Maturità e caldo, in Francia stop esami dopo le 12. E in Italia?
In Francia è stato deciso di non fare esami oltre le 12, per evitare il caldo troppo intenso: in Italia, invece, ci sono anche prove nel pomeriggio
Oltre all’ansia e allo stress da esame, tutti i maturandi devono affrontare anche un altro enorme ostacolo: le alte temperature che a giugno accompagnano gli esami di Maturità. Un problema non solo "nostrano", ma anche di altri Paesi, che però hanno adottato delle strategie per non far soffrire troppo di caldo studenti e studentesse impegnati con gli esami dell’ultimo anno delle scuole superiori. In Francia, ad esempio, è stato deciso di far finire gli esami entro le ore 12. E in Italia cosa succede, invece?
In Francia stop agli esami di Maturità dopo mezzogiorno
Tanti studenti e studentesse francesi sono impegnati in questi giorni con il Baccalauréat, l’esame dell’ultimo anno delle superiori. Proprio come accade in Italia, le temperature stanno iniziando ad essere proibitive anche oltralpe, soprattutto nelle ore centrali della giornata, quando è facile superare i 30 gradi.
Per questo motivo in Francia è stato annunciato che non si svolgeranno esami dopo le ore 12, per venire incontro alle esigenze di ragazzi e ragazze che con il caldo non avrebbero potuto affrontare serenamente l’esame. La decisione è stata presa non solo per le scuole superiori, ma anche per le medie.
Il ministro dell’Istruzione Nazionale, Édouard Geffray, ha vietato lo "svolgimento di esami pomeridiani", perché il rischio è che le ondate di calore possano compromettere le performance dei maturandi. A maggio in Francia i termometri sono saliti così tanto da sfiorare i 40 gradi. Molte scuole avevano chiuso per il caldo incredibile che c’era all’interno delle aule.
"Non possiamo più permetterci di fare esami oggi, a maggio o giugno, che si svolgano dalle 14 alle 18, è semplicemente impossibile", ha detto il ministro, suggerendo di programmare le sessioni fra "le 8 e mezzogiorno: se si arieggiano le stanze e si lavora per mantenerle al fresco si può fare tutto in mattinata".
La decisione è stata presa dopo che famiglie e sindacati avevano protestato, chiedendo che venissero presi dei provvedimenti. La Federazione dei Consigli dei Genitori (FCPE) aveva richiesto "immediate misure preventive" da adottare nei periodi di forte afa.
Maturità e rischio temperature alte nelle scuole italiane
Anche in Italia la situazione è più o meno analoga. La Maturità 2026 inizierà giovedì 18 giugno, con la prima prova scritta, il tema, alla quale seguirà il giorno dopo, venerdì 19 giugno, la seconda prova e in seguito anche l’orale. In quei giorni le previsioni meteo annunciano temperature elevate, in particolare al Nord, dove si potrà arrivare a superare i 36 gradi. Nelle scuole italiane spesso mancano aria condizionata e ventilatori e le aule sono già calde a maggio, figuriamoci a giugno.
Nel nostro Paese diversi sindacati, così come il Cnddu (Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani), hanno inviato una richiesta al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, affinché, in vista dell’esame di Maturità 2026, verificasse le temperature all’interno delle classi dove i maturandi effettueranno le prove scritte e il colloquio. Al MIM è stato anche domandato di sviluppare un Piano Nazionale per la Sicurezza Climatica durante la Maturità.
Fino a oggi, però, nulla è cambiato in Italia, nonostante l’allarme lanciato dall’OCSE. Le prove scritte si svolgeranno a partire dalle ore 8.30 e fino alle ore 14, se non oltre, mentre gli orali potranno tenersi anche in orario pomeridiano. In presenza di eventuali ondate di calore non sarà facile per i maturandi sostenere l’esame in queste condizioni, considerando che le scuole saranno bollenti.