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Medicina, quanti posti sono liberi dopo le prime immatricolazioni

Ecco quanti posti sono rimasti liberi a Medicina dopo il primo giro di immatricolazioni: cosa devono fare ora gli studenti e la polemica di Udu

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Il primo giro di immatricolazioni alle facoltà di Medicina si è concluso. Entro oggi, 19 gennaio, chi non si è ancora iscritto o immatricolato, non avendo trovato posto in una delle sedi preferite, deve indicare nuove scelte sulla piattaforma Universitaly. Ma quanti posti sono rimasti liberi e dove?

Numero dei posti liberi a Medicina dopo le prime immatricolazioni

Al termine del primo turno di immatricolazioni e iscrizioni al secondo semestre di Medicina risultano ancora 707 posti disponibili, come riportato dal Sole 24 Ore. Si tratta dei posti rimasti vacanti dopo la prima assegnazione e che ora tornano a disposizione degli studenti ammessi ma non collocati in una delle sedi indicate al momento dell’iscrizione al semestre filtro. Chi è ancora in attesa può aggiornare le proprie preferenze e scegliere tra le opzioni rimaste fino alle 23.59 di oggi, 19 gennaio.

Stessa cosa vale per gli altri corsi dell’area sanitaria, dove risultano ancora 171 posti liberi a Odontoiatria e 106 a Veterinaria.

Guardando nel dettaglio Medicina, quasi un terzo dei 707 posti non assegnati si concentra negli atenei romani. Oltre ai più di 100 posti rimasti vacanti alla Sapienza, se ne aggiungono quasi 200 a Tor Vergata, di cui 124 nella sede di Tirana su 220 posti disponibili totali.

Dopo l’uscita della graduatoria, è scoppiato il caso Tirana. L’Università di Tor Vergata ha attivato un joint degree, ovvero un corso di laurea congiunto, con l’ateneo Signora del Buon Consiglio di Tirana, che ha messo a disposizione 220 posti per gli aspiranti medici italiani. Ma l’università albanese è privata, e la retta annuale costa quasi 10mila euro. Per evitare che anche gli studenti italiani fossero sottoposti a una tassazione così elevata, è intervenuta la ministra Anna Maria Bernini.

La ministra ha subito chiesto un incontro col rettore di Tor Vergata per trovare una soluzione. Successivamente, ha annunciato che i giovani italiani che studieranno Medicina a Tirana pagheranno le stesse tasse (modulate sull’Isee) che avrebbero pagato a Roma, la cui cifra massima si aggira attorno ai 3mila euro.

Cosa devono fare gli studenti di Medicina non ancora immatricolati

Dopo il secondo giro di assegnazioni, gli studenti che non si sono ancora iscritti o immatricolati a Medicina per indisponibilità della sede preferita potranno completare la procedura tra il 21 e il 24 gennaio.

A quel punto, gli studenti che si sono potuti immatricolare, avendo superato tutti e tre gli esami del semestre filtro, dovranno solo attendere l’inizio delle lezioni del secondo semestre. Quelli che invece si sono potuti solo iscrivere dovranno recuperare i crediti mancanti sostenendo gli esami che verranno organizzati dalle università entro fine febbraio.

In caso di mancato recupero di uno o due esami, gli studenti potranno iscriversi al secondo semestre di un corso di studi diverso entro il 6 marzo.

La polemica di Udu sui posti rimasti liberi a Medicina

“Si è avviata la seconda fase di scorrimento della graduatoria del semestre filtro generando una nuova ondata di caos per studentesse e studenti iscritti: il 4% dei posti risulta ancora libero, con migliaia di studenti esclusi dalla graduatoria“, si legge su una nota di Udu (Unione degli universitari).

Secondo l’organizzazione studentesca, “manca totale trasparenza su questi posti disponibili e alcuni dati sono emblematici: oltre 100 posti liberi alla Sapienza dimostrano come la formazione della graduatoria non segua alcuna logica. Molti studenti che avevano indicato determinati atenei non hanno ancora potuto iscriversi, subendo ritardi nel recupero dei crediti formativi, che in alcuni casi iniziano già dalla prossima settimana”.

Udu denuncia che “in diversi casi gli studenti scopriranno la propria sede il giorno prima dell’esame, una situazione surreale che costringerà molti a spostarsi improvvisamente da un capo all’altro del Paese”.

Allarmante“, per l’associazione, è il dato di Tirana, che ha registrato “oltre il 55% di rinunce, a conferma di un problema strutturale”. A detta di Udu, “non si tratta solo di tassazione, nonostante il tentativo di equiparare la contribuzione a quella italiana, ma del fatto che trasferirsi in un altro Stato per proseguire gli studi è una richiesta insostenibile per molti studenti”.

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