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Medicina, assegnati tutti i posti: sfogo di Bernini alla Camera

Lo sfogo alla Camera della ministra Bernini dopo che sono stati assegnati tutti i posti disponibili nelle università per la facoltà di Medicina

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Tutti i posti disponibili nelle facoltà di Medicina e Chirurgia sono stati assegnati. Si è infatti chiusa la seconda sessione di immatricolazioni e iscrizioni nelle università, che ha portato alla copertura completa. Secondo la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, promotrice della riforma del semestre aperto, il risultato è stato raggiunto. Da qui il suo sfogo alla Camera, durante il question time del 21 gennaio. Ma continuano le polemiche.

Tutti i posti di Medicina sono stati assegnati

Sono stati occupati tutti i 17.278 posti disponibili nelle università statali italiane per Medicina per l’anno accademico 2025-2026. La procedura di ammissione è iniziata lo scorso 1 settembre, giorno in cui è stato inaugurato il nuovo sistema d’accesso alle facoltà mediche introdotto dalla riforma Bernini: il semestre filtro.

Dopo due mesi di lezioni, gli aspiranti camici bianchi hanno avuto a disposizione due appelli per sostenere gli esami delle materie studiate: Fisica, Biologia e Chimica. Ma i risultati non sono stati quelli attesi: gran parte degli studenti è bocciata almeno in un esame.

Questo ha portato il ministero dell’Università e della Ricerca a intervenire con un decreto. Il provvedimento ha aperto le porte della graduatoria anche a chi era stato bocciato in uno o due esami, prevedendo inoltre il recupero dei voti ottenuti nel primo appello. Così è stato sventato il rischio di lasciare posti vacanti nelle università. Il tutto è stato accompagnato da numerose polemiche e dalla preparazione di centinaia di ricorsi.

Prima dell’inizio del secondo semestre, però, gli studenti che non hanno superato uno o due test del semestre filtro dovranno sostenere gli esami di recupero nelle università che gli sono state assegnate. Per immatricolarsi ufficialmente a Medicina, e continuare gli studi, infatti, è necessario passare tutte e tre le prove.

Bernini si sfoga alla Camera dopo la copertura dei posti di Medicina

“La graduatoria di Medicina è stata tutta completata. Gli studenti sono in questo momento nella loro fase di assegnazione delle sedi”, ha detto, con soddisfazione, la ministra Anna Maria Bernini alla Camera durante il question time del 21 gennaio.

Successivamente, si è lasciata andare a un duro sfogo contro le polemiche che hanno accompagnato questa prima applicazione della riforma che porta il suo nome.

“Sul semestre aperto di Medicina si è fin dall’inizio preferito costruire un caso mediatico – ha affermato Bernini -. Prima si è parlato di un presunto concorsone dove copiavano tutti. Poi, smentiti i fatti, si è sostenuto l’opposto, ovvero che gli esami erano troppo difficili. Questa non è una critica costruttiva, è rumore politico utile solo a difendere il vecchio sistema dei quiz, dei corsi privati a pagamento fuori dall’università”.

La ministra ha proseguito: “La riforma del semestre aperto non è un colpo di teatro. È una scelta politica nata in Parlamento, attuata da questo Governo, applicata dal ministero che rappresento in più fasi con responsabilità e trasparenza”.

E ancora: “La prima fase ha fatto una cosa storica: ha portato in università 55mila studenti. Nel secondo semestre si apriranno nuovamente tutti i corsi di laurea per consentire a chi vuole accedere a materie affini, o anche altre materie, di continuare il proprio percorso universitario. Nessuno perderà l’anno“.

Bernini ha evidenziato che grazie al semestre filtro “per la prima volta la formazione avviene dentro l’università”. E non c’è più “una selezione esterna che fino all’anno scorso ha portato, a fronte di 80mila richieste e 10mila posti disponibili, 70mila cadaveri lasciati fuori dai cancelli dell’università non assistiti ma solamente selezionati attraverso test ghigliottina. Ecco, questo non succederà mai più”, ha ribadito.

Inoltre, ha precisato che la riforma dell’ammissione a Medicina non è stata a costo zero: “Abbiamo investito 25 milioni di euro l’anno scorso e 50 milioni di euro solo sulle università che hanno gestito questi corsi di Medicina”.

La polemica del Pd contro la riforma di Medicina

Il sistema di accesso alla facoltà di Medicina deve essere completamente revisionato già dal prossimo anno, per garantire trasparenza, equità e un adeguato livello formativo per gli studenti”, ha commentato la deputata del Partito democratico Ilenia Malavasi durante il question time alla Camera con la ministra Bernini.

La parlamentare dem ha continuato: “Niente più test a crocette, accesso libero al semestre filtro, formazione e non selezione. Sono questi i tratti salienti di una riforma che la stessa ministra Bernini ha definito democratica e meritocratica, con l’obiettivo di superare il numero chiuso e dare una risposta alla carenza dei medici. Ma alla prova dei fatti – ha sottolineato – tutto si è dimostrato un flop: il semestre filtro si è trasformato in due mesi di lezioni online o modalità mista, le prove di esame sono state una debacle al punto che il ministero ha dovuto cambiare in corsa le regole e ammettere anche chi aveva superato una sola prova”.

Malavasi ha concluso: “Oggi aumentano i ricorsi di chi si sente preso in giro perché escluso senza un vero motivo, mentre continua a crescere il mercato della formazione privata. Chissà se era questo il vero obiettivo della riforma della ministra”.

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