Medicina, Bernini e la richiesta di dimissioni: "Andare avanti"
Sulla richiesta di dimissioni portata avanti dal Movimento 5 Stelle, Anna Maria Bernini ha una sola risposta: continuare ad "andare avanti"
Non sembrano volersi placare le polemiche sul nuovo test di ingresso a Medicina, dopo il primo appello del semestre filtro. In aula la ministra Anna Maria Bernini è dovuta intervenire per placare gli animi, sottolineando che il boom di bocciati non è un fallimento e che non c’è stato alcun flop del nuovo sistema introdotto dalla sua riforma per selezionare gli aspiranti camici bianchi che potranno continuare a studiare. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto le sue dimissioni.
M5S chiede le dimissioni di Bernini per il test di Medicina
Nella mattinata di mercoledì 17 dicembre 2025 Anna Maria Bernini è intervenuta per rispondere a un’interrogazione del Movimento 5 Stelle. A Montecitorio c’è stato un duro scontro tra la ministra dell’Università, la pentastellata Marianna Ricciardi e il capogruppo M5S in commissione Cultura alla Camera Antonio Caso. Il Movimento 5 Stelle ha bocciato sonoramente l’introduzione del semestre filtro per l’accesso a Medicina, ampiamente contestato anche dagli studenti. Il primo appello ha promosso solo il 10% degli iscritti.
In merito alla questione, Antonio Caso, rivolgendosi alla ministra, ha detto: “La riforma è tutta da rifare“. Poi, in riferimento alle parole usate da Bernini nei confronti degli studenti in protesta alla manifestazione Atreju il capogruppo pentastellato in commissione Cultura alla Camera ha aggiunto: “Ha chiamato gli studenti inutili e comunisti, ci aspettavamo le sue scuse e le sue dimissioni“. Secondo lui il ministero dovrebbe ascoltare i protagonisti, gli studenti che hanno cercato di parlare con Anna Maria Bernini.
Le dichiarazioni di Bernini nel Question Time alla Camera
Rispondendo alle accuse di Marianna Ricciardi, la ministra dell’Università e della Ricerca ha sostenuto che il primo appello del semestre filtro di Medicina non è stato un fallimento o un flop, nonostante più del 90% di bocciati. Ha anche spiegato che non è tutto perduto, visto che le graduatorie si riempiranno, anche grazie alla “sanatoria” che riammetterà chi non ha passato tutti e tre gli esami.
Anna Maria Bernini ha affermato che nessuno degli studenti perderà l’anno e ha difeso la sua riforma. Non si è nemmeno scusata quando ha definito “comunisti e inutili” i ragazzi dell’Udu che l’hanno contestata.
“Parlare di fallimento, perché meno del 10% ha superato tutte le prove al primo colpo significa non aver compreso il senso della riforma. Gli appelli sono due ed esiste una graduatoria di recupero. Siamo al primo tempo e mezzo di una procedura che si svolge in tre tempi. È dunque fisiologico che una prova autentica produca risultati reali e diversificati”, ha risposto Bernini.
“Sulla trasparenza e sull’equità dei testi i dubbi sollevati sono un po’ smentiti dai fatti”, ha spiegato la ministra, aggiungendo che dai “dati analizzati non c’è stata alcuna fuga sistematica. Al primo appello su 55mila candidati solo 17 sono stati sanzionati per l’uso del cellulare, cioè lo 0,03%. È una dato importante perché una parte della narrativa era legata a un’irregolarità del primo appello d’esame”.
“Non abbiamo intenzione di tornare indietro perché consideriamo inaccettabile ritornare all’orribile mercato dei test e delle società che erogano finta formazione su test selettivi e non formanti, dai quali tutti noi abbiamo convenuto di dover fuggire”.
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