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Maturità 2026: via il documento che "creava ansia agli studenti"

Il ministro dell'Istruzione Valditara ha chiarito che a partire dalla Maturità 2026 verrà eliminato il documento che "creava ansia agli studenti"

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

La nuova riforma della Maturità segna un cambiamento significativo per gli studenti italiani. Tra le tante novità che debutteranno con l’esame 2026, c’è anche l’eliminazione del documento che “creava ansia agli studenti”, come ha chiarito il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Alla Maturità non ci sarà più il documento che “creava ansia agli studenti”

“Sarà una Maturità più seria per certi aspetti, perché si elimina il documento che veniva sottoposto agli studenti a inizio esame e che aveva creato anche molta ansia“. Lo ha detto il ministro Giuseppe Valditara a margine dell’inaugurazione del Polo Infanzia Sempione a Cinisello Balsamo (Milano), come riportato da Tgcom24.

A partire dalla Maturità 2026, dunque, agli studenti non verrà più presentato il documento preparato dalla commissione esaminatrice da cui prendeva avvio la prova orale.

Cos’ha detto Valditara sulla nuova Maturità

Nel suo intervento, Valditara ha ribadito uno dei punti centrali della riforma della Maturità: il colloquio diventa obbligatorio, e chi decide di non affrontarlo sarà bocciato a prescindere dal punteggio ottenuto agli scritti e dal credito scolastico.

Chi dovesse cercare di aggirare la prova orale dovrà ripetere l’anno. La Maturità è un esame di responsabilità non soltanto di competenze e conoscenze”, ha detto.

Con queste parole, il ministro ha ribadito l’importanza della prova orale, che non potrà più essere elusa o boicottata. La scena muta volontaria, utilizzata da alcuni studenti alla Maturità 2025 come forma di protesta, non sarà più consentita: chi non risponderà alle domande della commissione non potrà diplomarsi.

Come sarà l’esame di Maturità dal 2026

Con l’approvazione definitiva della riforma, dal 2026 la Maturità assumerà una nuova fisionomia. Innanzitutto, non si chiamerà più esame di Stato, bensì esame di Maturità.

L’impianto rimane articolato in tre prove: i due scritti restano invariati, mentre l’orale cambia profondamente. Non verterà più su tutte le materie, ma solo su quattro discipline di indirizzo, individuate ogni anno entro gennaio tramite decreto ministeriale. Il colloquio comprenderà anche la valutazione delle competenze maturate nell’ambito dell’educazione civica e delle attività di formazione scuola-lavoro (ex PCTO) e, come detto, sarà obbligatorio.

La commissione esaminatrice sarà ridotta da sette a cinque membri, con due commissari esterni e due interni, oltre al presidente, che dovranno seguire una formazione specifica. Il voto finale potrà essere integrato con un bonus fino a tre punti, attribuito ai candidati che avranno ottenuto almeno 90 punti complessivi tra scritti e credito scolastico (invece dei precedenti 97).

L’esame, si legge sul testo della legge, “valuta il grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità acquisito al termine del percorso di studio, anche tenuto conto dell’impegno dimostrato nell’ambito scolastico e in altre attività coerenti con il medesimo percorso di studio, in una prospettiva di sviluppo integrale della persona“.

Con la riforma, la Maturità “assume altresì una funzione orientativa, finalizzata a sostenere scelte consapevoli in ordine al proseguimento degli studi a livello terziario ovvero all’inserimento nel mondo del lavoro e delle professioni”.

Il ministro Valditara ha definito questa riforma una “svolta importante”, sottolineando che l’obiettivo è ridare senso alla Maturità, riaffermando i principi del merito, dell’impegno e della responsabilità individuale.

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