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Maturità senza crediti o abolita: l'idea che scuote gli studenti

Eliminare i crediti scolastici oppure abolire in toto l'esame: la nuova proposta sulla Maturità del preside Alessandro Gullo che scuote gli studenti

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

La Maturità 2026 è finita, ma l’esame continua a tenere banco all’interno del dibattito pubblico. Alessandro Gullo, preside dell’Istituto Varalli di Milano, ha avanzato una proposta: eliminare i crediti maturati dagli studenti nell’ultimo triennio, oggi parte integrante del sistema di valutazione della prova conclusiva delle scuole superiori. Secondo il dirigente scolastico, il meccanismo attualmente in vigore rischia di alterare il giudizio finale perché influenzato dal rapporto che si crea nel tempo tra gli insegnanti e gli studenti. Per questo propone di eliminare del tutto il credito scolastico o, in alternativa, "aboliamo l’esame di stato in toto".

Perché il preside Gullo vuole eliminare i crediti per la Maturità

Nelle pagine de Il Giorno, Alessandro Gullo ha spiegato le ragioni della sua contrarietà all’attuale sistema del credito scolastico, partendo da una rboiflessione sulla componente umana che inevitabilmente accompagna il lavoro degli insegnanti e il rapporto che si costruisce con gli studenti nel corso degli anni.

"Quando si discute di bocciature all’esame di Maturità, si deve tener conto di due celebri aforismi: il nietzscheano Umano, troppo umano e il classicheggiante Bene judicat qui bene distinguit", ha scritto il dirigente scolastico.

A suo avviso, nel corso del triennio delle scuole superiori i docenti finiscono per instaurare un rapporto con gli studenti che può incidere sulle valutazioni finali. "Ribadisco la mia contrarietà al sistema dei crediti perché, umanamente, troppo umanamente, in tre anni i docenti sono portati, vista la frequentazione e la naturale affectio verso gli studenti, ad arrotondare voti e crediti che sommati in tre anni possono portare a valutazioni diciamo incongruenti", ha sottolineato.

Lo stesso ragionamento vale per l’ammissione alla Maturità: "Una chance si dà, poi ci penserà la commissione", ha aggiunto il preside, riconoscendo però che i docenti dovrebbero mantenere "un’ombra di dubbio" sulle proprie valutazioni "per onestà intellettuale".

Starà poi alle commissioni, ha proseguito Gullo, distinguere tra la presentazione di ciascun candidato, "influenzata" dal rapporto con i professori, e gli esiti delle prove d’esame.

La provocazione del dirigente: "Altrimenti aboliamo l’esame"

Per Alessandro Gullo, l’attuale metodo di valutazione della Maturità mette insieme elementi troppo diversi tra loro. Da una parte c’è il percorso scolastico, inevitabilmente influenzato dal rapporto costruito negli anni tra docenti e studenti; dall’altra ci sono le prove dell’esame di Maturità, che dovrebbero rappresentare un giudizio imparziale sulle competenze acquisite al termine della scuola.

"Il sistema dei crediti pretende di mettere insieme le patate e le pesche nello stesso piatto". Secondo il dirigente scolastico, si tratta di "un ibrido che conduce a esiti sempre potenzialmente distorti" e che, proprio per questo, "non funziona".

Da qui nasce la sua proposta. Gullo suggerisce di eliminare completamente il credito scolastico, ammettendo tutti gli studenti delle classi quinte alla Maturità e lasciando che sia la commissione a formulare il giudizio finale, accettando "il verdetto di chi è chiamato, ab externo, a giudicare asetticamente un percorso scolastico, non gli studenti". Altrimenti, ha aggiunto, "aboliamo l’esame di Stato in toto".

Il preside ha concluso ricordando il vecchio modello dell’esame senza crediti, che "aveva difetti ma funzionava, meglio di quello attuale".