Salta al contenuto
bassetti ANSA

Medicina all'università, per Bassetti "c'è un problema"

Per Matteo Bassetti c'è un problema riguardante gli studi in Medicina che "si sposta dall'università alla salute": qual è e la soluzione proposta

3 min di lettura

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Chi entra oggi a studiare Medicina all’università diventerà medico specializzato tra almeno dieci anni. È da questa considerazione che parte la riflessione di Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. Secondo il noto infettivologo, il numero di posti messi a bando per i corsi di laurea in Medicina e Chirurgia nell’anno accademico 2026 2027, cresciuto di quasi 3mila unità, è "adeguato". Nonostante questo, a suo avviso resta un problema: "Quanti dei futuri medici andranno a fare le specialità di cui i cittadini hanno bisogno?".

Qual è il problema di Medicina all’università per Bassetti

"Direi che l’Italia oggi, grazie al lavoro del ministro Bernini, è adeguata come numero di posti per quanto riguarda Medicina. Anzi, siamo tra quelli che ne hanno di più", ha detto Matteo Bassetti in un video pubblicato sui social.

Per l’anno accademico 2026 2027 i posti per i corsi di laurea in Medicina e Chirurgia sono 27.001 (2.975 in più rispetto all’anno precedente), di cui 18.830 destinati agli studenti del semestre aperto, il nuovo modello di accesso alle facoltà mediche nelle università pubbliche in lingua italiana inaugurato nel 2025.

"Ma il problema non è quanti medici avremo tra cinque, sei, sette anni – ha ripreso Bassetti – il problema è quanti medici vorranno andare a fare le specialità di cui abbiamo bisogno". Tra questi, l’infettivologo ha segnalato i medici di pronto soccorso, i chirurghi, gli infettivologi e i geriatri.

"Quindi non è tanto quanti medici produrremo, ma quanti specialisti in alcuni settori produrremo", ha precisato, spiegando che "il problema si sposta dall’università alla salute".

Quali incentivi propone Bassetti per alcune specializzazioni

Dunque, ha proseguito Bassetti, "bisogna lavorare sulle scuole di specializzazione" e prevedere degli "incentivi da dare a chi va a fare queste specialità". Ha così indicato due incentivi su tutti: "Migliori condizioni di lavoro e anche migliori condizioni economiche".

Bassetti ha concluso: "Il problema è direttamente del ministero della Salute, direttamente dei sindacati. Bisogna trovare una soluzione per rendere più attrattive queste specialità".

Quali sono le specializzazioni mediche più e meno scelte

I dati sulle scuole di specializzazione di Medicina per il 2026 non sono ancora disponibili, ma possiamo farci un’idea sul "problema" segnalato da Bassetti guardando ai dati del 2025, riportati in una tabella pubblicata dai sindacati Anaao Assomed e Als.

Nel 2025, su 15.283 contratti regionali a bando per il concorso di specializzazione medica, 2.569 (il 17%) non sono stati assegnati nel primo scaglione.

I sindacati segnalavano il persistere della tendenza negativa nelle cosiddette "specializzazioni meno ambite", prima tra tutte la Medicina d’emergenza-urgenza (pronto soccorso), con il 45% dei contratti non assegnato.

Le specializzazioni che nel 2025 hanno registrato la cifra maggiore di posti non assegnati sono:

  1. Microbiologia e virologia (80%);
  2. Farmacologia e Tossicologia clinica (79%);
  3. Patologia clinica e Biochimica clinica (76%);
  4. Radioterapia (65%);
  5. Statistica sanitaria e Biometria / Medicina di comunità e delle cure primarie (64%);
  6. Medicina e Cure palliative (61%);
  7. Medicina nucleare (58%);
  8. Chirurgia toracica (46%);
  9. Medicina d’emergenza-urgenza (45%).

Sono invece stati assegnati subito tutti i posti bandati nelle scuole di specializzazione in:

  • Endocrinologia e malattie del metabolismo;
  • Pediatria;
  • Chirurgia maxillo facciale;
  • Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica;
  • Reumatologia;
  • Malattie dell’apparato cardiovascolare;
  • Malattie dell’apparato digerente;
  • Medicina terminale;
  • Dermatologia e venereologia;
  • Oftalmologia.