Maturità, Valditara annuncia: "Riforma già pronta". Cosa cambierà
Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara risponde alle critiche sulla Maturità e sul sistema dei voti, annunciando che la riforma è già pronta
La riforma dell’esame di Maturità è già pronta. Lo ha affermato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha spiegato qual è la filosofia che ispira tale cambiamento, rispondendo anche alle critiche sul sistema dei voti espresse sotto forma di rifiuto a sostenere l’esame orale da parte di alcuni studenti alla Maturità 2025.
- Riforma della Maturità già pronta: l'annuncio di Valditara
- La critica sulla scuola di oggi e del futuro: risponde Valditara
- L'idea di Valditara sulle proteste degli studenti alla Maturità
Riforma della Maturità già pronta: l’annuncio di Valditara
"Ben prima di questo boicottaggio della Maturità (sul quale hanno espresso il proprio parere docenti e cittadini italiani) avevo dichiarato che era mia intenzione cambiare l’esame di Stato, riportandolo a vero esame di Maturità", ha scritto il capo del MIM nel suo editoriale sul Corriere della Sera, annunciando che la riforma è già pronta.
Sarebbe proprio il concetto di Maturità ad essere "sempre più raro nella nostra società", secondo il ministro. L’obiettivo è quello di far sostenere agli studenti un esame che riesca a valutare non solo le conoscenze e le competenze, ma anche "il grado di autonomia, di responsabilità, di autentica crescita dello studente". In altre parole, un esame in grado di valutare "la persona a 360 gradi".
"Per mettere realmente la persona al centro e per valorizzarla, non solo a parole, occorre tuttavia aiutarla ad affrontare le sfide della vita", ha aggiunto Valditara. Come? Partendo dal rispetto delle regole e dall’assumere le proprie responsabilità. Allo stesso tempo, è necessario "aiutare il giovane a superare sconfitte e ad affrontare frustrazioni", un compito che il ministro dell’Istruzione affida alla scuola.
Valditara ha criticato "la via più comoda, che nega la valutazione, che rifugge dalla competizione, che rifiuta il merito, che odia i divieti, che ritiene che la responsabilità sia sempre di altri o magari della società". Si tratta di una strada già sperimentata in Italia e che secondo il ministro è quella del "vietato vietare, del 6 e del 18 politico, del rifiuto del merito e della irresponsabilità dilagante". "Non è quella la via che aiuta veramente i giovani a diventare adulti, ad affrontare le sfide della vita e possibilmente a vincerle", ha commentato.
La critica sulla scuola di oggi e del futuro: risponde Valditara
Il discorso di Valditara nasce dalla sua risposta alla critica avanzata nell’editoriale di Giovanni Lo Storto, direttore generale dell’Università LUISS, sul Corriere. Al centro del discorso c’era la scena muta di alcuni studenti all’esame orale di Maturità 2025: un silenzio che appare come "un tentativo, per quanto imperfetto, di salvare non solo se stessi, ma anche una scuola e un mondo percepiti come sbagliati". Quella scena muta messa in atto dai maturandi, "così apparentemente arrogante, è un grido di sfiducia verso un sistema percepito dai ragazzi come distante, competitivo, arido". "Una scuola a punti" e un sistema che mettono al centro e misurano le prestazioni "più di quanto sappiano ascoltare".
La scuola, secondo Lo Storto, non dovrebbe essere "una palestra di competizione, ma un luogo di cooperazione". Se la scuola punta ad essere un luogo che educa, "allora anche la protesta, pur sbagliata nelle forme, va letta e capita come un sintomo". Non è quindi "una ribellione da punire, ma una domanda da ascoltare".
La critica di Lo Storto è andata quindi sul tema dei voti, un sistema che incentiva la competizione togliendo importanza alla singola persona. "La competizione non premia il migliore, ma chi ha la corazza emotiva più dura – ha affermato -. […] Forse è tempo di fermarsi e guardare alle cause del malessere. Tornare alle persone, ascoltarle, prima di ridurle a un numero. […] Se vogliamo evitare di confondere l’obbedienza con l’educazione, non basta un regolamento. Servono una scuola e un’università che, loro per prime, non restino in silenzio di fronte al futuro", ha concluso.
In risposta alle critiche, Valditara ha affermato che la sua idea di scuola è effettivamente incentrata sulla persona, "sulla valorizzazione dei talenti, sulla centralità dello studente, non solo declamata, ma concretamente realizzata". Per dimostrarlo ha elencato diversi interventi messi in atto in questi anni: le nuove Linee guida sulla Educazione civica incentrate sulla cultura del rispetto, i nuovi programmi scolastici "che parlano di educare all’empatia", il docente tutor, Agenda Sud (e ora anche Agenda Nord), il programma Scuola Estate, la possibilità per i genitori di scegliere la continuità didattica sul sostegno.
Inoltre, il ministro ha sottolineato anche la riforma dell’istruzione tecnico-professionale, il cosiddetto 4+2 "con l’istituzione, fra l’altro, dei campus che per la prima volta collegano scuola, ITS, università e imprese".
L’idea di Valditara sulle proteste degli studenti alla Maturità
In merito alle proteste sollevate da alcuni studenti ("nemmeno una decina") durante l’esame orale di Maturità 2025, rifiutandosi di sostenere la prova e criticando il sistema dei voti, Valditara ha aggiunto: "Una contestazione che ha avuto più rilevanza mediatica, per esempio, di quelle ben più numerose testimonianze di giovani che hanno affrontato in un reparto di oncologia l’intero anno scolastico volendo a tutti i costi sostenere l’esame finale, preparandosi con grande impegno, voglia di farcela, voglia di avere un futuro, senso di responsabilità. Molti di loro hanno preso 100 e lode. ". Secondo il capo del MIM sarebbero questi gli esempi da ricordare.
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