernitani, hanno terminato il loro percorso scolastico all’istituto "Galilei – Di Palo" di Salerno. Il genitore è tornato a scuola, nonostante avesse già un diploma e un lavoro, per un motivo specifico legato a ragazzo.

Ermanno, 63 anni, ha scelto di frequentare l’indirizzo professionale meccanico e ora è pronto a conseguire il nuovo titolo insieme al figlio.

Perché papà Ermanno è tornato a scuola

Papà Ermanno è tornato a scuola perché Giovanni aveva bisogno di un supporto nello studio e a livello psicologico. Già diplomato e operatore socio sanitario, non aveva bisogno di un altro diploma per un avanzamento di carriera o per lavoro.

La sua scelta di tornare in classe è nata solo dalla volontà di accompagnare il figlio in una fase importante della sua crescita personale e scolastica.

Quando la direzione scolastica gli ha spiegato che per continuare a seguire e a stare vicino a Giovanni avrebbe dovuto iscriversi regolarmente e frequentare le lezioni, il genitore ha deciso di tornare a essere a tutti gli effetti uno studente.

Così, come riporta Il Corriere della Sera, per due anni padre e figlio hanno condiviso la stessa aula, gli stessi professori, gli stessi programmi e le stesse emozioni che accompagnano ogni percorso scolastico.

"Questo diploma rappresenta il capolavoro della mia vita", ha detto Ermanno al quotidiano Il Mattino. "Non perché sia il risultato più importante, ma perché l’ho conquistato insieme a mio figlio. Abbiamo condiviso sacrifici, impegno e momenti difficili, sostenendoci ogni giorno", ha aggiunto.

"Quando uno aveva un momento di difficoltà, l’altro era pronto a sostenerlo", ha spiegato il 63enne.

Le parole di Giovanni per il padre

L’impegno di Ermanno è stato apprezzato da Giovanni che ha descritto il padre come "un esempio quotidiano" da seguire.

"Vederlo tornare sui libri a sessant’anni mi ha insegnato tantissimo – ha detto il ragazzo a Il Mattino – mi ha fatto capire che non esiste un’età per imparare e migliorarsi e che ogni obiettivo può essere raggiunto con costanza e sacrificio. Nei momenti più complicati ci siamo aiutati a vicenda".

A sostenere l’esperienza di padre e figlio sono stati anche i docenti e il personale scolastico che li hanno accolti, evitando qualsiasi trattamento privilegiato e considerandoli appunto due studenti uguali ai loro compagni di scuola.

"Abbiamo trovato insegnanti straordinari. Non ci hanno mai considerati il padre e il figlio della classe, ma semplicemente due studenti. Siamo stati valutati come tutti gli altri. Questo ci ha fatto sentire parte integrante della comunità scolastica", ha spiegato Ermanno ormai giunto con Giovanni alla fine del loro percorso.

L’ultimo ostacolo da superare ora è l’esame di Stato che padre e figlio sosterranno ancora una volta insieme tra le prove scritte, gli orali e il verdetto finale della commissione.