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Maturità, bocciata con media del 7: "Stangata senza precedenti"

In un liceo di Milano, una studentessa è stata bocciata alla Maturità dopo essere stata ammessa con la media del 7: "Stangata senza precedenti"

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

È possibile bocciare alla Maturità dopo essere stati ammessi all’esame con la media del 7? La risposta è sì, come dimostra il caso avvenuto al liceo Vittorio Veneto di Milano, dove una ragazza è stata bocciata alla Maturità 2026 nonostante sia arrivata davanti alla commissione con una media più che sufficiente. E nonostante avesse già passato il test d’ingresso per l’università. "Una stangata senza precedenti", hanno commentato alcuni genitori degli studenti della classe frequentata dalla giovane, dove in tre non hanno superato l’esame.

Ragazza boccia alla Maturità 2026 con la media del 7: il caso a Milano

Tre bocciati in una classe, tra cui una studentessa con la media del 7 e che era già stata ammessa all’università. È l’esito dell’esame di Maturità 2026 di una quinta del liceo Vittorio Veneto di Milano.

Dopo aver inviato una lettera alla dirigente scolastica e ai commissari interni, un gruppo di genitori ha contattato la redazione del Giorno per denunciare quanto accaduto. La rappresentante di classe ha sottolineato che non si tratta di un gesto di "protesta", ma di una "riflessione" sul metodo di valutazione della Maturità e sulla "fiducia che i ragazzi possono riporre nel sistema scolastico quando un intero percorso di cinque anni viene di fatto ribaltato dall’esito dell’esame finale".

I genitori hanno scritto: "Parliamo di studenti che hanno una storia scolastica, un percorso, delle fragilità e delle responsabilità, certo, ma anche un potenziale che non può essere giudicato, né da chi li conosce né da chi non li conosce affatto, sulla base di una prestazione concentrata in pochi giorni". Questo perché, hanno precisato, "non siamo a un colloquio di lavoro, dove chi valuta non sa nulla della persona che ha di fronte e tutto si gioca in pochi minuti".

E ancora: "L’educazione non può ridursi a una logica competitiva e selettiva, dove vale solo chi ‘regge’ in quel preciso momento". Il rischio, secondo gli scriventi, è che da questa esperienza gli studenti si portino dietro "un risultato percepito come ingiusto" e, più grave, "una ferita della propria autostima e alla fiducia nel sistema".

Cos’ha detto la preside del liceo Vittorio Veneto di Milano

Anche la preside del liceo milanese Mariarosaria Arena ha parlato di una bocciatura "inaspettata". Parlando dei tre studenti che non hanno passato l’esame ha detto: "Erano consapevoli del fatto che gli esami non fossero andati benissimo, ma non si aspettavano la bocciatura e di essere trattati come a un esame universitario".

Pur osservando che "la commissione ha la sua autonomia di valutazione" e che "deve essere libera e indipendente", la dirigente ha evidenziato che "la valutazione deve tenere conto di tutto il percorso, non di un solo momento".

Ha poi puntato l’attenzione sulla nuova formula della prova orale, che prevede solo quattro materie: "Forse ha messo i ragazzi più in difficoltà" perché "è difficile avere il tempo di recuperare se non si sa subito rispondere alle domande".

Secondo la preside Arena, questa vicenda deve essere un "monito" per gli studenti, perché dimostra quanto l’esame di Maturità non vada mai sottovalutato: "Non è un proforma, nulla è scontato".

La polemica al liceo Vittorio Veneto di Milano è solo una delle tante che ha coinvolto la Maturità 2026. A Prato continua a far discutere la lettera aperta inviata ai commissari e presidenti di commissione da Paolo Cipriani e Miriam Pierozzi, preside e insegnante dell’istituto Marconi, in cui hanno denunciato casi di voti troppo bassi in sede d’esame.

E se da una parte c’è chi critica la troppa severità delle commissioni, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha risposto a chi sostiene che alla Maturità ci sono "troppi promossi". "Quando leggo che nel Nord-Est coloro che non raggiungono le competenze minime sono il 2% circa al termine del percorso, vuol dire che grosso modo quelli che hanno superato la Maturità hanno raggiunto le competenze. Quindi, giustamente, sono stati promossi", ha dichiarato il ministro Valditara durante la presentazione del Rapporto nazionale Invalsi 2026.