Medicina, in arrivo il ricorso al Tar contro il semestre filtro
Alcuni docenti stanno preparando un ricorso al Tar contro il semestre filtro per l'accesso alle facoltà di Medicina: ecco cosa contestano i prof
Il sistema di accesso alle facoltà di Medicina è da sempre al centro del dibattito pubblico. La nuova riforma Bernini, che prevede un semestre filtro per gli aspiranti medici al posto del tanto criticato test di ingresso, ha sollevato numerose polemiche. Polemiche che non accennano ad arrestarsi, nemmeno all’indomani della sua ‘inaugurazione’. Alcuni docenti universitari stanno preparando un ricorso al Tar volto a mettere in discussione l’intero impianto della riforma, sollevando dubbi di costituzionalità.
In arrivo un ricorso al Tar contro il semestre filtro a Medicina
Il semestre filtro, la nuova modalità di accesso alle facoltà mediche introdotta con la riforma Bernini, è diventato ufficialmente operativo l’1 settembre. Oltre 53mila aspiranti camici bianchi hanno iniziato a seguire le lezioni in vista degli esami che dovranno sostenere per cercare di entrare in graduatoria e ottenere uno dei 24mila posti disponibili nelle università italiane per il corso di laurea in Medicina e Chirurgia.
Sin dalla sua approvazione a marzo, la riforma ha ricevuto numerose critiche. Lo scorso maggio, un gruppo di docenti e ricercatori dell’Università di Bologna ha lanciato un appello contro la legge che è stata sottoscritto da oltre 750 insegnanti di 51 atenei. Alla norma che ha introdotto il semestre filtro venivano contestate “gravi ricadute sulla libertà di insegnamento“.
L’appello era rivolto alle più alte cariche dello Stato, compresi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.
“Era una lettera che a partire dall’articolo 33 della Costituzione chiedeva chiarimenti. Non avendo ottenuto risposte da nessuno, fatto salvo tre parlamentari, prepariamo il ricorso al Tar“, ha annunciato a La Repubblica Pierluigi Strippoli, uno dei prof promotori dell’iniziativa.
L’obiettivo del ricorso è quello di contestare un provvedimento che, secondo i docenti, rischia di essere “lesivo e discriminatorio” nei confronti degli insegnanti delle tre materie del semestre filtro, ovvero biologia, chimica e fisica.
Cosa contestano i prof al nuovo semestre aperto per Medicina
La principale contestazione dei docenti riguarda, come detto, la libertà di insegnamento, sancita dall’articolo 33 della Costituzione. “La questione – ha spiegato Strippoli – è se sia garantita libertà di insegnamento a docenti che non possono scegliere cosa insegnare perché lo decide il ministero, valutare perché i test verranno fatti da Roma, avere una relazione in presenza con gli studenti e dare loro il voto conclusivo”.
L’elenco dei problemi sollevati dai professori è lungo e dettagliato. Innanzitutto, si evidenzia che gli studenti, durante il primo semestre, non frequentano “il primo semestre del corso di Medicina e Chirurgia, ma un generico corso di preparazione ad una prova di ammissione mascherata da esame”. Questo, secondo i prof che contestano la riforma, comporterebbe una standardizzazione dei percorsi didattici “con pesanti ripercussioni negative sulla qualità“.
Tra le altre cose, viene sottolineata l’assenza di una relazione autentica tra docenti e studenti: “Un limite enorme anche non incontrarli di persona, se non nell’unica lezione prevista in presenza per chi la prenoterà”, ha affermato Strippoli.
“Questa per me non è università. Qualche collega in altri atenei si è rifiutato di fare lezione, io no, perché non voglio danneggiare gli studenti, ma è per loro che prepariamo il ricorso”, ha concluso Pierluigi Strippoli.
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