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Medicina e la "vera faccia del semestre filtro": lo sfogo

Lo sfogo di una studentessa che il 20 novembre ha partecipato al primo appello di Medicina: "Vi racconto la vera faccia del semestre filtro"

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

È diventato virale il video condiviso su TikTok da una studentessa 19enne che ha partecipato al primo appello di Medicina. Raccontando la sua esperienza, la giovane si è lasciata andare a un duro sfogo con l’obiettivo di mostrare la “vera faccia del semestre filtro“.

Lo sfogo di una studentessa: “Il semestre filtro è ingiusto”

“Io sono una persona che ha sempre adorato studiare. Amo la conoscenza nella sua forma più pura. Il problema è che io mi ritrovo a studiare ininterrottamente, a fare quiz, a ripete cumuli di argomenti mnemonicamente senza approfondire perché non c’è mai il tempo materiale, perché ho tre materie da preparare tutte insieme. E lo faccio male, perché non mi posso permettere di ripetere un argomento bene. Non c’è tempo e non ci sono state date indicazioni“.

Inizia così lo sfogo di una ragazza che il 20 novembre ha partecipato al primo appello del semestre filtro, la nuova modalità di accesso a Medicina inaugurata quest’anno dopo l’approvazione della riforma Bernini.

In attesa dei risultati, che saranno pubblicati oggi 3 dicembre, la studentessa ha raccontato su TikTok la sua esperienza.

“Io ho fatto meccanica quantistica per chimica e non è uscita neanche una domanda sul test. Ci hanno rotto le p***e con le radiazioni elettromagnetiche e non è uscita neanche una domanda sul test – ha spiegato -. Questo fa capire come questo sistema premi soltanto tre categorie tre persone: chi è stato in grado di copiare, chi ha studiato tutto mnemonicamente senza un minimo di ragionamento logico, e chi ha avuto il c**o di ripetere solo gli argomenti che sono usciti sul test”.

La giovane ha proseguito: “Io ho messo la mia salute mentale e fisica al di sotto perché la priorità era entrare a Medicina. E probabilmente neanche ci entro, perché tra chi ha copiato, chi ha ricevuto le buste in anticipo e chi riesce a vivere meglio queste situazioni, è probabile che io non entri. Questa cosa mi distrugge perché, mettiamo che prendo due voti sufficienti e a un esame prendo 17,7, io vengo bocciata e perdo un anno” (qui per approfondire come funziona la valutazione degli esami).

E questo “lo trovo assurdo. Stiamo passando dal voler diventare medici all’essere forzati a diventare pazienti”, ha concluso la studentessa.

La studentessa farà ricorso contro il semestre filtro di Medicina?

Durante il primo appello di Medicina sono state diffuse sui social alcune foto dei test. Il ministero dell’Università e della Ricerca ha raccolto numerose segnalazioni e la Polizia postale ha individuato due responsabili.

Nel frattempo, alcune associazioni, organizzazioni studentesche e studi legali, hanno fatto ricorso. Sono già 6mila i reclami presentati.

Contattata da Fanpage.it, sull’idea di un eventuale ricorso la studentessa ha affermato: “Sto valutando, ma prima di procedere vorrei informarmi sulla situazione”. La ragazza ha spiegato di non aver visto direttamente le foto dei test circolate sul web durante la prova.

“Le persone che non vivono tutto questo giustamente non capiscono la gravità di quanto stiamo vivendo”, ha concluso.

In attesa dei risultati, la ministra Anna Maria Bernini è intervenuta a Mattino Cinque assicurando che durante il primo appello gli studenti “non hanno copiato e questo lo vediamo dai numeri“, e ha evidenziato che sui social c’è stata “una sequenza di fake news” in merito.

La ministra ha precisato che i due responsabili della diffusione dei compiti online sono stati individuati e che saranno condotte verifiche su coloro che sui social hanno ammesso di aver copiato. In caso positivo, “la considereremo una autodenuncia. E quindi i compiti saranno annullati“, ha concluso Bernini.